Scandalo acqua, parte la campagna per richiesta danni dei cittadini

Alessandro Biancardi

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Scandalo acqua, parte la campagna per richiesta danni dei cittadini
PESCARA. Risarcimenti per i cittadini per lo scandalo dell’acqua contaminata e per il disastro ambientale della Val Pescara: è questo l’obiettivo dell’iniziativa presentata oggi durante una conferenza stampa da WWF, Abruzzo Social Forum e Marelibero. I semplici cittadini da sabato prossimo, 21 giugno, potranno decidere di costituirsi come parti lese nei procedimenti aperti per il disastro ambientale di Bussi e per la vicenda dell’acqua contaminata.
L'iniziativa sarà aperta a tutti i cittadini e associazioni che vorranno aderire. Legambiente ha già comunicato la sua partecipazione.
Le organizzazioni danno quindi appuntamento a tutti i cittadini, muniti di documento di identità valido, ad un primo banchetto che sarà posto sabato 21 a Corso Umberto – angolo via Regina Margherita dalle ore 10:00 alle ore 13:00 e dalle ore 16:00 alle ore 19:30 e alla Nave di Cascella dalle ore 21:00 alle ore 24:00.
In quella sede le associazioni, con i legali del Wwf, Fabio De Massis e Tommaso Navarra, provvederanno a raccogliere le firme dei cittadini che intendano costituirsi, senza alcun onere a loro carico, nel giudizio penale contro i responsabili di questo grave disastro ambientale al fine di ottenere la condanna dei responsabili e far sì che venga applicato il principio del "chi inquina paga".
«Inoltre», hanno spiegato i portavoce delle associazioni, «verranno fornite anche informazioni su come richiedere al gestore del servizio idrico un risarcimento economico per gli anni in cui è stata immessa nelle condotte idriche dai Pozzi S. Angelo un'acqua non buona e a volte non potabile».
«Riteniamo che sia una battaglia di civiltà», ha detto il vicepresidente del Wwf Fabio De Massis, «che vengano individuate le responsabilità di coloro che hanno causato un simile disastro ambientale e che ai cittadini sia riconosciuto un risarcimento del danno per aver ricevuto dell'acqua non buona nonché per i gravi disservizi patiti. In attesa di ricorrere alla class action abbiamo individuato degli strumenti normativi, che grazie all'ausilio delle associazioni, consentiranno ai cittadini di potersi vedere riconosciuti senza oneri i loro diritti. In realtà ci piacerebbe che fossero gli stessi enti gestori a ricompensare i cittadini dei disservizi, evitando ai cittadini di ricorrere alla magistratura».
Le associazioni intendono far diventare l'eventuale processo che si svolgerà sui gravissimi fatti avvenuti nella val Pescara il più importante e partecipato della storia abruzzese.
«Quanto accaduto è il più grande scandalo mai avvenuto nella Regione», hanno detto, «la Val Pescara è uno dei luoghi più inquinati d'Europa e i cittadini per anni hanno bevuto acqua contaminata da cancerogeni, come ha stabilito l'Istituto Superiore di Sanità. Al fallimento dell'intero sistema di prevenzione e controllo la classe dirigente non sta praticamente reagendo».
WWF, Abruzzo Social Forum e Marelibero pensano che i cittadini debbano continuare ad essere i protagonisti della vicenda; «dopo aver ottenuto la chiusura dei pozzi inquinati ora possono ottenere giustizia per quanto accaduto e proporre un nuovo modello di gestione pubblica dell'acqua, pubblico, trasparente e democratico».

19/06/2008 15.34