Dal calcio alla pubblicità istituzionale, la Procura cerca fondi neri

Alessandro Biancardi

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Dal calcio alla pubblicità istituzionale, la Procura cerca fondi neri
INCHIESTA DEZIO-D'ALFONSO PESCARA. La convulsa giornata di ieri, iniziata con l'avviso di garanzia notificato a Luciano D'Alfonso e terminata con una conferenza stampa in cui lo stesso sindaco ha negato di essere indagato, forse lascerà il passo ad una più tranquilla e senza scossoni. Sta di fatto che l'originaria inchiesta partita dalla polizia postale e che ha portato il dirigente del Comune ed ex braccio destro del primo cittadino, Guido Dezio, agli arresti per 40 giorni (arresti poi revocati), si allarga. L'OPPOSIZIONE:«PREVALGA L'INTERESSE PUBBLICO. D'ALFONSO SI DIMETTA» LA GIORNATA DI IERI:PERQUISIZIONI E ATTESA
I reati contestati al sindaco di corruzione, concussione, abuso e falso parlano –secondo quanto ipotizza la procura- di somme in nero chieste ed ottenute, di "forzature" delle norme e di documenti che attesterebbero una "verità falsa".
Ipotesi che lo stesso indagato assicura di poter spiegare senza problemi, dicendosi sicuro di poter illustrare ogni aspetto della attività amministrativa e che tutto è stato fatto «nell'esclusivo interesse della città».
Ma secondo le ipotesi del pm Gennaro Varone il primo cittadino sarebbe il manovratore e la mente di una serie di fatti volti a rastrellare fondi.
Ieri si è avuta la certezza che i fatti contestati sono molti di più di quanto si pensi e riguardano ambiti diversi.
Di sicuro si parla dei manifesti e della pubblicità istituzionale nella quale sarebbero rientrati più volte anche le comunicazioni di partito (Pd e Margherita), in sostanza comunicazione del sindaco che non erano altro che mera propaganda di partito.
Poi ci sono le vicende legate alla associazione "Amici della Pescara calcio" come anticipato da PrimaDaNoi.it .
Ieri pomeriggio, mentre la squadra mobile e la polizia postale stavano spulciando tra i documenti ufficiali, riversando sui banchi del Comune una caterva di faldoni, è arrivato anche il dirigente Pierpaolo Pescara, uomo di fiducia di D'Alfonso che si è occupato di lavori pubblici e urbanistica.
E sempre ieri, durante le sei ora di "caccia al sindaco", c'è stato anche un sussulto quando all'improvviso sono apparsi i vertici della Caripe che si sono infilati nella segreteria del primo cittadino.
Dario Mancini ha detto di non saper nulla delle perquisizioni e di essere arrivato a Palazzo di Città per un appuntamento con il sindaco.
Dopo un brevissimo colloquio con gli uscieri Mancini è andato via confermando che l'appuntamento era saltato.

QUANTE POLEMICHE SUI MANIFESTI


D'Alfonso è stato il sindaco della rottura e dell'innovazione. E'stato in grado di rivoluzionare soprattutto il mondo della comunicazione. Ha potenziato moltissimo il suo staff, si è dotato di un fotografo istituzionale e da sempre ha tappezzato la città di manifesti, riuscendo a farne persino una mostra.
L'opposizione aveva calcolato la spesa dei manifesti pagati dal Comune in 4,5milioni all'anno. In passato avevano fatto discutere quelli che informavano della classifica dei sindaci più amati d'Italia del Sole24ore con il logo del partito della Margherita. A febbraio 2007 la famosa mostra dei manifesti istituzionali: anche in quel caso fioccarono le proteste.
Anche nell'ultima campagna elettorale infuriarono le polemiche su affissioni abusive e volantinaggi, scattarono per quello anche alcuni esposti alla procura, ma forse questa è un'altra storia.

LA LISTA DEGLI AMICI DEGLI "AMICI DELLA PESCARA CALCIO"

Lo scorso 26 giugno PrimaDaNoi.it pubblicò alcune indiscrezioni trapelate dopo le perquisizioni nella sede del Pd ed al suo tesoriere oltre che al neo consigliere Gianluca Fusilli.
Nell'ambito delle perquisizioni alcune domande riguardarono l'associazione fondata nel 2004 (nata come comitato nel 2003) "Amici della Pescara calcio" con l'obiettivo di raccogliere fondi per l'iscrizione al campionato della squadra cittadina. Lo stesso giorno pubblicammo la lista completa dei finanziatori e gli altri documenti pubblici contenuti nella delibera di giunta che ufficializzava la manovra di aiuto con i soldi privati. (qui tutti i documenti)
Evidentemente però secondo la procura ci sarebbe dell'altro; si ipotizzano infatti fondi neri che sarebbero stati ricavati probabilmente con l'operazione voluta dallo stesso sindaco D'Alfonso.

