Movimento Civico Teate:«la situazione del Tribunale di Chieti è disastrosa»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. «La situazione logistica in cui versa il Tribunale di Chieti è a dir poco scandalosa». La denuncia parte del movimento civico Teate che analizza la situazione dell'edificio di piazza Vittorio Emanuele II, dove ci sono le sezioni Penale, Civile e Lavoro. Una situazione che si trascina da anni aggravandosi con la mole di lavoro che si accumula.


CHIETI. «La situazione logistica in cui versa il Tribunale di Chieti è a dir poco scandalosa». La denuncia parte del movimento civico Teate che analizza la situazione dell'edificio di piazza Vittorio Emanuele II, dove ci sono le sezioni Penale, Civile e Lavoro. Una situazione che si trascina da anni aggravandosi con la mole di lavoro che si accumula.


Il movimento parla di «spazi a dir poco angusti» di cancellerie e aule di udienze e di una «drammatica carenza di personale». E proprio a causa degli spazi ristretti c'è stata una delocalizzazione degli altri uffici.
Nei "piani alti" del palazzo delle Poste Centrali, a circa 400 metri dalla sede centrale, hanno trovato asilo gli uffici della Procura della Repubblica e del Casellario Giudiziale.
In piazza Malta, in un elegante palazzo recentemente ristrutturato e di proprietà della società Lamante sono situati gli uffici del Giudice di Pace e quelli dell'U.U.N.E.P.
«A quanto ammonta il canone di locazione?», si chiede il movimento che assicura: «una tale dispersione di uffici è riscontrabili solamente in grandi sedi, quali il Tribunale di Roma o quello di Napoli, dove peraltro il problema è stato praticamente risolto con la collocazione del Tribunale nei grattacieli del moderno Centro Direzionale del quartiere Vicaria».
E invece a Chieti per avvocati e addetti ai lavori la situazione è più complicata.
«L'ex sindaco Cucullo», ricorda ancora l'associazione politica-culturale, «ai tempi della sua prima amministrazione, propose la sopraelevazione della sede centrale del Tribunale al fine di rivendicare una sede distaccata della Corte d'Appello de L'Aquila».
Non se ne fece nulla «mentre una realtà costiera a noi vicina, leggasi Pescara, dove la pioggia di denari pubblici e privati sembra non aver mai fine, è arrivata a costruire un Tribunale ultramoderno ed accogliente e rivendica la sezione della Corte d'Appello».
Problemi sulle spalle di migliaia di operatori che tutti i giorni sono costretti a recarsi in città e nelle sedi del tribunale per lavoro. Disagi che finora nessuno ha saputo risolvere né tanto meno pianificare strategie valide e concrete.
L'associazione si augura che finalmente possa aprirsi un serio dibattito sull'argomento e con l'aiuto degli amministratori locali e quelli in parlamento si possa giungere a soluzioni che non saranno di sicuro a breve termine.

21/05/2008 10.48