Errori medici. Alla Asl di Teramo nel 2006-2007 sono stati 142

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Un intervento chirurgico su un paziente diverso da quello programmato o un intervento non necessario? L'asportazione del rene destro invece di quello sinistro? Uno strumento lasciato nel corpo di un paziente operato? Una reazione da trasfusione di sangue? Sono alcuni degli “eventi sentinella” di un Protocollo ministeriale che contiene dieci punti e che riguarda le procedure da attivare per arrivare a controllare e a far diminuire gli errori medici. ANCHE LA ASL DELL'AQUILA COMUNICA I DATI

TERAMO. Un intervento chirurgico su un paziente diverso da quello programmato o un intervento non necessario? L'asportazione del rene destro invece di quello sinistro? Uno strumento lasciato nel corpo di un paziente operato? Una reazione da trasfusione di sangue? Sono alcuni degli “eventi sentinella” di un Protocollo ministeriale che contiene dieci punti e che riguarda le procedure da attivare per arrivare a controllare e a far diminuire gli errori medici.


ANCHE LA ASL DELL'AQUILA COMUNICA I DATI



Questo Protocollo è stato adottato dalla Asl di Teramo, come ci informa, a due mesi dalla richiesta, un plico raccomandato di quella Asl.
All'interno, finalmente, anche i dati sugli errori medici per gli anni 2006 e 2007: rispettivamente 73 e 69.
Per il 2006 i reparti più “denunciati” sono Ortopedia, Pronto Soccorso, Chirurgia generale, Ginecologia.
Così per il 2007, anche se in entrambi gli anni non manca qualche denuncia isolata per Medicina, Pediatria, Guardia Medica, centro Trasfusionale e così via, con uno o due casi l'anno.
Per trattare queste denunce, anche la Asl di Teramo, scrive il manager nella comunicazione, «ha stipulato con la Carige Assicurazioni specifica polizza contro i danni della Responsabilità civile verso terzi e prestatori d'opera con l'affidamento del servizio di Brokeraggio assicurativo».
Il dato di Teramo è relativamente basso.
Inoltre si tratta solo di denunce con richiesta di risarcimento danni. Il che non significa che si trasformeranno automaticamente in liquidazioni assicurative e quindi in errori medici veri e propri.
Dal che emerge chiaramente che non significa che un Ospedale sia migliore o peggiore di altri.
Al massimo si può dire che a Teramo, grazie alla disponibilità del dott. Vittorio Scuteri ed alla perseveranza della dott.ssa Lidia Bocci dell'Urp, la Asl ha dimostrato che questa Pubblica amministrazione ha attivato al suo interno strumenti di correzione del suo operato.
E che questa attività è trasparente e finalmente a disposizione del pubblico.
Merito anche del manager Mario Molinari, che ha dato un notevole impulso all'attività per la gestione del Rischio clinico, cioè degli “errori” medici.
Sono tre anni almeno che in Regione si lavora a questo problema: alla Asl di Teramo, infatti, i primi provvedimenti furono adottati dall'allora manager Sabatino Casini.
Nel 2005 una sua delibera istituì a novembre l'Unità di gestione del rischio (UGR) e l'Osservatorio medico legale sul contenzioso.
Ma si deve al nuovo Direttore generale, Mario Molinari, il decollo dell'attività di questa UGR, attraverso una serie di delibere in sequenza per l'adozione delle misure organizzative per la gestione del rischio clinico, per la nomina dei componenti del Comitato responsabile del problema e per l'approvazione del Piano aziendale 2008-2010 per affrontare questo problema con l'adozione del Protocollo ministeriale per il monitoraggio degli eventi sentinella, di cui sopra.

LA ASL DELL'AQUILA

Anche la Asl dell'Aquila un mese fa – via fax – ci aveva fatto sapere in modo molto stringato che per il 2007 c'erano state «32 segnalazioni di sinistro da prestazioni sanitarie, riferite anche ad anni pregressi» e che «questa Azienda ha stipulato, a seguito di procedura concorsuale e con l'assistenza di un broker, idonea polizza di assicurazione per responsabilità civile contro terzi».
La polizza prevede anche la gestione diretta dei sinistri fini alla franchigia di 20mila euro.
Sempre all'Aquila, solo dal marzo 2007 è stato istituito il Comitato valutazione sinistri, mentre è stato acquistato il Sistema RFID (Radio frequency identification) per la valutazione dei processi in sala operatoria.
In pratica ogni paziente è “tracciato” in ogni punto del suo percorso in ospedale, dalla diagnosi alla terapia ad un eventuale intervento. Il tutto con un braccialetto che identifica il paziente.
Si fa più completo il quadro dei comportamenti delle Asl abruzzesi di fronte agli errori clinici: Pescara, L'Aquila e Teramo hanno risposto alle nostre richieste.
Chieti non ha voluto far conoscere i dati precisi «perché non si possono divulgare», Lanciano-Vasto – così riferisce l'addetto stampa – li aveva preparati, ma a seguito del furto dei computer deve prepararli di nuovo, Avezzano-Sulmona-Castel di Sangro, dopo una serie di rinvii per l'assenza del direttore sanitario, e dopo che l'addetto stampa ha dato forfait, ha fatto sapere l'altra settimana che i dati sarebbero arrivati al rientro del direttore. Quando non si sa. Noi però aspettiamo.

Sebastiano Calella 17/06/2008 11.08

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