Ricci: «Bilancio in salute ma usciamo dall'Aca: troppe stranezze»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. «Aumenti delle tasse comunali? Ma quando mai... Il Bilancio appena approvato smentisce tutte le falsità dell'opposizione. L'unica cosa che è aumentata veramente è la spesa per il sociale: abbiamo accolto e finanziato tutte le richieste». Parola di Francesco Ricci, sindaco di Chieti.
E di Andrea Miccoli, consigliere delegato al Bilancio, che ha definito le notizie «messe in giro dall'opposizione sull'aumento delle tariffe quasi al limite della querela per diffamazione. Falso l'aumento degli asili nido, delle mense e del trasporto scolastico, falso l'aumento della Tosap. Se poi pensiamo che l'addizionale Irpef è aumentata di 0,70 centesimi al mese per chi ha un reddito di 1.000 euro, si vede che le critiche sono strumentali e infondate. Una cosa invece è certa: il Bilancio doveva spaccare e distruggere la maggioranza, chi esce con le ossa rotte è la minoranza: noi abbiamo vinto 23 a 11».
Al di là dell'aspetto politico, quello che conta sono però i numeri.
Che, pur nel quadro positivo disegnato in conferenza stampa, meritano qualche approfondimento, soprattutto nelle voci più sensibili per le tasche dei cittadini.
Saltiamo l'Ici, che meriterà un discorso a parte per valutare se ci saranno o no le risorse del Governo per ripianare il mancato gettito.
La tassa per la pubblicità e le affissioni è stata ritoccata, con un aumento medio del 18,60 %. Spiegazione: erano ferme dal 2003 e l'aumento è stato inferiore all'inflazione.
Addizionale Irpef: + 0,05% (i 70 centesimi/mese di cui sopra). Tosap: gettito invariato, ma cambiano le classificazioni.
Chieti era divisa in 4 zone, ma con la trasformazione della città capitava che un ambulante ortofrutta pagasse al centro 4 volte in più dei colleghi della “piazza della verdura”.
«Ora abbiamo rivisto le zone per una questione di giustizia – spiega Ricci – ma sono tasse da 2 euro al mq».
Tarsu: aumento del 24,9 %: «La bolletta dei rifiuti è invariata – spiega Miccoli – questo aumento è obbligato dalla legge e riguarda non la raccolta, ma gli oneri per sistemare la discarica dopo la chiusura».
Aumentano le spese per il personale (nuovo contratto) e per i mutui «ma non ci sono strumenti di finanza creativa, come i derivati: sono mutui a tasso fisso, tutti rinegoziati con un bel risparmio». Aumentano, ma questa è una nota molto positiva, i residui da riscuotere, una stima di circa 4,5 milioni di euro che potrebbero dare ossigeno alla casse comunali in tempi di tagli governativi.
Il Comune ha vinto, infatti, le cause con le Cooperative che dovranno pagare i costi di costruzione e gli oneri di urbanizzazione non pagati a suo tempo: «cercheremo di non far pagare gli interessi – ha detto Ricci – perché anche il Comune ha le sue responsabilità nella vicenda di questi ritardi».
Poi il bubbone Teatro Marrucino: i conti definitivi non sono ancora pronti, e ci sono state altre due anticipazioni: l'ultima per pagare il 770, la denuncia dei redditi.
«Ma si tratta in totale di un milione di euro che non è un debito, perché rientreranno dal Teatro», ha spiegato Ricci.
C'è poi tutto il capitolo dei costi di costruzione e delle entrate previste dopo l'approvazione del Piano dei servizi dell'assessore all'Urbanistica: non saranno contenti quelli che costruiscono, ma sono fondi ingenti che entreranno nella casse.
Un Comune in buona salute finanziaria?
Secondo Miccoli sì:«dalla relazione dei revisori emerge un avanzo strutturale accertato di oltre 3 milioni di euro, prima della verifica dei residui. E su un Bilancio da 80 milioni, di questi tempi è un dato molto buono».
Con una sorpresa finale: Chieti, insoddisfatta dell'Aca, chiederà alla Regione di gestire in proprio l'acquedotto (reti, servizi e personale): «troppe le stranezze – conclude Ricci – troppi i giochi finanziari, ci vogliamo vedere chiaro. L'acqua ce l'abbiamo, è anche minerale e magari ce la rivendiamo noi».

Sebastiano Calella 07/06/2008 18.32


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