Lafarge:«nessun nesso con i rifiuti campani. Il nostro Cdr arriva già trattato»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Non c’è nessun legame, nessun nesso con i rifiuti campani. Non arriveranno e non serviranno, né produrranno un vantaggio al cementificio di Pescara.
Lo assicura la stessa direzione dello stabilimento Lafarge dopo l'allarme lanciato dall'onorevole Costantini (Idv) e l'approvazione di un decreto legge tra le cui righe si ipotizzava proprio l'utilizzo dei rifiuti trasformati in cdr per stabilimenti simili a quello abruzzese.
«Siamo totalmente estranei a questa vicenda», precisano da Lafarge, «i materiali alternativi classificati non pericolosi (CDR e gomme) e utilizzati per l'attività di produzione all'interno dello stabilimento di Pescara arrivano già pretrattati e sono minuziosamente controllati dalla stessa azienda per verificarne la rispondenza a precise specifiche tecniche e di sicurezza. Lo stabilimento utilizza rifiuti provenienti dalla regione Abruzzo, in linea con il piano rifiuti regionale approvato nel corso del 2007 dalla stessa e finalizzato a risolvere il problema in questione».
«In linea con il nostro impegno nei confronti della comunità», continua Lafarge, «negli ultimi mesi ci siamo spontaneamente adoperati per liberare l'intera area golenale dai materiali alternativi stoccati ancor prima dell'indicazione legislativa, non perché pericolosi ma per andare incontro ad un esplicito desiderio della cittadinanza».
La direzione del cementificio pescarese si dice inoltre consapevole di «operare sempre in modo corretto e rispettoso delle normative vigenti», ribadisce nuovamente la propria «disponibilità ad un confronto aperto e concreto con le parti in questione su temi oggettivi e non un mero confronto mediatico finalizzato ad altri scopi».
«Siamo inoltre disponibili ad accettare suggerimenti costruttivi per il bene della comunità tutta», assicurano.

21/06/2008 9.40



[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=15850]L'ALLARME DI COSTANTINI[/url]