Edilizia. Rinnovato il Contratto Nazionale

Alessandro Biancardi

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ROMA. Incremento salariale, regolamentazione e avvio a soluzione dell’annosa questione della carenza malattia, ma non solo; lotta al precariato, formazione e strumenti di qualificazione del settore. Sono questi i punti forti e innovativi del rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro degli edili concluso ieri, presso la sede dell’Ance Nazionale. EDILIZIA PUBBLICA:«IL SETTORE DEVE CAMBIARE RADICALMENTE»
«Questo rinnovo - sottolinea Franco Martini, Segretario Generale della Fillea Cgil – indica una strada precisa che, attraverso uno strumento di sostegno a favore della regolarità e trasparenza, intende accompagnare lo sviluppo e la crescita professionale del lavoratore edile. L'impresa che assume un operaio che accede al lavoro in cantiere per la prima volta è tenuta a comunicarlo tre giorni prima alla Scuola Edile territoriale di riferimento».
«La Scuola Edile, Ente di formazione gestito pariteticamente dal sindacato e dall'Ance e presente su tutto il territorio nazionale», ha aggiunto, «a sua volta dovrà sottoporre il lavoratore a 16 ore di formazione sulle basi del lavoro edile e sulle norme in materia di sicurezza; a questo punto il lavoratore sarà dotato di un libretto professionale che dimostrerà e certificherà l'avvenuta formazione, i corsi professionali di livello superiore e le competenze acquisite. Questo percorso formativo, teso a dare strutturalità alla professione e qualità alla stessa impresa, è accompagnato dal rafforzamento del Durc, Documento unico di regolarità contributiva, che dovrà essere rilasciato sulla base della “congruità”, concetto che lega entità del lavoro da realizzare a quantità di manodopera da utilizzare, e non più semplicemente sulla base della sola “correntezza”, registrazione dell'impresa e dei lavoratori occupati».
Per rispondere alle esigenze specifiche dei numerosissimi lavoratori immigrati impiegati nel settore, i sindacati di categoria e l'Associazione Nazionale Costruttori Edili, hanno scelto in questo rinnovo la strada di un confronto permanente per introdurre percorsi formativi mirati a realizzare, oltre a corsi linguistici e formazione professionale preventiva nei paesi di provenienza, dei percorsi formativi sul tema dell'interculturalità e della comunicazione efficace, a partire dai luoghi di lavoro e dai cantieri. «L'Obiettivo di questa formazione, assolutamente nuovo e rispondente alla modificazione del mercato del lavoro - specifica Martini – è quello di migliorare la comunicazione linguistica e interculturale tra i lavoratori di nazionalità diversa, soprattutto in tema di organizzazione e gestione del cantiere e di prevenzione degli infortuni».
Riguardo alla lotta al precariato si è regolamentato l'uso del part-time per le figure operaie, oggi strumentalmente abusato dalle imprese per abbattere il costo del lavoro, a danno dei lavoratori e di una leale concorrenza nel mercato del lavoro.
«Con questo contratto – conclude il leader della Fillea – abbiamo dato seguito e consistenza alle politiche concertative e contrattuali, introducendo nel settore elementi di qualità a beneficio non solo di una forza lavoro che è profondamente mutata in questi anni, il settore delle costruzioni occupa più di ogni altro manodopera straniera, ma anche dell'intero sistema delle imprese e del lavoro».

20/06/2008 10.50

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EDILIZIA PUBBLICA:«IL SETTORE DEVE CAMBIARE RADICALMENTE»

LANCIANO. «L'edilizia pubblica vive un momento difficile ed è necessario un radicale cambiamento di tutto il settore, correggendo alcune distorsioni come quelle sulla vendita del patrimonio i cui introiti non consentono di costruire nuove abitazioni. Ben venga, dunque, il coinvolgimento dei privati che possono così permetterci di rispondere, almeno in parte, alle istanze che ci arrivano dai cittadini».
Lo ha detto l'assessore regionale Mimmo Srour, intervenuto al convegno sul “Programma straordinario di recupero ecologico” promosso dall'Ater Lanciano e a cui hanno partecipato anche l'architetto Mauro Masi dell'Ater di Roma e l'ingegner Riccardo Valz Gris, responsabile per l'energia di Federcasa.
Srour ha posto l'accento anche sui criteri delle assegnazioni degli alloggi «perchè – ha aggiunto – non è possibile che l'appartamento assegnato ad un inquilino venga passato di generazione in generazione, come si trattasse di una proprietà privata. Anche queste situazioni impediscono di soddisfare le legittime richieste di chi è in lista di attesa per ottenere un'abitazione».
Per quanto riguarda più nel dettaglio il programma di recupero dell'Ater Lanciano, il progetto è nato da una semplice constatazione: la mancanza di fondi sufficienti ad assicurare la manutenzione dei fabbricati di proprietà dell'ente, alcuni dei quali hanno necessità di interventi di ristrutturazione. Di qui la scelta di percorrere le possibilità offerte dal Conto Energia per introitare somme da destinare alla riqualificazione del patrimonio abitativo e ridurre contemporaneamente il dispendio energetico legato alla presenza di impianti obsoleti – e dunque inefficienti – nei palazzi dell'Ater. Si tratta della prima esperienza del genere in Abruzzo, che però ha dei precedenti importanti a Roma.
«Abbiamo sfruttato questa opportunità – ha spiegato Masi – ad esempio per riqualificare alcuni quartieri popolari sorti frettolosamente negli anni Settanta e costruiti con le tecnologie dell'epoca che non avevano tenuto conto degli effetti del passare del tempo sugli immobili, che oggi si stanno lentamente, ma letteralmente, sgretolando».
Su quei palazzi, grazie ad un project financing con i privati, è stata consentita l'installazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica in cambio di lavori di ristrutturazione. Il privato ne ha sostenuto i costi e potrà gestire la produzione di energia per un certo numero di anni, trascorsi i quali le strutture diventeranno di proprietà dell'Ater che ne introiterà i ricavi, destinandoli alle proprie attività istituzionali.
«Non si può perdere tempo – ha sottolineato Masi – perché quello che non viene fatto oggi non potrà essere recuperato successivamente. E' un dovere morale a cui le nostre aziende non possono sottrarsi».
Da parte sua il presidente dell'Ater Lanciano Isidoro Malandra si è detto molto soddisfatto del progetto, che nei prossimi mesi entrerà nel vivo.

20/06/2008 12.06