Acqua inquinata, Arco: «pescaresi non firmate le petizioni»

Alessandro Biancardi

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Acqua inquinata, Arco: «pescaresi non firmate le petizioni»
PESCARA. Mentre il Wwf, insieme a Legambiente, Abruzzo Social Forum e Marelibero organizzano la raccolta di firme dei cittadini che vogliono costituirsi parte civile nel processo delle acque inquinate, l'associazione dei consumatori Arco continua a chiedere documenti ufficiali sulla pericolosità dell'acqua.
«Vogliamo prove documentali di queste affermazioni che hanno portato ad incentivare l'acquisto delle acque minerali», spiega l'associazione dei consumatori, che da settimane ormai parla di una «pericolosa campagna mediatica volta ad incrementare le tasche dell'industria della minerale», minacciando anche azioni legali. All'associazione non bastano i documenti forniti da Wwf nel corso dei mesi scorsi, né gli atti ufficiali del pm Aldo Aceto che parlano di presenza di sostanze pericolose e cancerogene ma vuole che ci siano «risultati di analisi certificate da laboratori accreditati Sinal».
Infatti ad Arco, che ha verificato l'attendibilità delle paure che si sono manifestate all'indomani dei ritrovamenti di discariche inquinanti in prossimità delle falde «non risulta la presenza di queste sostanze ai rubinetti dei cittadini pescaresi».
Tutto regolare, insomma. E da qui la convinzione di assistere «ad una orchestrazione mediatica sulla pericolosità delle acque del rubinetto allo stato delle cose, non documentata e giustificata che porta solo ad incrementare l'uso improprio e dannoso per gli interessi economici dei consumatori di acque minerali».
L'associazione parla ancora di «interessi trasversali a danno dei consumatori dalla quale l'associazione intende difenderli».
Il rischio, secondo l'associazione, «è quello di una vera e propria turbativa di mercato, che coincide ogni volta "casualmente" con la stagione estiva, ma che quest'anno vede l'aggiunta degli appetiti di chi pensa di trarre vantaggi economici dalle cause collettive, ad oggi ancora non definite».
Per questo Arco chiede ai consumatori di attendere a firmare petizioni prima di conoscerne l'effettiva portata e le relative conseguenze.
«Non vorremmo», spiega l'associazione, «infatti che per seguire gli interessi personali di alcuni avvocati, alcune associazioni di consumatori fossero trascinate, speriamo ingenuamente, ancora una volta verso derive poco trasparenti cosi come è già successo in passato».
Nei giorni scorsi si era accesa anche una rovente polemica tra Arco e le altre associazioni di consumatori Codici e Federconsumatori.
In questo pezzo Arco argomenta in maniera più approfondita le sue tesi. 

23/06/2008 15.53