Porto Turistico nel Sic ma i documenti non lo dicono

Alessandro Biancardi

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VASTO. L'area in cui verrà costruito il porto di circa 500 posti barca in località Fosso Lebba a Vasto rientra nel Sito di Interesse Comunitario di Punta Penna, che comprende oltre che una porzione di costa a Sud di Punta Penna anche l'area dell'attuale Riserva Naturale Regionale di Punta Aderci.
Le due aree verranno divise proprio dal porto il cui progetto è stato presentato dalla S.c.a.r.l "Porto Turistico Circolo Nautico di Vasto".
Lo scorso 11 aprile è stato depositato lo studio di impatto ambientale e proprio da questo Claudio Zimarino del movimento "Un voto pulito per Vasto" ha cominciato le sue motivazioni, inviate poi alla direzione Parchi Ambiente e Territorio Regione Abruzzo e per conoscenza alla direzione generale per la Protezione della Natura del Ministero dell'Ambiente e all'assessore regionale competente.
«Nella sintesi non tecnica dello studio di impatto ambientale citato», spiega Zimarino, «non vi è stranamente alcun riferimento al fatto che l'area in cui verrà realizzato il porto turistico rientra in un sito di interesse comunitario e che quindi esistono dei vincoli imprescindibili di utilizzazione del territorio».
Non viene data, quindi, secondo Zimarino, «una completa informativa al pubblico ai fini di una appropriata valutazione e partecipazione dello stesso alla procedura di approvazione del progetto». La costruzione di un porto turistico all'interno della stretta fascia costiera interessata dal SIC, inoltre «non tiene conto in nessun modo degli obiettivi di conservazione dell'habitat naturale, visto che chiaramente è prevista l'eliminazione di quest'ultimo».
Zimarino insiste poi sull'inutilità del progetto dal momento che «il piano di espansione del porto di Vasto presentato dal Consorzio di Industrializzazione, recentemente discusso dal Consiglio Comunale, prevede la sistemazione del porto turistico (già esistente) all'interno del porto da ampliare. Pertanto la costruzione del nuovo porto turistico sembra funzionale più che altro ad una futura espansione immobiliare nel retroterra, che a sua volta è in contraddizione con la vocazione industriale di fatto dell'area retrostante».


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«MANCANO ANCHE I RIFERIMENTI ALLA FOX PETROLI»

«Nella sintesi non tecnica, e presumibilmente nell'intera documentazione, manca anche ogni riferimento alla vicinanza del nuovo porto con l'area occupata dall'impianto della Fox Petroli SpA», ricorda Michele Celenza dell'associazione Porta Nuova.
Lo stabilimento è stato classificato a «rischio di incidente rilevante» : «è grottesco far sorgere un porto turistico in un posto del genere», continua Celenza, «un fatto simile non ha precedenti al mondo».
E l'associazione non è da sola ad esprimere i proprio dubbi: nel parere depositato lo scorso 16 Gennaio, in sede di Conferenza dei Servizi, dal Capo dell'Ufficio Circondariale Marittimo e dal comandante del Porto di Vasto, Ivan Savarese, infatti, si legge: «lo scrivente non può non rilevare -già da ora- alcune perplessità circa il progetto di cui si discute atteso che l'opera dovrebbe essere realizzata nelle vicinanze dell'attuale stabilimento della Fox Petroli S.p.A., con possibili pericoli legati alla tipologia di prodotto lavorato in caso di incidente».
L'associazione Porta Nuova ha anche inviato una diffida al Comune di Vasto che «non ha ancora ottemperato agli obblighi di informazione alla popolazione sul tipo di impianto, sulla natura del rischio, sulle misure di sicurezza da adottare e sulle norme di comportamento da osservare in caso di incidente».


06/06/2008 10.19