I mali della sanità. La Asl di Chieti… in prognosi riservata

Alessandro Biancardi

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I mali della sanità. La Asl di Chieti… in prognosi riservata
CHIETI. Diagnosi: confusione di idee, di ruoli, di proposte. Prognosi: riservata, molto riservata. Lo stato di salute della Asl di Chieti, almeno stando ai risultati della riunione indetta dal Comitato ristretto dei sindaci al SS. Annunziata di Chieti, non lascia dunque ben sperare.
Anche per il battibecco finale, dopo due ore di inutili chiacchiere, tra i rappresentanti di Villa Pini e la Direzione aziendale della Asl (in particolare Maresca e Capocasa), individuata come responsabile dei tre mesi di ritardo degli stipendi al personale della Clinica.
Il che poco ci “azzeccava” con i problemi dell'emergenza sanità dell'Ospedale, che in questi giorni sono gli accorpamenti dei reparti, il mancato riassorbimento dei precari, l'impossibilità di assicurare tutti i servizi con le ferie che incombono, i risparmi ulteriori di 3 milioni di euro, dopo i 50 già tagliati e recuperati della cura Maresca.
Forse erano buone le intenzioni di Renato D'Alessandro, sindaco di Ari e presidente del Comitato, che ha chiamato a raccolta sindacati medici e infermieri, primari ospedalieri e direttori delle Cliniche universitarie, manager e cliniche private (nelle persone di Lorenzo Spatocco ed Enzo Angelini) per affrontare un lungo odg, poi esaurito solo per i primi due punti: i problemi dell'Ospedale ed i rapporti con le Cliniche private.
Ma gli interventi (Mauro Petrucci, sindaco di Ripa Teatina, Francesco Ricci, sindaco di Chieti, il dott. Vitullo, Giuletta Capocasa, Liberato Aceto, Carmelina Di Cosmo, Maria Piccone, Enrico Bucci, Luciano Marchionno, Andrea Gagliardi, Giampiero Ausili Cefaro, Raffaele Tenaglia, Mario Maresca, rappresentanti di Villa Pini, ancora Capocasa e Maresca) non hanno portato un minimo di contributo propositivo ai problemi dell'emergenza sanitaria.
Abbiamo però appreso che se i malati oncologici troveranno difficoltà per le loro cure, il sindaco Ricci denuncerà il tutto alla Procura.
Che anche il prof. Ausili, responsabile della radioterapia oncologica, è preoccupato, anche perché non crede che per le ferie l'unica soluzione sia chiudere il suo reparto.
Il prof. Tenaglia è invece scettico sulla capacità della politica di risolvere i problemi («vedi gli esempi di Alitalia e dei rifiuti», ha detto) ed ha invitato medici ed operatori ad uscire dal buonismo di moda per fare invece le barricate a difesa dei malati.
Vitullo ha contestato il metodo della direzione sanitaria di non concordare i piani con i sindacati, subito rimbeccato da Giulietta Capocasa, direttore amministrativo, che ha rivendicato di aver informato con una nota le organizzazioni sindacali.
Il che ha provocato la reazione della Uil, con Giangrande, che ha abbandonato la riunione per solidarietà con Vitullo, «in quanto il dialogo della direzione è un monologo ed io a queste riunioni non ci vado più».
A sorpresa, non si sa se la cosa è stata concordata o meno, improvvisamente sono usciti tutti i direttori delle cliniche universitarie di area medica.
Aceto ha rivendicato il suo impegno per l'Ospedale, così come Di Cosmo, Piccone e Bucci, il quale ultimo ha criticato la riunione e come era stata convocata.
Più concreto Luciano Marchionno, Anaao, che ha convenuto che il Bilancio della sanità va sistemato, ma non chiudendo gli ospedali: qualche consulenza in meno non guasterebbe e con quello che si risparmia si possono pagare 4 infermieri per le terapie oncologiche.
Anche Gagliardi, Cgil funzione pubblica, ha detto che il Bilancio di deve risanare, ma non con l'accetta.
Infine Maresca che ha rivendicato il suo lavoro riorganizzativo, dopo anni di colpevole trascuratezza, ed ha lanciato un ponte alle Cliniche private, ritenute attori a pieno titolo del Sistema sanitario nazionale.
Ma l'assist non è stato apprezzato e da qui il battibecco, con la richiesta pressante di saldo degli arretrati di Villa Pini. «Non sono soldi miei e prima di pagare debbo controllare», hanno replicato seccati manager e direttore amministrativo, contrariati da questa contestazione.
Nessuna speranza per la salute della Asl di Chieti? All'uscita, un cartello - vicino alle macchinette per timbrare il cartellino – annuncia: Pellegrinaggio a Lourdes.

Sebastiano Calella 07/06/2008 11.21