Histonium 2, la stretta finale sulla malavita organizzata

Alessandro Biancardi

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VASTO. Nelle prime ore di questa mattina i carabinieri del comando provinciale di Chieti hanno arrestato 17 persone. Intanto proprio ieri l’ultimo episodio di sangue nella cittadina costiera: un rom è stato ferito alla gola e all'anca, raggiunto da colpi d'arma da fuoco.


VASTO. Nelle prime ore di questa mattina i carabinieri del comando provinciale di Chieti hanno arrestato 17 persone. Intanto proprio ieri l'ultimo episodio di sangue nella cittadina costiera: un rom è stato ferito alla gola e all'anca, raggiunto da colpi d'arma da fuoco.L'ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal gip del Tribunale di Vasto a conclusione dell'indagine denominata “Histonium 2”.
L'operazione ha consentito di disarticolare un sodalizio criminale dedito all'estorsione, rapine, attentati dinamitardi ed incendiari.
Gli indagati arrestati sono ritenuti responsabili di una serie di attività estorsive commesse ai danni di imprenditori, consumati nella zona di Vasto ma anche in altre parti d'Italia tra febbraio 2006 e gennaio 2008.
Le indagini, durate oltre due anni, sono state svolte dai carabinieri del comando di Chieti, coordinati dalla Procura di Vasto.
I dettagli dell'operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa a cui parteciperà il procuratore della Repubblica di Vasto.

AD APRILE 2007 HISTONIUM 1

Tutto cominciò la sera del 13 febbraio 2006 quando ignoti malviventi misero a segno un attentato dinamitardo utilizzando un ordigno artigianale confezionato con un'elevata quantità di tritolo. L'obiettivo dell'attentato e dell'intimidazione era certamente l'imprenditore edile di Vasto, Michele Iacobucci.
Simili avvertimenti erano giunti già a luglio e ad agosto 2005 quando vennero esplosi molti colpi di arma da fuoco in direzione della sua abitazione e quando venne messa a fuoco la sede legale della sua ditta.
E in diversi anni di attività l'organizzazione si era data da fare allungando i suoi tentacoli non solo in Abruzzo ma anche in altre regioni del Nord Italia, nei confronti di altri imprenditori.
La prima figura di spicco a venire fuori è stata quella di un calabrese, Michele Pasqualone da anni residente in Abruzzo.
Ad aprile 2007 sono scattati 9 arresti, oggi la stretta finale.

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=9246]LA NOTIZIA DI QUEI GIORNI[/url]

FERITO ALLA GOLA E ALL'ANCA, PROIETTILI CONTRO UN ROM

Intanto proprio ieri l'ultimo episodio di sangue nella cittadina costiera.
Alle 10,30, Ferdinando Bevilacqua, rom di 56anni è stato aggredito a colpi di pistola. L'uomo si trovava nella sua auto, una Mercedes, davanti alla sua casa in via Martiri della Violenza a Vasto.
Stava leggendo il giornale quando e' stato raggiunto dai colpi che lo hanno ferito alla gola e all'anca.
La moglie si e' affacciata alla finestra, dopo aver sentito gli spari ed ha subito dato l'allarme: l'uomo è stato poi ricoverato in ospedale.
E' grave,ma non corre pericolo di vita.
L'episodio pare sia da ricondurre ad una ritorsione per uno sgarro nel mondo dello spaccio di droga. Le indagini per risalire all'assalitore sono in corso.
09/06/2008 11.04


Una banda «fortemente radicata sul territorio» che faceva capo ad un esponente della ‘ndrangheta calabrese, prima in carcere e poi con domicilio obbligato proprio a Vasto.
A dare ordini era Michele Pasqualone, nome noto alle forze dell'ordine con precedenti e “confinato” nella cittadina abruzzese.
La banda che la procura di Vasto ha sgominato dopo oltre due anni di indagini ruotava tutta intorno al calabrese che aveva esportato il know how necessario per mettere in piedi una vera e propria associazione a delinquere. L'obiettivo era influenzare e controllare le imprese, meglio se legate all'edilizia.

