L'operazione "Mare Chiaro" passa al Tribunale di Taranto

Alessandro Biancardi

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LANCIANO. Passa al Tribunale di Taranto l' inchiesta nazionale sul traffico di rifiuti industriali pericolosi liquidi, denominata "Mare Chiaro", che portò a 16 arresti, tra cui 5 abruzzesi, il 13 marzo 2006.
Lo ha deciso oggi il gup di Lanciano Massimo Canosa che ha accolto la richiesta di incompatibilità territoriale avanzata da alcuni legali degli indagati. Sono 33 le persone denunciati a piede libero e accusate di associazione a delinquere finalizzate al traffico illecito di rifiuti, distruzione ambientale e falso.
L'inchiesta, coordinata dal pm Rosaria Vecchi, portata avanti dalla Polstrada di Lanciano ed il Noe di Pescara, fece luce su un giro illegale di smaltimento di rifiuti tossici e nocivi che transitavano nello stabilimento Ciaf Ambiente di Atessa (Chieti), accertando lo smaltimento di 90 mila tonnellate di rifiuti, per un giro d' affari di 15 milioni di euro.
Allo stabilimento Ciaf di Atessa tali rifiuti venivano falsamente trattati e ripartivano, tal quali, con bolle ugualmente false, verso la Hidrochemical di Taranto, dove i rifiuti sarebbero stati sversati direttamente in mare.
In merito alla vicenda gli ambientalisti abruzzesi raccolsero sei mila firme di proteste contro la Ciaf, il cui stabilimento venne chiuso e poi riaperto dalla Regione Abruzzo.
In merito al procedimento penale si erano costituite parti civili Legambiente Abruzzo e Federconsumatori di Taranto, e il Ministero per l'Ambiente.

25/06/2008 17.04

[url=http://www.primadanoi.it/search.php?query=%22MARE+CHIARO%22&action=results]TUTTO SULLA INCHIESTA "MARE CHIARO"[/url]