Cartiera Burgo, due giorni di speranza per scongiurare la chiusura

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

2464

CHIETI. Settimana decisiva per le sorti della Burgo, la cartiera di Chieti Scalo. Mercoledì l’azienda dovrebbe chiarire il futuro dello stabilimento e dei suoi 800 lavoratori e comunicare se intende chiudere i battenti. Ma prima, ovvero domani, della questione se ne parlerà anche al consiglio regionale.
In un incontro tenuto presso il Comune di Chieti, circa tre mesi fa, la direzione centrale della Burgo aveva assicurato a tutti i presenti, rappresentanti istituzionali e sindacali al completo, che non vi era nessuna ipotesi che prevedesse lo smantellamento dello stabilimento.
Nei giorni scorsi, invece, una inversione di tendenza e una notizia che ha gettato nello sconforto i dipendenti. La mobilitazione politica, in queste ore, è decisamente bipartisan.
Questa mattina, intanto, i lavoratori della cartiera si sono riuniti davanti allo stabilimento per difendere la fabbrica dai piani del Gruppo che mira ad azzerare l'insediamento teatino.
«Nell'esprimere solidarieta' e vicinanza ai lavoratori e alle loro famiglie» il consiglio Regionale impegna «il presidente della Regione a seguire direttamente la delicata vicenda della "Cartiera Burgo" di Chieti Scalo adottando ogni utile iniziativa tesa a garantire
la salvaguardia dei posti di lavoro».
E' questo il contenuto principale di una risoluzione urgente che il consigliere regionale Liberato Aceto (Udeur - Federazione di Centro) presentera' nel corso della seduta del Consiglio regionale
convocato per domani mattina.
«Mi auguro - ha dichiarato il Consigliere Aceto, che da tempo interviene sulla vicenda - che il presidente Del Turco, in virtu' dell'ormai imminente e devastante chiusura della storica "Cartiera Burgo" di Chieti Scalo, dall'alto della sua autorevolezza si adoperi fattivamente e in prima persona per scongiurare la perdita di ulteriori posti di lavoro nella nostra Regione. A tutti i rappresentanti politici – ha continuato Aceto chiedo vivamente di evitare qualsiasi strumentalizzazione su questa delicata vicenda. L'impegno deve essere comune, concreto e sinergico. L'obiettivo, infatti, di
garantire la stabilita' dei posti di lavoro delle maestranze della Burgo deve essere assolutamente raggiunto».
A portare la solidarietà anche un gruppo di politici tra i quali il senatore Fabrizio Di Stefano ed i consiglieri comunali di Chieti Mario Colantonio e Paolo Sablone
«La notizia della chiusura della cartiera», ha commentato invece il senatore del Pd Giovanni Legnini, «costituirebbe un grave e improvviso cambiamento di orientamento della proprietà dell'azienda, rispetto a tutto quanto comunicato e concordato negli ultimi due anni, in occasione di numerosi incontri in sede istituzionale e sindacale. Adesso c'è un cambio di orientamento inaccettabile e rende urgente una chiarificazione a tutti i livelli».

26/05/2008 14.37

PRC PROPONE MOBILITAZIONE CONTRO CHIUSURA

Il segretario provinciale del Prc di Chieti, Alessandro Feragalli, invita ad «una lotta vera, che
impegni tutta la città per impedire la chiusura della Cartiera Burgo», che occupa 300 persone.
«La via istituzionale è necessaria - ha aggiunto - ma ad essa non possono affidarsi le sorti di centinaia di lavoratori e delle loro famiglie. C'é bisogno di rivendicare con forza la
funzione sociale dell'impresa che non può essere guidata dalla sola idea del profitto. Il sito scalino è perfettamente in grado di stare sul mercato ed anzi ha dimostrato di poter diventare luogo importante per nuove produzioni, grazie alla versatilità e alle capacità dei lavoratori. Queste risorse
vanno sfruttate a favore del territorio, abbandonato dalle imprese produttive ed invaso dai centri commerciali».
Secondo Feragalli intorno alla Cartiera si gioca il futuro della città, che può diventare l'area del terziario consumistico e della precarietà o può diventare il luogo armonico della cultura, dell'Università, dei servizi ma anche della produzione di beni.
«Gli interessi speculativi nell'area - ha concluso - hanno preso il sopravvento, come era
facile prevedere. Di fatto si è proceduto a un mutamento di destinazione della zona e gli amministratori, quando non sono stati complici, non hanno avuto la capacità di capire cosa
stesse realmente accadendo».