Camorra: 50 arresti a Napoli. Sequestrati immobili anche a L'Aquila

Alessandro Biancardi

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NAPOLI. La Polizia di Stato di Napoli sta eseguendo, da questa mattina, 49 arresti nell'ambito dell'indagine denominata "operazione Alleanza Nolana", contro una presunta associazione camorristica del clan Cava.
Gli arresti - secondo quanto hanno riferito gli inquirenti - riguardano i reati di omicidi, estorsioni, rapine, porto e detenzione di armi, detenzione, acquisto e cessione di sostanze stupefacenti.
L'operazione vede coinvolti la Squadra Mobile di Napoli, con la collaborazione della Squadra Mobile della Questura di Avellino e del Commissariato di Nola.
Oltre ai 50 arresti si è proceduto al sequestro di beni immobili e società commerciali nelle province di Napoli, Avellino, Frosinone, Latina, l'Aquila, Piacenza e Parma, per un valore stimato complessivo - si legge nel comunicato della Polizia di Stato - di circa 160/180 milioni di euro.
Tra i destinatari del provvedimento anche il capoclan Biagio Cava. I Cava sono protagonisti di una faida ventennale con il clan Graziano che ha portato anche a omicidi che hanno visto protagoniste le
donne delle due fazioni.
Iniziata nel 2003, l'attività di indagine ha comportato l'esecuzione di oltre trecento operazioni
di intercettazione telefoniche ed ambientali, in auto ed abitazioni e di videosorveglianza, attraverso la quale gli investigatori ritengono di aver individuato beni riconducibili alle illecite attività del sodalizio, per i quali l'autorità giudiziaria ha emesso due distinti provvedimenti consistenti in
un decreto di sequestro preventivo ed in un sequestro preventivo d'urgenza.
Gli investigatori spiegano che le accuse riguardano, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere di stampo camorristico facente capo alla famiglia Cava di Quindici, di omicidio, estorsione, rapina, incendio, porto e detenzione di armi, detenzione, acquisto e cessione di sostanze stupefacenti.
06/06/2008 9.22

«DURO COLPO»

Il clan Cava avrebbe ricevuto il primo duro colpo, che lo ha quasi azzerato nei vertici e nei gregari, con l'operazione condotta nella notte dalle squadre mobili di Napoli e Avellino con il supporto dei commissariati dell'Irpinia
e l'impiego di circa 300 agenti.
E' quanto hanno affermato il pm della Dda di Napoli, Maria Antonietta Troncone, ed il questore di Avellino, Antonio De Jesu.
L'Operazione “Tempesta”, questo il nome scelto dagli investigatori, ha colpito gli uomini che secondo l'accusa i capi storici del clan Biagio ed Antonio Cava (detto "Ndò Ndo"), da tempo detenuti, avevano delegato a gestire l'organizzazione malavitosa.
Protagonista negli anni scorsi di una lunga faida con i rivali del clan Graziano, già decimato dalle forze dell'ordine, l'organizzazione dei Cava aveva mantenuto quasi intatte le proprie strutture ed aveva stretto alleanze nel nolano con i Fabbrocino ed in Irpinia con il clan Genovese.
Ramificazioni del clan sono emerse anche nel Lazio ed a Piacenza.
Sono 47 in totale - secondo i dati del questore di Avellino - le ordinanze di custodia cautelare eseguite, una decina delle quali sono state notificate a soggetti già detenuti. Due i
latitanti sfuggiti alla cattura.

06/06/2008 12.31