Il varo mancato dello yacht: dopo il flop, lo shock

Alessandro Biancardi

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Il varo mancato dello yacht: dopo il flop, lo shock
ORTONA. Da giorni in città non si parlava di altro. Prima solo voci, poi la certezza di una grande festa con invitati eccellenti per il varo dello yacth che faceva bella mostra da mesi nel cantiere Ortona navi. Ma sabato il party vip è stato una sequela di imprevisti di cui l'ultimo che ha chiuso i festeggiamenti con l'amaro in bocca.
E' finito in tragedia (e poteva avere conseguenze ben peggiori) l'ultimo tentativo operato dagli uomini del cantiere di disincagliare il grosso natante da 15 milioni di euro e 40 metri della cantante Marcella Bella nelle operazioni di varo: un cavo di acciaio di un diametro approssimativo di 7-10 centimetri si è tranciato di netto colpendo violentemente un operaio, Alberto Catena, di 44 anni ferendolo gravemente alla gamba.
Nella notte tra sabato e domenica è stato operato al policlinico di Chieti, dopo essere stato trasferito da Ortona per le gravi condizioni.



I medici, vista la gravità delle lesioni, non hanno potuto non amputare l'arto per salvare la vita all'uomo che si trova tutt'ora in terapia intensiva anche se sarebbe cosciente e comprensibilmente sotto shock.
Una tragedia che poteva essere evitata e che ha portato ad aprire una inchiesta della procura di Chieti che ha sigillato il cantiere e lo yacht per le verifiche e gli accertamenti del caso.
Un incidente sul lavoro di sicuro particolare e sotto i riflettori, davanti a centinaia di occhi di personaggi famosi accorsi ad Ortona per festeggiare Marcella Bella, proprietaria, insieme al marito, personaggio influente nel mondo finanziario, del panfilo costruito nei mesi scorsi nel cantiere ortonese.
Il cantiere "Ortona navi", da sempre uno dei più prestigiosi dello scalo, negli ultimi anni è riuscito a strappare contratti milionari per la costruzione di imbarcazioni di lusso che hanno portato soldi e lustro alla attività imprenditoriale ortonese.
Tutto era cominciato sabato mattina di buon'ora quando in un hotel del Lido Riccio sono arrivati, uno dopo l'altro, i personaggi invitati da tutta Italia: Alba Parietti, Marta Marzotto, Massimo Ghini, Debora Caprioglio, Mara Venier, il principe Giovannelli, il ministro Ignazio La Russa.
A fare gli onori di casa la cantante di "Montagne verdi" che ha commissionato la preparazione di quello che è stato un vero e proprio show ad una agenzia romana che si è occupata di allestire un ampio spazio del cantiere navale a ridosso dello yacht.



All'imbrunire di sabato gli invitati sono giunti sul piazzale del cantiere superando due ali di folla che si era assiepata per fotografare i vip. Dopo aperitivi e convenevoli sono iniziate le cerimonie, le presentazioni ed i ringraziamenti di rito che preludevano al varo del lussuoso natante.
Il primo presagio si è avuto nel momento in cui la madrina del Marcelita (questo il nome della imbarcazione) ha tentato di infrangere la bottiglia del costoso spumante contro lo scafo, così come la tradizione dei mari richiede.
Il caso ha voluto però che la bottiglia rimbalzasse contro la chiglia rimanendo intatta e propagando per tutto lo specchio portuale un suono sordo insieme alle espressioni di stupore e disappunto della folla presente.
Un presagio che negli ambienti marinareschi non è stato avvertito come positivo.
Pochi minuti dopo e si è proceduto allo scioglimento delle cime che tenevano ancorato lo yacht allo scivolo di alaggio (una sorta di binari che avrebbero dovuto accompagnare lo scafo fin dentro l'acqua).
L'enorme scafo ha iniziato a muoversi lentamente e a scivolare verso l'acqua, lo spettacolo è durato però molto poco, abortendo un applauso che era già pronto.
Il panfilo, infatti, si è subito incagliato provocando un vero e proprio scompiglio tra la folla e agitazione mista a panico negli uomini del cantiere.
Dopo alcuni minuti di smarrimento hanno tentato di disincagliare in tutti i modi lo scafo pesantissimo.
Tra le tante cose è stata tentata anche quella di smuoverlo con una piccola imbarcazione che gravitava intorno alla zona per perlustrare lo specchio d'acqua antistante al varo.
Inutile il tentativo vista la portata infinitesimale dei motori del piccolo gommone: la situazione era più difficile del previsto.
Si è allora fatto arrivare un rimorchiatore, di solito utilizzato per portare le petroliere fuori dal porto.
Un cavo è stato lanciato dallo yacht al rimorchiatore che ha iniziato a tirare ma pare che in seguito al cedimento di una bitta si sia tentato con un altro cavo d'acciaio.
Il rimorchiatore ha iniziato a sforzare i motori al 75% della potenza senza esito. Dopo alcuni tentativi su ordine del comandante dello yacht si è preferito abbandonare anche questo tentativo.
Sarebbe stato, invece, nelle operazioni che dovevano riportare in secca il panfilo che sarebbe successa la tragedia.
Uno dei cavi si sarebbe spezzato di netto rimbalzando come una scudisciata sugli arti di un operaio che sovrintendeva alle operazioni.
Il Marcelita non si è mosso di un solo centimetro.
Oltre l'imprevisto anche la tragedia che ha smorzato nel peggiore dei modi quella che doveva essere una festa, la più glamour che Ortona avesse mai conosciuto.
Ora è tutto sotto sequestro e la magistratura dovrà appurare se si sia trattato di imperizia, imprevisti e vi siano eventuali responsabilità di alcuni.
Dai primi dettagli che emergono sembrerebbe che la piattaforma di alaggio abbia ceduto sotto lo scafo appesantito da arredi, carburante, acqua e altre vettovaglie che sarebbero state imbarcate.
Ma saranno i periti della procura che dovranno accertare le cause che hanno dato luogo ad un increscioso incidente.
Sarebbero state più di una le prove effettuate dal cantiere, che nelle scorse settimane ha varato e provato il panfilo per un breve giro intorno le coste ortonesi.
In quella occasione tutto era filato liscio.

09/06/2008 9.41