Cava di Pescomaggiore, i documenti arrivano ma è troppo tardi

Alessandro Biancardi

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Cava di Pescomaggiore, i documenti arrivano ma è troppo tardi
PESCOMAGGIORE. Con l'intervento del Difensore Civico solo il 13 maggio il comitato per la rinascita di Pescomaggiore ha avuto accesso ad una parte degli atti richiesti sul futuro delle cave del Comune ed è in attesa di poter visionare compiutamente la voluminosa documentazione.
Intanto nella seduta del 21 maggio la II^ Commissione Consiliare Permanente (Territorio), a porte chiuse, ha espresso parere favorevole alla proposta del settore Ambiente, avallata dalla Giunta Comunale, di mutamento di destinazione di ulteriori terre civiche di Pescomaggiore e di Paganica per lo sviluppo di un'impresa privata.
«Nonostante le osservazioni, gli avvisi e le istanze del Comitato», spiega l'avvocato Dario D'Alessandro, «per ottenere la sospensione del procedimento e la revoca della precedente deliberazione n. 41/07, almeno fino ad una compiuta e condivisa valutazione dei costi e dei benefici per la collettività proprietaria, è stata assunta una "non decisione" sostanzialmente confermativa di scelte assolutamente immotivate ed a dire poco deleterie per la comunità».
I danni, stimando solo il valore del materiale estratto e la perdita dei valori immobiliari, secondo il comitato supererebbero i 9 milioni di euro nell'ultimo quinquennio; «ben più difficile», continua D'Alessandro, «misurare gli ulteriori pregiudizi (acqua, rumori, polveri, salute, fauna, non uso, opportunità alternative) arrecati agli abitanti presenti e futuri di Pescomaggiore».
Ora è il consiglio comunale a doversi pronunciare. «Sono stati chiesti ragionevoli tempi e strumenti per conoscere, dibattere e decidere democraticamente, com'è diritto», continua il comitato. «Negarli significa usurparlo nell'interesse di una minoranza organizzata a fini di lucro. A questa usurpazione il Comitato si opporrà con ogni mezzo legale».

23/05/2008 11.14