Istat: sempre più immigrati: chi delinque non è in regola

Alessandro Biancardi

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IL PAESE CHE CAMBIA. Come anno in questo periodo l’Istat pubblica il suo rapporto che fotografa nel dettaglio il nostro Paese con numeri che mai come questa volta segnano il passo ed il cambiamento dell’Italia sotto il profilo sociale ed economico. Il fenomeno più imponente (non solo dal punto di vista delle statistiche) è quello della immigrazione e degli stranieri che si sono inseriti nel tessuto sociale.


IL PAESE CHE CAMBIA. Come anno in questo periodo l'Istat pubblica il suo rapporto che fotografa nel dettaglio il nostro Paese con numeri che mai come questa volta segnano il passo ed il cambiamento dell'Italia sotto il profilo sociale ed economico. Il fenomeno più imponente (non solo dal punto di vista delle statistiche) è quello della immigrazione e degli stranieri che si sono inseriti nel tessuto sociale. I cittadini stranieri residenti in Italia sono 3,5 milioni (il 5,8 per cento del totale dei residenti), secondo le stime riferite al primo gennaio 2008. Nel 2007 si è assistito ad un loro consistente incremento, grazie ad un saldo migratorio con l'estero stimato in oltre 454 mila unità, il valore più alto finora registrato nel nostro Paese.
I cittadini rumeni –dice l'Istat- sono aumentati di quasi 300 mila unità nel 2007. Si stima che al primo gennaio 2008 i residenti provenienti dai paesi dell'Est europeo, neocomunitari o meno, contino per circa la metà di tutti gli stranieri residenti.

ROMENI E ALBANESI IN TESTA

Poco meno della metà degli stranieri residenti è assorbita da cinque differenti cittadinanze: Romania (circa 640 mila), Albania (oltre 400 mila), Marocco (circa 370 mila), Cina (circa 160 mila) e Ucraina (135 mila).
L'incidenza della popolazione straniera in Italia si sta allineando ai valori registrati in paesi di più consolidata tradizione immigratoria. Tra i paesi di più recente immigrazione, solo il saldo migratorio della Spagna (stimato in circa 685 mila unità) è superiore a quello dell'Italia nel 2007.
I dati sui permessi di soggiorno confermano che, dopo l'impennata dell'aumento di presenze regolari per lavoro verificatasi a seguito dei provvedimenti di regolarizzazione del 2002, nel periodo 2004-2007 l'incremento della presenza straniera regolare è dovuto prevalentemente ai flussi di ingresso per ricongiungimento familiare (+164 mila per le donne e +54 mila per gli uomini).

MASCHI E FEMMINE

Al primo gennaio 2007 si è raggiunto l'equilibrio tra i sessi per il complesso dei cittadini stranieri residenti, anche se permangono sostanziali differenze tra le comunità.
I cittadini provenienti da Ucraina, Moldova, Ecuador e Perù sono a netta prevalenza femminile, mentre tra i residenti africani e asiatici il rapporto è rispettivamente di 160 e 120 uomini per 100 donne.
Gli stranieri residenti sono prevalentemente giovani e in età attiva: uno su cinque è minorenne, uno su due ha un'età compresa tra 18 e 39 anni. Risiedono prevalentemente nelle regioni del Nord e del Centro del Paese: il 36,3%nel Nord-ovest, il 27,3 nel Nord-est, il 24,8 nel Centro e l'11,65 nel Mezzogiorno.
Uno straniero su quattro è residente in Lombardia, mentre proporzioni superiori al 10 per cento del totale degli stranieri residenti si registrano in Veneto, Emilia-Romagna e Lazio.
Albanesi, marocchini e rumeni sono presenti in modo significativo in tutte le aree del Paese.
Al primo gennaio 2007 gli albanesi rappresentano la comunità prevalente in Toscana (più di 51 mila individui, pari al 22 per cento del totale dei residenti stranieri nella regione), i marocchini in Emilia-Romagna (54 mila, pari al 17 per cento) e i rumeni nel Lazio (76 mila, pari al 23 per cento).

IL PROCESSO DI STABILIZZAZIONE

Prosegue la stabilizzazione delle comunità immigrate nel nostro Paese, testimoniata dal crescente numero di famiglie residenti in cui almeno un componente è straniero: si stima che ammontino al 3,7 per cento del totale delle famiglie al primo gennaio 2007.
All'incremento di questa tipologia familiare contribuiscono in modo prevalente i permessi di soggiorno concessi per motivi di famiglia, cresciuti dal 14,2 per cento del 1992 al 31,6 per cento del 2007. Sono soprattutto le mogli di immigrati già regolarmente presenti, insieme ai loro figli adolescenti, a fare ingresso nel nostro Paese.
I maggiori flussi provengono dall'Europa Centro-orientale, in particolare dall'Albania, dai paesi dell'ex Jugoslavia e dalla Romania.

