Prostituta seviziata, arrestati i vertici del sodalizio criminale

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Una prostituta seviziata e torturata a cui erano stati tagliati i lobi delle orecchie. Sono stati il suo ritrovamento e l’arresto del suo protettore, Daniel Raducan, a condurre i carabinieri di Pescara al vertice dell’organizzazione criminale. Stamattina due arresti in provincia di Venezia.

A picchiarla, a tagliarle i lobi, a bruciarle la schiena e a buttarla in strada a lavorare senza preservativi era una donna.
Cornelia Ciudin, romena, giovane, un passato da prostituta a Montesilvano che con il tempo era riuscita a guadagnarsi la fiducia dei capi, tanto da passare dal ruolo di schiava del sesso a quello di esecutrice delle sevizie per le ragazze più “pigre”.
Chi non lavorava a ritmi serrati e non portava montagne di soldi a casa meritava una punizione. Questo era il compito di Cornelia, secondo la ricostruzione dei carabinieri. Lei era la vera responsabile del giro di prostitute di Montesilvano, quella che doveva raddrizzare la schiena a chi non obbediva.
Stamattina per lei sono scattate le manette, così come per Petrit Cega, 26 anni, albanese, il capo dell'organizzazione.
I carabinieri sono arrivati a loro dopo il ritrovamento della giovane prostituta romena seviziata, lo scorso 19 maggio. La donna venne fermata casualmente nel corso di un controllo, in una Ypsilon 10 mentre si era appartata con un suo cliente.
Siccome la donna aveva ferite evidenti, zoppicava e sul volto c'erano grossi ematomi fu portata in caserma e lì i militari scoprirono le continue torture che era costretta a subire.
Oggi si apprende che furono proprio i carabinieri con quel ritrovamento casuale a salvarle la vita.
Dalla cartella clinica della ragazza, che è ancora ricoverata all'ospedale di Pescara, è emerso che le ferite erano talmente gravi e avevano fatto infezione che nel giro di pochi giorni la donna sarebbe morta.
Dopo averla portata dai medici, i carabinieri la convinsero a parlare: lei fornì indicazioni importanti. I militari andarono a casa del protettore Daniel Raducan e proprio lì ritrovarono documenti importanti.
Tra le altre cose alcuni contratti d'affitto che conservava Raducan: da qui è iniziata un'indagine abbastanza lunga che ha portato i militari abruzzesi in Veneto, nella zona di Quarto D'Altino, provincia di Venezia.
Sono stati messi sotto controllo i telefoni cellulari di due persone e i loro spostamenti venivano monitorati dai militari.
Stamattina l' irruzione e l'arresto dei due che adesso dovranno rispondere di
riduzione in schiavitù, induzione alla prostituzione, lesioni dolose aggravate e tentato omicidio.
Cega aveva già precedenti penali e un decreto di espulsione, quindi dopo il processo sarà costretto ad espatriare.
10/06/2008 11.45

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=15375]IL RITROVAMENTO DELLA RAGAZZA[/url]

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=15384]L'ARRESTO DEL PROTETTORE[/url]