Manodopera clandestina, cinese arrestato ad Alba Adriatica

Alessandro Biancardi

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ALBA ADRIATICA. Nella tarda serata di ieri è scattato il blitz delle Fiamme Gialle teramane nei confronti di una fabbrica gestita da cittadini cinesi operante nel settore delle confezioni di abbigliamento e jeanserie.
L'operazione è stata preceduta da una serie di appostamenti e pedinamenti che avevano destato sospetti nei militari operanti soprattutto per il fatto che mentre, più volte, avevano assistito ad operazioni di carico e scarico di merce, non avevano mai visto entrare o uscire operai.
E' così che si è deciso di intervenire.
I militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Giulianova, appostati nelle adiacenze della sede della ditta, ubicata nel Comune di Alba Adriatica (TE), hanno atteso che si accendessero le luci e che fosse ben udibile il rumore della macchine da cucire e, quindi, sono entrati.
Alla vista delle Fiamme Gialle i lavoratori, tutti di nazionalità cinese, hanno smesso di lavorare e hanno consegnato i rispettivi permessi di soggiorno.
Oltre ai lavoratori, in azienda, era presente il cittadino cinese W. C., di anni 41, che veniva tratto in arresto per violazione all'ordine di espulsione dal territorio nazionale ed associato alla casa circondariale di Castrogno.
All'atto dell'accesso il titolare non ha fornito alcun documento o registro obbligatorio ai fini della normativa giuslavoristica riferendo che sarebbero stati in possesso di altro soggetto non meglio specificato. I successivi accertamenti svolti nella mattinata odierna hanno confermato che ben 4 dei 5 lavoratori, presenti all'atto dell'ispezione, erano in nero.

07/06/2008 11.02