AUMENTANO I MATRIMONI MISTI

Accanto alle famiglie ricomposte aumentano i matrimoni con almeno uno sposo straniero celebrati in Italia: oltre 34 mila nel 2006, pari al 14 per cento del totale dei matrimoni. I matrimoni più numerosi sono quelli misti, in cui uno dei due coniugi è di cittadinanza straniera.
Tra questi, la tipologia più frequente è quella in cui è la donna ad essere straniera (oltre 19 mila nozze celebrate nel 2006).
Nella metà dei casi gli uomini italiani sposano prevalentemente cittadine dell'Europa dell'Est, specialmente rumene, ucraine, polacche, russe, moldave e albanesi. Nel 22,5 per cento dei casi, invece, la sposa proviene dall'America Centro-meridionale, prevalentemente da Brasile, Ecuador, Perù e Cuba. Meno numerosi i matrimoni misti in cui è lo sposo ad essere straniero (circa 5 mila).
Le nozze riconducibili a questa tipologia avvengono prevalentemente tra donne italiane e uomini di origine Nord-africana (circa il 25 per cento dei casi) o provenienti dall'Europa Centro-orientale (21,4 per cento).
I casi in cui entrambi gli sposi sono stranieri e almeno uno dei due risiede in Italia sono poco più di 5 mila.

I NATI

Nel 2006 i nati da coppie di genitori stranieri sono quasi 58 mila, pari al 10,3 per cento del totale dei nati della popolazione residente. Questa proporzione sale al 14,3 per cento se si considerano anche i nati da coppie miste. Quando entrambi i genitori sono stranieri, questi provengono prevalentemente dal Marocco (circa 9 mila nati), dall'Albania (7 mila e seicento) e dalla Romania (6 mila e ottocento).
Più in generale, si osserva inoltre un'elevata omogamia per le comunità asiatiche e africane.
Nel 2006 le cittadine straniere residenti hanno avuto in media 2,5 figli per donna, il doppio di quelli avuti dalle italiane (1,26). Questa maggiore propensione ad avere figli mostrata dalle cittadine straniere ha contribuito significativamente alla ripresa della fecondità osservata nel nostro Paese dal 1995 per il complesso della popolazione residente (da 1,19 a 1,33 figli per donna nel 2007).

IL “CONTINGENTE” REGOLARIZZATO

Al primo gennaio 2007 risulta stabilizzato in Italia ben il 78 per cento del contingente iniziale dei regolarizzati. Molti immigrati, circa il 22 per cento, si sono trovati nell'impossibilità di ottenere la proroga del permesso di soggiorno, non essendo riusciti a mantenere una posizione lavorativa regolare. La “caduta” si è verificata, infatti, prevalentemente nel 2004 (96 mila permessi in meno, -15 per cento rispetto ai permessi iniziali), anno del primo rinnovo del permesso di soggiorno per la maggior parte degli stranieri regolarizzati.
Numerosi sono i cittadini stranieri che si sono sposati dopo la regolarizzazione (oltre 88 mila, pari al 28 per cento dei non coniugati). Hanno mostrato una elevata propensione a sposarsi i cittadini rumeni (24 mila, pari al 41 per cento dei non coniugati al primo gennaio 2004), ucraini (15 mila, 37 per cento), cinesi (3.600, 33 per cento) e moldavi (3.400, 32 per cento).

A SCUOLA

La presenza straniera è più elevata nei primi ordini scolastici, con 5,7 alunni non italiani ogni 100 iscritti nelle scuole dell'infanzia, quasi 7 per cento nelle primarie e 6,5 per cento nelle secondarie di primo grado. L'incidenza degli immigrati nelle scuole secondarie di secondo grado, seppur contenuta (3,8 per cento), è comunque in forte crescita, essendo triplicata negli ultimi cinque anni.
La maggior parte dei denunciati stranieri risulta non essere in regola con il permesso di soggiorno e, verosimilmente, non l'ha neppure richiesto. Ad esempio è in condizione di irregolarità l'80 per cento dei denunciati stranieri per reati contro la proprietà (soprattutto borseggio, furto di automobile o in appartamento). Il tasso di devianza degli stranieri regolari, cioè la quota di stranieri regolari denunciati
sul totale degli stranieri regolari, è pari al 2 per cento, un valore di poco superiore
a quello dei cittadini italiani.

28/05/2008 14.16