Piano d'area della Val Tordino. Wwf:«vitale porre freni e limiti»

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Il Piano d’area della Vallata del Tordino, che la Provincia di Teramo sta predisponendo, può rappresentare un’importante occasione per assicurare uno sviluppo sostenibile lungo l’asta del fiume da Teramo fino alla foce.
E' quello che pensa la sezione teramana del Wwf.
Scopo del piano è, infatti, quello di armonizzare i processi di urbanizzazione in atto nell'area, nell'ottica della sostenibilità ambientale.
«È però essenziale», si legge in una nota del Wwf, «che il Piano accentui l'attenzione ai valori ambientali dell'asta del Tordino: il Piano, infatti, riguarda lo sviluppo di un'area che si caratterizza per la presenza di un ecosistema fluviale, presenza che non può essere assolutamente trascurata.
Da questo punto di vista, gli studi preliminari presentati fino ad oggi, andrebbero sicuramente integrati con approfondimenti, analisi e ricerche sugli aspetti ambientali, procedendo anche ad un'integrazione del gruppo di lavoro con tecnici naturalisti».
Il Tordino, che nasce all'interno del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, proprio a partire dal capoluogo Teramo subisce pesanti aggressioni, sia per gli scarichi che per le invasioni del suo alveo. La forte urbanizzazione che ha subito negli anni ne condiziona ormai il corso e la qualità delle acque.
«Da questo punto di vista», dice il sodalizio ambientalista, «se si vogliono sfruttare a pieno le potenzialità di uno strumento pianificatorio come un piano d'area, non ci si potrà limitare ad assecondare e, se andrà bene, a razionalizzare le richieste di sviluppo degli insediamenti, ma si dovrà avviare un'opera di recupero e riqualificazione del corso d'acqua. Le continue richieste di ampliamento delle aree industriali ed al tempo stesso l'abbandono dei capannoni già costruiti sono, ad esempio, due aspetti da affrontare contestualmente nell'ottica di un minore consumo del territorio, rafforzando la tutela delle aree limitrofe al fiume che costituiscono un elemento importantissimo di questo ecosistema. Del resto, basti pensare alla capacità autodepurativa del fiume e della sua vegetazione ripariale o alla funzione fondamentale di trasporto di materiale solido che contribuisce alla salvaguardia della costa da fenomeni erosivi, per capire l'utilità di conservare la naturalità dei corsi d'acqua come il Tordino, anche per settori economicamente importanti come il turismo costiero».
La realizzazione della strada Teramo-mare, il continuo sviluppo delle aree industriali e artigianali, la costruzione del Centro commerciale Gran Sasso, l'ipotesi di costruire nuovi centri commerciali nei territori di Bellante e Giulianova, aumentano o aumenteranno la cementificazione della vallata del Tordino, contribuendo al suo irrigidimento.
«Se si vuole garantire uno sviluppo realmente sostenibile», conclude il Wwf, «è pure necessario iniziare a porre dei limiti alla crescita e garantire alle prossime generazioni quel minimo di naturalità che ancora resiste».

13/06/2008 14.06