PD: «PIENO RISPETTO AL LAVORO DELLA MAGISTRATURA»

«Ci troviamo di fronte ad una legittima attività di accertamento dei fatti», hanno commentato Camillo D'Alessandro e Stefania Misticoni del Pd. «E' bene ricordare che l'avviso di garanzia connota una fase dell'indagine che precede qualunque conclusione della stessa ed è pensata a tutela delle persone coinvolte. Per questo riteniamo incoerenti e pretestuose le polemiche del centrodestra che chiede l'autosospensione del sindaco, appaiono forcaioli a Pescara e garantisti a Roma».
D'Alfonso, tuttavia, continua a negare di aver ricevuto l'avviso di garanzia.
«Non vogliamo pensare che la destra pescarese voglia approfittare dell'attività della magistratura per dare una spallata ad un sindaco che li ha battuti alle elezioni amministrative recenti. Lasciamo lavorare serenamente la magistratura». Allo stesso i due vicesegretari regionali esprimono tempo esprimiamo massima fiducia nei confronti del Segretario Regionale Luciano D'Alfonso che deve continuare a svolgere il suo lavoro di primo cittadino e di guida nel PD.

04/07/2008 9.22







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«PREVALGA L'INTERESSE PUBBLICO. D'ALFONSO SI DIMETTA»

PESCARA. Se il primo cittadino ha fatto sapere di non avere alcuna intenzione di dimettersi, dopo l'avviso di garanzia ricevuto ieri per corruzione, concussione, abuso d'ufficio e falso ideologico, dal versante politico avverso arriva l'invito a lasciare.
Tra i contestatori c'è anche Gianni Teodoro, vice sindaco fino a poco più di 3 mesi fa, acceso garantista al primo mandato, dopo i primi avvisi di garanzia, e oggi sostenitore delle dimissioni (e fuori dalla
giunta)
«Appena un mese fa c'era stato l'arresto del braccio destro Guido Dezio – hanno ricordato i capigruppo Albore Mascia e Teodoro che ormai fanno fronte comune – e, in quell'occasione avevamo manifestato un'esigenza di trasparenza nei confronti dei cittadini, che hanno il diritto di sapere cosa accade».
Dopo quello che è accaduto ieri Pdl e Lista Teodoro sostengono che «la situazione si è drasticamente modificata in peggio. Purtroppo non possiamo condividere il suo ottimismo, riteniamo che la questione morale nell'attuale amministrazione comunale sia sempre più impellente e quindi invitiamo di nuovo Luciano D'Alfonso a valutare la possibilità di rassegnare le proprie dimissioni. In alternativa torniamo a chiedergli, di nuovo, di autosospendersi dai compiti di sindaco, delegando il vicesindaco a svolgere tali funzioni, in attesa che la vicenda giudiziaria si definisca».
Analoga richiesta arriva anche dagli "Amici di Beppe Grillo": «siamo perplessi di fronte all'ennesima implicazione in vicende giudiziarie del sindaco D'Alfonso», commenta Stefano Murgo.
E sempre Murgo, ricorda che la sua associazione, «subito dopo le elezioni aveva presentato alla Procura della Repubblica un esposto proprio sulla condotta del sindaco durante la campagna elettorale».
Adesso anche da questo fronte arriva la richiesta di dimissioni: «deve prevalere l'interesse pubblico, e dunque l'amministratore coinvolto dovrebbe presentare le dimissioni in attesa di chiarire la sua vicenda giudiziaria».

«L'ennesima disavventura giudiziaria pone con urgenza il problema della permanenza a Palazzo di Città di Luciano D'Alfonso». E' la dichiarazione di Alessio Di Carlo (Riformatori Liberali-PdL) non appena appresa la notizia dei nuovi avvisi di garanzia.
«Fermo restando - ha aggiunto Di Carlo - che il sindaco è da considerarsi innocente fino a prova del contrario, si pone un problema di opportunità politica».
«C'è da chiedersi - ha proseguito l'esponente liberale - come potrebbe il segretario regionale del PD proseguire a guidare serenamente quella macchina amministrativa dalla quale, stando all'ipotesi accusatoria, sarebbe scaturita una sequenza tanto grave di reati».
«E' auspicabile, pertanto - ha concluso Di Carlo - che D'Alfonso voglia compiere un gesto di responsabilità dimettendosi».

«Ci associamo alle affermazioni di Alessio di Carlo dei Riformatori Liberali, ed a quelle degli altri dirigenti del Pdl, riflessioni garantiste comprese», ha dichiarato Massimo Pietrangeli della Democrazia Cristiana. «Se è vero che mette al primo posto l'interesse della città da lui così impeccabilmente amministrata, il sindaco ha il preciso dovere di ridare serenità all'ambiente, e dunque la scelta obbligata di rassegnare le sue dimissioni. Come dimostrato anche nella giornata di ieri», continua Pietrangeli, «quando ha avuto il coraggio di smentire persino l'innegabile avviso di garanzia, D'Alfonso ha qualche serio problema con la verità, magari anche solo per i tanti motivi di stress che gli stanno procurando le inquisizioni giudiziarie : si conceda dunque un meritato periodo di riposo, e conceda alla città tutta di ripartire serenamente con la sua attività amministrativa».

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