I NOMI DEGLI ARRESTATI

Questi i nomi delle persone arrestate questa mattina dai carabinieri, 12 sono in carcere e 5 ai domiciliari.
Michele Pasqualone, Michele Fiore, Giuseppe Tarantino, Giuseppe Di Cesare, Angelo Alessandrini, Domenico Graziano, Antonio Battista, Massimo Benedetti, Claudio Zinni, Massimo Sparvieri, Debora e Donatella D'Ascenzo, Gianfranco Nettuno, Andrea Di Lello, Francesco
D'Esposito, Paolo Zuccolella, Adele Di Pietro.

«INDAGINI DIFFICILI E PERICOLOSE»

A guidare l'inchiesta Histonium 2, così come il precedente filone di un anno fa il sostituto procuratore della Repubblica, Annarita Mantini, che da mesi lavora con la protezione di una scorta armata. A firmare le ordinanze di custodia cautelare il gip Caterina Salusti
Nella conferenza stampa alla quale hanno partecipato anche l'attuale capo della Procura ad interim, Irene Scordamaglia, nonché il colonnello, Lino Ciccarella, comandante provinciale dell'arma dei carabinieri di Chieti e il capitano Luigi Ingrosso, comandante del nucleo investigativo di Chieti, sono stati forniti i dati dell'operazione "Histonium 2" che ha portato all'arresto di ben 17 persone.
I reati contestati sono associazione a delinquere finalizzata all'usura, all'estorsione, incendi, rapine, porto e detenzione abusivo di armi.
L'operazione avviata nel febbraio del 2006 aveva portato nell'aprile del 2007 al primo arresto di 9 personaggi della malavita tornati oggi nuovamente in carcere.
Il capo dell'organizzazione era Michele Pasqualone, uomo della 'ndrangheta calabrese, molto noto a Vasto, il quale dal carcere, con la complicità di un agente della polizia penitenziaria, Massimo Benedetti, dettava i tempi ed i metodi delle operazioni delittuose da compiere in danno di noti imprenditori edili della città.
I carabinieri hanno ricostruito i vari attentati, per la precisione 9, che dal febbraio del 2006 allo scorso gennaio, si erano registrati a Vasto.
In pratica è stata smantellata un'organizzazione criminale che ha «agganci anche in Lombardia e che proprio dal nord Italia ha ottenuto le armi», tra cui un fucile a canne mozze, utilizzato per intimidire le vittime delle estorsioni.
L'organizzazione criminale mirava a controllare il mercato del calcestruzzo.

UNA BOMBA ED UNA TELEFONATA: INIZIAVANO COSI' LE MINACCE

La sera del 13 febbraio del 2006 un ordigno ad alto potenziale veniva fatto esplodere davanti
l'abitazione del noto imprenditore edile vastese Michele Iacobucci. A distanza di pochi giorni l'imprenditore riceveva una chiamata anonima dall'inequivocabile tenore estorsivo. Dopo la
prima chiamata ne seguiva altra di analogo tenore ed infine una terza con richiesta di 500 mila euro.
Iniziarono così le indagini Histonium che si sono divise in due filoni.
Secondo gli inquirenti la mente della organizzazione, Pasqualone, era riuscito a calamitare attorno a sé alcuni personaggi della malavita locale con personaggi dell'area vastese ma soprattutto soggetti campani e calabresi, tutti pregiudicati, che costituivano un gruppo «strategicamente dislocato sulla penisola organicamente strutturato e radicato nel vastese» con il progetto di «avviare e gestire diversificate attività criminali» comprendenti estorsioni e riciclaggio di denaro illecitamente capitalizzato, con lo scopo di aggredire e "sistemarsi" nel territorio d'Abruzzo con conseguente controllo ambientale.

09/06/2008 14.33