Il cda del Considan si è sciolto. Il Direttore si è "squagliato"

Alessandro Biancardi

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MONTESILVANO. Il Direttore Generale del Considan, Loris Di Vittorio, si è dimesso questa mattina ufficialmente in quello che è stato l’ultimo consiglio del Considan. Ha lasciato la sua lettera di dimissioni sul tavolo senza presentarsi alla riunione.


Nella lunga lettera di dimissioni Di Vittorio ha spiegato il suo operato durante tutti i momenti di crisi del Considan ritenendo di «non essere stato ascoltato» e dichiarando di aver tentato di risollevare le sorti dell'ente ma arrivando alla conclusione che «non ci sono più le condizioni per un lavoro sereno, efficiente, efficace e soprattutto libero dalle, ovviamente doverose ed inevitabili, indicazioni (o ingerenze) politiche». Ha poi aggiunto che «tutti gli sforzi, il duro lavoro compiuto, tutte le scelte di questi mesi, soprattutto quelle messe duramente in discussione in questi giorni, sono state attentamente ponderate all'ottenimento del massimo risultato per il consorzio e quindi per i cittadini dei tre comuni».
L'assenza del direttore all'ultimo consiglio del cda «dimostra per l'ennesima volta che non è una persona all'altezza della situazione, non desiderando il confronto con quelle persone che ha accusato di sbraitare incivilmente o di essere dei fastidiosi telefonisti molesti», ha commentato Valeriano Oronzo, ex consigliere dimessosi questa mattina dal cda insieme al presidente, Umberto Di Pasquale e al consigliere Franco Tommaso Iacovelli.
Nella sua lettera di dimissioni, infatti, l'ex direttore Di Vittorio ha sottolineato «l'ipocrisia politica» di alcuni amministratori del cda e ha evidenziato –ma senza citare nomi- atteggiamenti negativi di alcuni componenti rispetto ai provvedimenti dello stesso consiglio d'amministrazione o telefonate insistenti per cercare raccomandazioni lavorative.
Le accuse di Di Vittorio sono pesanti e ha denunciato l'assenza negli ultimi 3 mesi dei membri del cda che hanno lasciato da solo a gestire una situazione sempre più delicata.
Sono queste le ultime battute di un cda da tempo in crisi e oggi sciolto definitivamente.
«Mi dimetto, come già annunciato, dopo aver valutato l'ipotesi con saggezza», ha detto oggi Oronzo. «Sono deluso da questa esperienza ed ancora più rammaricato nel rilevare il basso livello della politica che mina, da sempre, il buon funzionamento di qualsivoglia ente o istituzione».
Stesso stile tagliente per Iacovelli che ha messo a verbale le sue dimissioni ribadendo «la totale incapacità politica di questo cda».
I rappresentanti di Città S.Angelo, Antonio Melchiorre, e di Silvi, Sergio Mazzone, hanno deciso invece di «rimettere le rispettive dimissioni alla volontà dei propri sindaci e quindi delle comunità territoriali»
Il presidente Di Pasquale, invece, ha detto che le sue dimissioni «sono di carattere politico. Mi sembrava giusto rispondere alle richieste del sindaco Cordoma che da tempo chiede lo scioglimento del cda».
Ora il Considan è un ente morto e si attende solo che i tre sindaci dei tre Comuni diano mandato ad un commissario per il disbrigo di tutto ciò che riguarda la sua “tumulazione”, tra dissapori, polemiche e delusioni.

LA REPLICA DEL PRESIDENTE: «COMPENSI ADEGUATI»

«I compensi dell'attuale cda del Considan sono inferiori almeno del 30% rispetto a chi ci ha preceduto», ha voluto replicare così il presidente, Umberto Di Pasquale, alle polemiche sollevate qualche giorno fa dalle dichiarazioni di Oronzo pubblicate da PrimaDanoi.it .
«Abbiamo gestito adeguatamente il depuratore in un momento altamente critico e non abbiamo mai preso più di quello che ci spettava», ha detto Di Pasquale.
Il bilancio del Considan approvato a fine maggio - da tutti meno che da Valeriano Oronzo che si è rifiutato di firmarlo e da Franco Tommaso Iacovelli che non era presente - conta più di 2 milioni di euro e «il Considan ha un conto capitale di 7 milioni di euro».
«60 mila euro per i nostri compensi non mi sembra una gran cifra», ha sostenuto, «non sono un super pagato, perché ho sempre lavorato per il bene della mia città, in un lavoro –ribadisco- quotidiano e non circoscritto solo alle 15 riunioni del cda. Gli errori ci sono stati ma non sono mai stati errori strategici e non ho mai considerato l'opera del cda, mia e del direttore inutile e improduttiva».
Parola di un ex presidente.

Antonella Graziani 07/06/2008 15.07


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