Suora indagata per abuso edilizio. Il 10 febbraio comincia il processo

Alessandro Biancardi

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SULMONA. Suor Maria Pia Giudici nei guai per abuso edilizio. Su richiesta del Gip del tribunale di Sulmona, il quale aveva rigettato la proposta di archiviazione della Procura della Repubblica, e' stata fissata al 10 febbraio 2009 la data del dibattimento.


SULMONA. Suor Maria Pia Giudici nei guai per abuso edilizio. Su richiesta del Gip del tribunale di Sulmona, il quale aveva rigettato la proposta di archiviazione della Procura della Repubblica, e' stata fissata al 10 febbraio 2009 la data del dibattimento.La donna e' imputata, insieme al direttore dei lavori e al titolare dell'impresa. L'avvocato della donna: «siamo sereni».
A seguito di una denuncia alla Procura della Repubblica, da parte di un frequentatore di Pescasseroli, fu aperto un fascicolo a carico della suora, del direttore dei lavori e del titolare dell'impresa.
Tutto è cominciato a causa di un prefabbricato di legno per celebrare la messa, poggiato su due ruote di gomma che in occasione del miniconcilio che si svolse a luglio 2005 per la presentazione dell'iniziativa turistico-religiosa 'Le vie del silenzio'.
L'iniziativa fu delle suore di Santa Maria Ausiliatrice ma immediatamente scoppiò la bufera in quanto non erano state rilasciate, da parte del comune di Pescasseroli, le autorizzazioni per posizionare il prefabbricato, mentre le suore erano in possesso del nulla osta del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.
Nel frattempo, grazie alla messa officiata dal vescovo di Pavia, mons.
Giudici, la Cappella era stata 'Consacrata alla funzione' e quindi soggetta a tutela del Concordato Vaticano.
Nel 2006 ci fu un incontro, tra le suore e l'amministrazione comunale di Pescasseroli, per addivenire ad un accordo; si decise che la proprieta' della Cappella doveva essere ceduta al Comune e le suore l'avrebbero avuta in gestione con il contratto del comodato gratuito.
Ma nel frattempo la Giustizia ha continuato a fare il suo corso.
Il legale di suor Maria Pia Giudici, avv. Gianfranco Zaccaria, ha
precisato: «occorre, in primo luogo, sgombrare il campo da una distorta convinzione secondo la quale ad un'indagine magistratura inquirente viene attribuito gia' valore intrinseco di sentenza di condanna definitiva. Niente di piu' errato. Pur tenendo nel massimo rispetto e nella dovuta considerazione la posizione espressa dal Gip, questa difesa si dichiara estremamente convinta della insussistenza di alcuna forma di reato, ravvisabile, in tutta la vicenda, nella condotta tenuta dalla propria assistita, in cio' confortata dalla posizione finora assunta dalla stessa Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sulmona che, lo si ripete, aveva optato per la richiesta di archiviazione. Si affronta pertanto serenamente la fase dibattimentale - conclude l'avvocato - con piena e rinnovata fiducia nella magistratura».



27/06/2008 8.51