Case popolari a Santa Tersa, il no del Consiglio comunale

Alessandro Biancardi

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SPOLTORE. Uno strappo alla solidarietà si è consumato nell'ultimo consiglio comunale di Spoltore. Duro attacco della Sinistra Democratica.
Il consiglio comunale di Spoltore nella seduta dello scorso 12 giugno era chiamato ad assegnare un lotto del piano peep di Santa Teresa all'Ater per la costruzione di 12 appartamenti di edilizia popolare da assegnare a quelle famiglie che non possono permettersi un canone d'affitto.
Nonostante l'accorato appello del consigliere di Sinistra Democratica Di Giosaffatte, il consiglio ha bocciato il provvedimento sostenendo la tesi del consigliere Basile del Pd, che ha sostenuto che le case popolari si possono fare ovunque tranne che a Santa Teresa.
«Anche due componenti della minoranza di destra», spiega Giuseppe Cocca della Sinistra Democratica, «si sono astenuti avallando di fatto la tesi razzista del consigliere di maggioranza. Anche loro risiedono a Santa Teresa, dunque vogliono fare di quella frazione la Hollywood d'Abruzzo, solo grandi ville per grandi attori, solo grandi affari per grandi proprietari terrieri?».
«Ci piacerebbe sapere», chiede ancora Cocca, «se Basile e la maggioranza intendono trasformare Santa Teresa in un recinto ideale nel quale far risiedere solo persone che rispondono ai requisiti della loro personalissima concezione di residenza e di reddito, ancor prima di aver risolto i problemi che affliggono quella frazione: viabilità, inquinamento atmosferico, inquinamento acustico, mancanza di spazi di aggregazione».
Il consigliere si rivolge poi al sindaco: «chiediamo a Ranghelli di avere un atteggiamento più severo verso chi fa quel tipo di affermazioni; e verso l'intera maggioranza che da questa vicenda esce con le ossa rotte».

19/06/2008 12.28