Discarica di Furci, 25 mila tonnellate di rifiuti speciali all’anno

Alessandro Biancardi

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FURCI (CH). E’ stato presentato alla commissione VIA della Regione il progetto per l’impianto di trattamento rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, con annessa discarica a valle di Furci (quindi a monte di Vasto, San Salvo, Cupello, Casalbordino). INCENERITORE CUPELLO, RIVOLTA PER FERMARE LA REALIZZAZIONE DELL'IMPIANTO
Si tratta di un progetto per 25.000 tonnellate di rifiuti speciali da smaltire ogni anno, che prevede anche «futuri ampliamenti», presentato dalla società Vallecena Srl nel 2005 in località Cicella.
«Il progetto era già stato promosso e bocciato perché insisteva su un terreno a rischio idrogeologico», racconta a PrimaDaNoi.it Pina Colamarino del comitato contro l'Impianto Vallecena.
E' stata quindi proposta una variante planimetrica.
Il progetto insiste su una zona di campagna, tra il fiume Treste e il Torrente Cena, non lontano dal territorio di Cupello e San Buono, vicino alla mega discarica Civeta che si ingrandisce a vista d'occhio senza neppure una minima mitigazione ambientale e dove hanno proposto di mettere un inceneritore.
«Il progetto, al vaglio di diversi esperti, ha al suo interno dei punti poco chiari, bisogna quindi muoversi su più fronti», spiega Colamarino.
«Abbiamo interpellato Legambiente, WWF e Emergenza ambiente», continua, «con cui dovremmo organizzare delle manifestazioni per discutere del problema dei rifiuti in Abruzzo. Stiamo organizzando una vera e propria mobilitazione per una questione che non può passare inosservata visto che "non esiste un impianto così in tutto il centro sud"».
Il comitato contro l'Impianto Vallecena ha raccolto in pochi giorni oltre 1000 firme che sono state inoltrate alla Regione Abruzzo.
«Cerchiamo di salvare la nostra terra già compromessa», spiegano gli organizzatori, «stretta nella morsa di una mega centrale turbogas a Gissi (in direzione delle campagne di Furci), un enorme impianto di trattamento rifiuti solidi urbani a Cupello (rivolta verso Furci) e l'industria di Lentella, sorvolando su tutte le altre industrie ad alto rischio, ora anche l'inceneritore».
10/06/2008 11.00

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INCENERITORE CUPELLO, RIVOLTA PER FERMARE LA REALIZZAZIONE DELL'IMPIANTO

CUPELLO. L'associazione Fare Verde Vasto, contro l'amministrazione comunale di Cupello, per la decisione di localizzare sul proprio territorio uno dei tre inceneritori previsto dal nuovo Piano Regionale Rifiuti.
«L'amministrazione di Cupello non può autonomamente decidere di compromettere economie e territori a se circostanti», commenta Stefano Comparelli, responsabile dell'associazione. «Il Comune di Cupello, deve tener conto di esigenze e volontà più ampie, che appartengono ad un territorio vasto, e che non possono vedersi così bypassate con decisioni che possono stravolgere l'economia di un territorio essenzialmente turistica ed agricola».
Ad una politica dell'incenerimento, Fare Verde Vasto contrappone quella dei "Rifiuti zero": portata avanti tra differenziata, riciclo e riuso, che comprenda una progressiva riduzione della produzione di imballaggi.
«Questo rimane il sistema più economico, più efficiente sotto il profilo energetico, meno impattante per l'ambiente, e più veloce; ogni altra soluzione, al momento, non ha pari efficienza, e quindi è inutile».
Secondo l'associazione non deve trarre in inganno il riferimento alla tecnologia usata dall'impianto: «la tecnica di smaltimento dei rifiuti urbani mediante pirolisi al plasma, non risulta utilizzata in nessun paese del mondo, nemmeno negli Usa, produttori di torce al plasma. Le uniche rassicurazioni, in merito a tale tecnologia, giungono, come sempre, solo dalle case costruttrici, che riferiscono di studi effettuati, di cui puntualmente non sono mai visibili tracce».
11/06/2008 9.33