A Pescara è vietato volantinare

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Vietato volantinare in città. La regola vale per tutti: per il volantino pubblicitario e per quello "sociale". Il no, sembra chiaro, è imposto solo a chi distribuisce materialmente perché sui muri, sui pali, sui cassonetti dell'immondizia o sui tergicristalli delle auto, ci trovi appiccicato di tutto. GRIPPO:«VOLANTINAGGIO AMMESSO SOLO SE AUTORIZZATO DAL COMUNE E PAGANDO LA TASSA» RAPAGNA’:«QUELLA NORMA VALE SOLO PER LA PUBBLICITA’»
Dalla serata del locale notturno, alla presentazione del libro, dai viaggi a Mirabilandia agli sconti del negozio che svende tutto.
In campagna elettorale fu persino il sindaco D'Alfonso il volto noto del volantinaggio pazzo: fermò mezza città consegnando direttamente in mano foglietti con il numero di telefono e lo slogan per farsi votare.
Ma adesso la musica è cambiata e non sono ammesse trasgressioni.
C'è chi contesta il nuovo provvedimento: «la diffusione di volantini», spiegano i responsabili di Mare Libero, l'associazione che denuncia gli abusi edilizi sulla costa e non solo, «è uno dei pochi mezzi che abbiamo noi attivisti per fare "contro-informazione" e per denunciare».
Ma sabato scorso sono stati fermati mentre distribuivano il volantino che recitava "Acqua: uno scandalo! Ora basta! Verità sulla nostra salute. Dimissioni per chi sapeva ed ha taciuto": «i vigili urbani ci hanno vietato di volantinare», raccontano, «infatti già dalla mattina ad un mercato rionale siamo stati fermati, identificati e cacciati. Abbiamo chiuso definitivamente la giornata, nel pomeriggio, alla fontana di Cascella dopo aver dato il volantino al sindaco per Pescara Luciano D'Alfonso».
I vigili hanno contestato l'articolo 20 comma 4 del regolamento comunale sulla pubblicità che recita «nel Comune di Pescara non è consentito effettuare pubblicità mediante lancio e distribuzione a mano di manifestini o altro».
«Ma può rientrare nella categoria "pubblicità" la comunicazione sociale o quella politica?», si domanda Mare Libero. «La nostra Costituzione dice chiaramente, all'art.21 comma 1 "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione''»

09/06/2008 11.51

GRIPPO:«VOLANTINAGGIO AMMESSO SOLO SE AUTORIZZATO DAL COMUNE»

Il comandante dei vigili urbani di Pescara interviene questo pomeriggio per fare chiarezza sulle norme che regolano il volantinaggio.
«Desidero precisare», spiega Ernesto Grippo, «che la normativa vigente in questo Comune per il cosiddetto “volantinaggio” si trova all'art. 20 del Regolamento Comunale sulla pubblicità e le pubbliche affissioni. Tale norma consente questa forma di pubblicità e propaganda solo previo “pagamento di imposta comunale per ciascuna persona impiegata nella distribuzione od effettuazione per ogni giorno o frazione di esso indipendentemente dalla quantità di materiale distribuito”».
09/06/2008 16.18

RAPAGNA':«QUELLA NORMA VALE SOLO PER LA PUBBLICITA'»

«La norma contestata dai vigili non riguarda in nessun caso e non può essere invocato da “chiunque” per impedire o vietare la distribuzione “libera, personale e gratuita” di volantini attinenti iniziative, contenuti e finalità sociali e politiche».
E' la posizione in merito di Pio Rapagnà del comitato per i referendum regionali
«E' vero infatti che», aggiunge Rapagnà, «che “tale forma di pubblicità” non riguarda affatto “la stampa e la propaganda politica e sociale” che, come opportunamente si domanda Mare Libero, è tutelata, assicurata e garantita nella sua “libertà e gratuità” dalla nostra Costituzione la quale, all'art.21 comma 1 , recita chiaramente che "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”, salvo preannunciati divieti per motivi di ordine pubblico. I vigili di Pescara hanno tutto il diritto di contestare l'articolo 20 comma 4 del regolamento comunale sulla pubblicità che recita «nel Comune di Pescara non è consentito effettuare pubblicità mediante lancio e distribuzione a mano di manifestini o altro»: ma lo devono e lo possono fare “solo” per la distribuzione e diffusione di “materiale di stampa e volantini pubblicitari” che, in italiano hanno il preciso significato semantico di “volantini commerciali” e, dunque, con profitto e, naturalmente, con il “pagamento di imposta comunale per ciascuna persona impiegata nella distribuzione od effettuazione per ogni giorno o frazione di esso indipendentemente dalla quantità di materiale distribuito”».
09/06/2008 19.20