Ospedale Giulianova, sale operatorie inaugurate e mai aperte

Alessandro Biancardi

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L'ESPOSTO ALLA CORTE DEI CONTI. GIULIANOVA. Sale operatorie inaugurate in campagna elettorale ma ad oggi ancora non funzionanti e mai collaudate. Da questo punto è partito l'esposto alla Corte dei Conti e alla Procura di Teramo del "comitato per la salute dell'ospedale di Giulianova". DISTRETTO SANITARIO GIULIANOVA: PERICOLO INCIDENTI STRADALI
La storia va avanti da circa due anni e mezzo e in questo periodo i cittadini sono stati costretti a vivere di continue promesse, ancora mai divenute realtà. Anche se ad un certo punto la strada sembrava imboccata.
Anche se un bel giorno d'aprile, nella settimana che anticipava le elezioni, si sono visti sfilare sotto al naso politici e aspiranti tali per fantomatici tagli di nastro.
Oggi, stanchi di quella che chiamano a tutti gli effetti una presa in giro, hanno preso carta e penna e hanno formalizzato un esposto presentato alla Corte dei conti (sarebbero diversi i milioni impiegati per opere non funzionanti) e alla procura di Teramo per accertare le eventuali responsabilità.
«Circa due anni e mezzo fa», ricorda Roberto Ciccocelli, presidente del comitato, «in un consiglio comunale all'aperto, in piazza Belvedere, il manager della Asl di Teramo Mario Molinari e l'assessore alla Sanità Bernardo Mazzocca ci avevano promesso che si sarebbe ampliato e ristrutturato il padiglione ovest dell'Ospedale, mentre il padiglione est sarebbe stato riconvertito in una struttura da adibire ad attivita' ambulatoriale per il territorio (trasferimento dei servizi presenti all'ospizio marino di Giulianova lido) e tolti tutti i reparti esistenti, oggi gia' tolti perche' cancellati dal nuovo Piano sanitario regionale (Urologia, Nido, Pediatria, Ginecologia, ORL)».
Poi in campagna elettorale sembrò che qualcosa fosse destinato a cambiare: «l'8 aprile», a meno di una settimana dal voto, «son venuti in massa a Giulianova: quattro assessori Regionali, un ministro della Repubblica (Livia Turco, ex ministro Salute e candidata in Abruzzo per il Pd), il presidente della Provincia di Teramo, il sindaco di Giulianova (tutti rigorosamente in macchina blu) ad inaugurare le sale operatorie, costate circa 2 milioni di euro, situate nel padiglione est, padiglione che da promesse fatte doveva essere riconvertito».
Ad oggi dopo circa due mesi e mezzo dall'inaugurazione pre-elettorale «queste sale sono chiuse e prive ancora di collaudi Quando apriranno?».
Nessuno lo sa.
All'Ospedale di Giulianova oggi c'e' un solo letto operatorio (piu' un letto per l'emergenza ) che deve soddisfare reparti tipo Chirurgia laparoscopica, Chirurgia Endoscopica (la prima in Abruzzo), Chirugia per la diagnosi e terapia del colon di alta specializzazione, Ortopedia, Ortopedia traumatologica.
«Perche' ci hanno presi in giro inaugurando sale non funzionante», si domanda il comitato che oggi, tramite l'esposto chiede «una visita ispettiva al fine di accertare le responsabilita' e le omissioni dei responsabili, in danno della salute dei cittadini, assumendo tutti i provvedimenti necessari, anche di carattere sostitutivo».
E nei giorni scorsi i consiglieri comunali del Comune di Giulianova Flaviano Montebello (Forza Italia), Paolo Vasanella (An) e Gianfranco Francioni (Indipendente) hanno scritto una lettera di protesta contro la chiusura dell'ospedale.
«I cittadini giuliesi», si legge nella missiva, «ed i numerosi utenti dei comuni limitrofi, non trovano più nella struttura ospedaliera le giuste risposte in materia di salute, che è bene ricordarlo è il bene primario di ogni uomo».
Per questo i tre chiedono al Consiglio Comunale «uno scatto d'orgoglio per contrastare ulteriormente lo smantellamento in atto del nostro nosocomio, il quale in questo modo sarà sicuramente portato nella condizione di chiudere» e le dimissioni «di tutta la massima assise civica nel solo ed esclusivo interesse della comunità giuliese, la quale con libere elezioni ci ha delegato ad amministrare la "cosa pubblica locale"».

21/06/2008 10.25

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DISTRETTO SANITARIO GIULIANOVA: PERICOLO INCIDENTI STRADALI

GIULIANOVA. In via dell'Ospizio Marino, dove c'è la sede distaccata del distretto sanitario di base di Roseto degli Abruzzi ogni giorno si rischiano incidenti stradali.
La causa, spiega Vincenzo Santuomo, organizzatore del Beppe Grillo Meetup, è il parcheggio selvaggio anche in prossimità degli incroci di autoveicoli, nonostante il divieto di sosta al lato nord della strada.
«Via dell'Ospizio Marino è una via angusta a doppio senso di marcia», continua Santuomo. «Noi chiediamo che il piazzale venga interdetto a chi non deve usufruire dei servizi dell'A.S.L. e che in via dell'Ospizio Marino dal 15 giugno al 15 settembre sia introdotto il divieto di sosta da ambo i lati e soprattutto che i divieti e la segnaletica vengano fatti rispettare dalla presenza di un vigile urbano, se necessario, anche con azioni sanzionatorie».
Stessa situazione di disagio e pericolo si verifica in via Quarto dove addirittura il parcheggio avviene da ambedue i lati è non c'è alcun divieto di sosta.
«Noi speriamo», chiude Santuomo, «che l'amministrazione comunale intervenga prima che si verifichi qualche grave incidente stradale».
Il controllo deve essere effettuato, secondo noi, sull'intero territorio della città con più assiduità nelle zone di Giulianova soggette a traffico più intenso soprattutto nella stagione turistica quando le auto raddoppiano o triplicano ( un controllo insomma che non sia solo e sempre in certe zone…) .

21/06/2008 11.19