Mensa polo elettronico, blitz della Pezzopane. «Il problema va risolto»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Dopo il silenzio seguito alla lettera ufficiale di chiarimenti inviata dalla Provincia, di concerto con il Comune la presidente Stefania Pezzopane ha effettuato un blitz ieri mattina nella sede di L’Aquila Sviluppo, accompagnata dall’assessore Ermanno Giorgi e da una delegazione di lavoratori del polo elettronico, per avere chiarimenti sulla situazione della mensa.
Sono stati ricevuti dal responsabile Pierluigi Parisse che ha indicato il 3 maggio come data certa per la riapertura dei locali della mensa, ma non del ripristino della cucina, su cui non sembra esistere, al momento, alcuna pianificazione.
Un tramezzo, è stato spiegato, realizzato da L'Aquila Sviluppo, separerà i locali adibiti a consumare i pasti da quelli della cucina, su cui grava la prescrizione dei Nas di sei mesi fa.
Lunedì verrà data comunicazione alle aziende, secondo quanto assicurato da Parisse, il quale ha precisato che i pasti saranno comunque veicolati, così come avveniva all'interno della tensostruttura provvisoria, e non cucinati in loco.
E' stato fissato per lunedì prossimo un sopralluogo di verifica dei lavori; alle 9.30 all'interno della mensa, si sono dati appuntamento L'Aquila Sviluppo, Provincia e lavoratori.
Nel frattempo la presidente Pezzopane, per superare l'ostacolo dell'adeguamento dei macchinari, che secondo L'Aquila Sviluppo comporterebbe una spesa per ora non sostenibile, ha proposto la rimodulazione dell'appalto con il fornitore.
Quest'ultimo potrebbe prendere in carico anche la fornitura dei macchinari, per avere pasti cucinati sul posto e di qualità sicuramente più adeguata.
«La mensa in fabbrica è il frutto di numerose lotte sindacali. Un diritto che non può essere soppresso per la burocrazia o l'inadempienza di alcuni – ha affermato Stefania Pezzopane – Approfondiremo l'ipotesi di rimodulare l'appalto per garantire ai lavoratori pasti adeguati oppure di negoziare un intervento di Sviluppo Italia».
«Una chiusura di sei mesi», ha continuato la presidente, «avrebbe dovuto sfociare in una soluzione definitiva, ma ancora oggi non è così. Porremo alla casa madre, ancora una volta, l'insoddisfazione delle amministrazioni locali per la gestione e chiederemo delucidazioni sulla scelta tampone della tensostruttura che è costata somme ingenti, non ha risolto la situazione ed ha procurato disagi ai lavoratori, costretti a mangiare ora al freddo, ora al caldo e tra polvere e pollini».
24/05/2008 10.54