Anche 400 mila euro dell'Europa per la struttura abusiva di Passo Lanciano

Alessandro Biancardi

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PASSOLANCIANO. 413.165 euro della Comunità Europea per il recupero della struttura abusiva La Maielletta che occupa terreni demaniali ad uso civico. Le assurde vicende della struttura ricettiva vanno avanti….
Se non fossero stati fatti nei mesi scorsi una montagna di esposti e di denunce contro la struttura abusiva, probabilmente, anche mezzo milione di euro sarebbe finito da quelle parti. La denuncia arriva da Antonio Di Pasquale, del collegio dei periti industriali, che ormai da molti mesi si sta occupando della vicenda.
Sembra quasi una storia surreale che oggi, come se non bastasse, trova un altro capitolo.
«La società camping La Maielletta», spiega Di Pasquale, «continua imperterrita ad esercitare abusivamente l'attività di campeggio facendo emettere dal Tribunale di Chieti, nei confronti degli sventurati clienti, decreti ingiuntivi per riscuotere i canoni di locazione dei terreni demaniali ad uso civico».
E' ormai più di un anno e mezzo che le denunce contro il camping vanno avanti ma per motivi ancora non chiari non si riesce a mettere un freno alla situazione. A giugno del 2007 quando sul posto arrivarono i vigili urbani per procedere all'esecuzione dell'ordinanza di chiusura del camping vennero trovati all'interno alcuni ragazzini di una colonia di Roma.
La società non aveva notificato la presenza degli ospiti, come previsto dalla legge.
Nel corso del 2007 la violazione si è ripetuta ma nessuno ha fatto niente.
Ad agosto dello stesso anno arrivò la sospensione dell'ordinanza da parte del Tar ma giunse una diffida da parte della Prefettura con la quale si chiese di rispettare le prescrizioni dell'Asl e dei vigili del fuoco dimenticando però di fissare i termini entro i quali adempiere.
E ad agosto arrivò anche l'ordinanza di demolizione delle strutture sull'area abusiva dimenticandosi di nuovo di specificare quel "particolare" sul vincolo demaniale civico.
A settembre l'ufficio demanio civico confermò che tutti i contratti tra il comune e il camping erano da ritenersi nulli perché i terreni demaniali a uso civico «sono indisponibili».
Anzi si stabilì che il Comune provvedesse al ripristino dello stato dei luoghi. Ma nonostante questo l'attività del camping va avanti.

07/07/2008 10.08