Operazione "Credit Closed", 4 arresti e 11 denunce per frode fiscale

Alessandro Biancardi

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Operazione "Credit Closed", 4 arresti e 11 denunce per frode fiscale
TERAMO. Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Teramo hanno eseguito alle prime luci dell’alba quattro ordinanze di custodia cautelare emesse dal G.I.P. del Tribunale di Teramo, Antonella Di Carlo.
L'indagine che ha consentito di tenere sotto controllo 15 persone, a vario titolo coinvolti nella frode fiscale, era partita dall'esame di alcune fatture sospette rinvenute presso una delle sei società perquisite nell'ambito di una precedente attività di indagine svolta dalla Guardia di Finanza di Giulianova e coordinata dalla Procura della Repubblica di Teramo.
Già nel mese di luglio 2007 vennero sequestrate a Tortoreto (TE) 32 abitazioni, per un valore di circa 5 milioni di Euro, e vennero eseguite quattro ordinanze di custodia cautelare nei confronti di imprenditori e faccendieri che avevano fatto fallire ad arte le società.
L'analisi della copiosa documentazione acquisita nell'estate 2007 ha indotto i militari ad approfondire alcuni documenti contabili di un'azienda teramana che aveva emesso diverse fatture per operazioni commerciali fittizie.
L'inchiesta si è poi allargata ad altre società che, pur risultando avere la propria sede legale nelle regioni Lazio, Marche e Piemonte, di fatto, operavano nell'interland teramano attraverso un collaudato sistema di frode basato su un giro di fatturazioni false relative, principalmente, a simulate compravendite immobiliari.
Sono state individuate ben 15 società operanti nel settore immobiliare e nella vendita di materiale di pulizia ed igiene, tutte amministrate da soggetti prestanome e nulla tenenti, che hanno condiviso ( solo di diritto) sia la proprietà che l'amministrazione sotto l'unica regia di un amministratore: D.B.B. di Teramo.
Le cessioni immobiliari simulate, regolarmente rogate, venivano messe in piedi per ottenere indebiti rimborsi IVA, nonché indebite distrazioni economico – patrimoniali a danno dei creditori sociali.
Al termine delle indagini è stato accertato un imponibile sottratto a tassazione pari a 25 milioni di euro, operazioni inesistenti documentate tramite false fatture pari a 10 milioni di euro cui corrisponde un'imposta sul valore aggiunto di circa € 2 milioni di euro.
Inoltre i rimborsi IVA ottenuti dalle società del ‘'gruppo'' sono stati quantificati in 2,28 mln. Nel corso dell'attività investigativa, inoltre, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Teramo, ha disposto il sequestro delle polizze fideiussorie stipulate dalle società che avevano richiesto i rimborsi I.V.A., così consentendo, all'Agenzia delle Entrate di recuperare parte di quanto indebitamente percepito dalle società.
Tra i soggetti destinatari delle misure cautelari spicca la posizione di D.B.B., ritenuto l'amministratore di fatto delle quindici società intorno alle quali ruotava il sodalizio criminale. Il suo tenore di vita era certamente agiato, con tanto di auto di lusso e frequenti soggiorni di svago all'estero ma di fatto, da svariati anni “dimenticava” di presentare la dichiarazione dei redditi.
01/07/2008 11.35