Ecco il versamento degli "Amici del Pescara calcio"

Alessandro Biancardi

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Ecco il versamento degli "Amici del Pescara calcio"
I DOCUMENTI. «Una operazione trasparente ricalcata sul modello della pallanuoto». Quella degli Amici del Pescara Calcio fu un'avventura cominciata ad agosto 2003 da un'idea del sindaco Luciano D'Alfonso (in carica per la prima volta da appena 3 mesi). LE INDAGINI E LE PERQUISIZIONI
Di seguito ripercorriamo la storia e pubblichiamo alcuni documenti allegati alla delibera di giunta sull'argomento. L'inchiesta della procura di Pescara si è focalizzata sulla associazione per verificare la regolarità di tutte le operazioni di finanziamento privato.
Allora servivano soldi e il primo cittadino pensò di chiedere aiuto ai grandi imprenditori della città.
L'idea, come si legge nella delibera dell'8 agosto di quell'anno era di rifarsi «alle esperienze di azionariato diffuso delle più avanzate capitali europee dove», si legge ancora, «le strutture pubbliche sostengono le attività di sport e tempo libero».
Una cena al Sea River, qualche settimana dopo, con la Pescara bene segnò l'inizio di una avventura sportiva-umanitaria che subì negli anni qualche battuta d'arresto ma che fece poi traghettare nel 2005, nelle casse del Pescara, 400 mila euro.
Nel novembre del 2003 si costituì il comitato (e venne aperto un conto corrente presso lo sportello della Caripe): l'idea era di mettere insieme i capitali per poi acquistare una quota della società sportiva, «una quota non inferiore al 20% del valore attribuito al capitale sociale in data 20 maggio 2005», come spiegò D'Alfonso agli imprenditori della città qualche mese dopo.
Le sorti economiche della squadra intanto erano sempre più incerte e ad agosto del 2004 (un anno dopo la proposta) il comitato divenne associazione (che avrà come riferimento un altro conto corrente) davanti al notaio.
Presidente designato l'allora Rettore dell'Università di Teramo, Luciano Russi, il suo vice Achille D'Alessandro (capo di Gabinetto del sindaco).
I programmi erano tanti, la strada maestra da seguire quella di riuscire a dare ossigeno alla squadra di calcio.
Le vicende dell'associazione tennero banco sui giornali e si parlò di soldi, tanti soldi, che sarebbero dovuti convogliare nelle casse del Pescara.
Cifre che rincuorano lo stesso presidente Paterna in difficoltà economiche, cifre che si aggiravano sui 600 mila euro –si disse allora- per poi scendere a 400.
Non mancarono le battute d'arresto e proprio in quei momenti saltò fuori un'altra offerta: quella di Tommaso Di Nardo, titolare dell'istituto di vigilanza Aquila che recentemente è entrato anche nell'inchiesta della presunta concussione di Guido Dezio.
L'intenzione di Di Nardo era quella di entrare nel Pescara con una quota minima, tra il 10 e il 20 per cento disse allora.
Ma il 22 giugno 2005 i 400 mila euro dell'associazione vennero consegnati al Pescara.

27/06/2008 13.17

LA LETTERA DI INVITO, LA DELIBERA E LA RELAZIONE

LA DISPOSIZIONE DI PAGAMENTO E L'ELENCO DEI CONTRIBUENTI