Pescara vecchia: ora c’è tranquillità ma calano gli affari

Alessandro Biancardi

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Pescara vecchia: ora c’è tranquillità ma calano gli affari
PESCARA. Il week and di via delle Caserme è stato caratterizzato da un massiccio spiegamento di forze di polizia: agenti della squadra mobile, ma anche carabinieri e finanzieri hanno sorvegliato la movida pescarese. Rispettati i divieti imposti, i cinque locali posti sotto sequestro venerdì scorso sono rimasti chiusi con tanto di sigilli in bella mostra che hanno incuriosito i passanti. Non si sono registrati episodi di rilievo.
Se adesso quindi il livello d'attenzione è aumentato e gli imprenditori della notte si sentono controllati a vista, non può dirsi lo stesso lungo la riviera cittadina.
Nel fine settimana, infatti, non sono mancate risse e scazzottate a tarda ora tra ragazzi che avevano alzato il gomito.
La protesta ora si sposta sul fronte degli incassi: ci sarebbe stato infatti un calo di almeno il 50 per cento nell'ultimo fine settimana rispetto a quello precedente.
È quanto denuncia Confesercenti dopo una prima ricognizione fra i locali del centro storico, nel primo fine settimana di vigore dell'ordinanza prefettizia di chiusura anticipata degli esercizi.
Del calo degli incassi e delle possibili soluzioni si è parlato questa mattina nell'incontro che ha messo attorno allo stesso tavolo gli imprenditori, affiancati da una delegazione di Confesercenti, e il sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso.
«Gli imprenditori vogliono fare la loro parte per garantire una serena permanenza nel centro storico alle migliaia di persone che scelgono quel quadrilatero» dice Confesercenti, «visto che la stragrande maggioranza dei locali agisce nel pieno rispetto delle regole. Ora è necessario superare l'emergenza, garantendo fin dal prossimo fine settimana – grazie al rinnovato impegno degli imprenditori – il prolungamento dell'orario con l'impegno ad una maggiore vigilanza. Ma superata l'emergenza» prosegue Confesercenti «è urgente ripensare nel suo complesso il centro storico. La ricchezza di Pescara Vecchia è la coesistenza di locali per tutti i gusti e tutte le generazioni, un aspetto che si è indebolito negli ultimi tempi. Per questo occorre rilanciare il centro storico con interventi sul piano della cultura, della musica, di una politica dei prezzi che incentivi il ritorno delle famiglie: solo così si potrà ridare a Pescara Vecchia il valore di luogo di una movida sana, per tutte le generazioni. Vanno trovate con le istituzioni le formule affinché siano le forze dell'ordine a garantire la sicurezza di tutti. Fermo restando un aspetto fondamentale: gli imprenditori che non rispettano le regole vanno puniti severamente, perché per il comportamento di poche mele marce non può compromettere il lavoro di oltre 70 imprese che danno lavoro a centinaia di persone e creano un indotto turistico di grande valore».
Confesercenti ha apprezzato infine l'interessamento del sindaco D'Alfonso, che ha scelto di intervenire per trovare una soluzione nonostante la materia, ai sensi di legge, sia di competenza statale. Una rappresentanza degli imprenditori sarà infine ricevuta dal Prefetto.

Intanto il comitato promotore dei Giovani Democratici di Pescara, plaude alla delibera del sindaco che posticipa la chiusura nella zona della Riviera, ma invita a prendere posizione con il prefetto per estendere questa azione anche alla zona di Corso Manthonè, dove i locali devono chiudere alle 2 in punto.
«Proprio l'estate», spiega il comitato, «è il periodo più tranquillo lungo Corso Manthonè e via delle Caserme, poiché la "movida" è più "adulta" e si concentra soprattutto sui ristoranti e sul dopocena, dato che i locali da ballo o che forniscono intrattenimento musicale, chiudono per l'estate o si trasferiscono sulla riviera».
Forse una maggiore conoscenza dei flussi del popolo della notte, continua il comitato «avrebbe portato ad un'estensione di tale orario anche per questa zona, ferma restando la tutela del diritto al riposo dei residenti, da garantire in tutte la aree in cui esistono locali notturni, e la sicurezza di suddette aree».
L'Ugl sicurezza civile, invece, non è d'accordo con quanto emerso in questi giorni perché un eventuale concentrazione di controlli che «danneggerebbe le attività commerciali e sposterebbe invece gli autori di atti criminosi verso la riviera o altre zone».
Per questo è stato chiesto un incontro urgente con sindaco e prefetto.
«Vista invece l'insistenza con cui l'amministrazione comunale e qualche gestore», spiega una nota dell'Ugl, «sta spingendo verso ditte che effettuano servizi di portierato o antincendio specificatamente su quella zona, crediamo di dover ribadire che la parola “vigilanza privata” sia di esclusiva competenza degli Istituti di Vigilanza regolarmente autorizzati e che rispettano le norme e le tariffe prefettizie. La situazione attuale, invece, «aumenta il caos dando all'esterno l'immagine che un istituzione si affida a qualcuno che non è assolutamente autorizzato a svolgere tale compito».

09/06/2008 12.57