Confindustria VS Confcommercio:«giudizi sommari sul cementificio»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. L’onda lunga della polemica non risparmia l’iniziativa della Confcommercio che qualche giorno fa ha ufficializzato il suo impegno per la delocalizzazione del cementificio Lafarge. «Sconcerto e tristezza» sono state le reazioni della Confindustraia Pescara.

«L'autonoma iniziativa di Confcommercio», spiegano da Confindustria, «resta isolata anche rispetto allo sforzo di tutte le associazioni datoriali del territorio che hanno avviato - attraverso la costituzione del Forum dell'Economia e dello Sviluppo – un confronto sinergico e stabile sui principali temi e criticità della città. Corre l'obbligo di ricordare che la presenza dello stabilimento nella zona è avvenuta in conformità alla dislocazione industriale alla quale la pianificazione territoriale della città ha destinato l'area su cui ricade l'azienda. Quindi, una presenza legittima e compatibile, non fraudolenta e nociva da accomunare a qualsivoglia fatto di cronaca sulla malagestione dei rifiuti e sull'inquinamento di cui sono piene le cronache giornaliere. Trattamento, questo, che è stato invece riservato inopinatamente a danno della Lafarge su un quotidiano regionale di ieri».
Tali atteggiamenti e tendenze sarebbero mirate –secondo il sodalizio degli industriali- a delegittimare «solo chi è in regola ed a fare "di tutta l'erba un fascio"».
«Va notato», ribadisce Confindustria, «che l'azienda, dopo l'insediamento, si è sempre impegnata sugli aspetti legati alla compatibilità ambientale, introducendo continuamente sugli impianti tecniche innovative ai fini dell'abbattimento costante delle emissioni in atmosfera. Siffatto atteggiamento, peraltro, trova riscontro con l'impegno etico ed ambientale del gruppo Lafarge che l'ha portato a contribuire in maniera attiva alla stesura delle guide per migliorare l'impatto sociale ed ambientale attraverso la sua partecipazione alla "World Business Council for Sustainable Development – WBCSD –" un'associazione di circa 160 aziende internazionali unite dal comune impegno per lo Sviluppo Sostenibile sulla base di tre pilastri: crescita economica, equilibrio ecologico e progresso sociale. Quindi in linea con l'impegno etico e sociale instaurato con fatti concreti nella zona in cui insiste lo stabilimento».
«Suscita peraltro», chiude la nota, «notevole perplessità ed imbarazzo costatare che ad assumere tali posizioni pregiudiziali e demagogiche sia stata proprio una delle associazioni di rappresentanza del mondo economico e produttivo, normalmente impegnate invece a contrastarle. Si deve inoltre osservare che la stessa preoccupazione ed attenzione "ambientalista" non è stata riservata dalla Confcommercio all'inquinamento prodotto dal traffico veicolare nella nostra città».

30/05/2008 10.05