«Pescara senza bandiera blu e turismo al palo: colpa della diga foranea»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

2637

«Pescara senza bandiera blu e turismo al palo: colpa della diga foranea»
PESCARA. Estate alle porte: puntuali si rinnovano le polemiche e le accuse incrociate per un problema sentito (ma solo in questo periodo): l'inquinamento del mare nella zona centrale della città.
Un problema che non preoccupa per 10 mesi l'anno e che, invece, diventa foriero di problemi economici ingenti nel periodo estivo: è chiaro che le attività commerciali e balneari risentono molto del fatto di non poter vantare un mare pulito.
L'associazione Codici oggi interviene con una operazione "memoria" utile per capire le vere ragioni del problema.
Perché nessuna associazione di categoria non si è mai domandata come mai Pescara non può avere la bandiera blu?
Sembra ormai una cosa assodata: il vessillo è un miraggio, non ne vale nemmeno la pena parlare, sembrerebbero pensare gli operatori del settore.
L'associazione Codici non usa metafore e chiaramente ne indica le cause: «il divieto di balneazione è legato alla posizione, alla dimensione e alla forma della diga foranea che impedisce una rapida diffusione delle acque fluviali, spingendole verso la battigia settentrionale nel tratto prospiciente la foce del fiume Pescara».
«Le foto aeree, infatti», aggiunge Codici, «dimostrano l'abbassamento della temperatura delle acque marine vicino alla linea di costa (le acque fluviali, infatti, sono sempre più fredde di quelle del mare) e la riduzione della loro trasparenza a causa della torbidità naturale fluviale. Questi inconvenienti ormai strutturali non devono indurre né al fatalismo, né al lassismo, ma devono stimolare gli Enti preposti a salvaguardare in modo più attento la purezza delle acque del fiume Pescara che, indiscutibilmente, sono pure in prossimità dalla sorgente».
La natura essenzialmente biologica dell'inquinamento alla foce, ricorda Codici, ha evidenziato, come sostenuto in diverse relazioni scientifiche, che tale inquinamento dipende prevalentemente dagli scarichi fognari incontrollati degli insediamenti urbani limitrofi al fiume (Pescara, Spoltore, San Giovanni Teatino, Chieti).
«A tal fine», spiega ancora l'associazione dei consumatori, «risulta che negli ultimi anni gli Enti preposti hanno investito ingenti fondi per realizzare collettori fognari e per rendere efficienti gli impianti di depurazione esistenti per convogliare in modo migliore e senza dispersione i liquami ai depuratori di Chieti e Pescara che dovrebbero garantire l'abbattimento del carico inquinante nel rispetto dei limiti di legge.
«La Regione Abruzzo, l'Arta, i Comuni, l'Ato, gli Enti gestori», si legge in una nota di Codici, «hanno il compito di accertare che i processi richiamati (raccolta, collettamento, depurazione) si svolgano in modo corretto. I depuratori, inoltre, nei limiti della loro capacità tecnica residua depurante, possono trattare anche reflui speciali non pericolosi secondo oculate e specifiche valutazioni e conseguenti prescrizioni della Regione Gestione Ambiente e Rifiuti; cioè può essere autorizzata la immissione all'ingresso dei depuratori, insieme ai liquami provenienti dagli insediamenti civili, di reflui speciali non pericolosi. Tali reflui verrebbero trasportati con autobotti secondo volumi giornalieri non superabili e con caratteristiche inquinanti ben limitate, nel rispetto cioè di parametri chimici, biologici volumetrici individuati dalla Regione in base a progetti specifici e compatibili quindi con la capacità residua depurante dei singoli depuratori. Naturalmente la efficienza depurativa dovrebbe essere accertata con prelievi ed analisi effettuati sul refluo restituito al fiume sia dalle società che gestiscono i depuratori, sia dalla Regione Abruzzo che ha un ruolo di controllo e di verifica».
L'associazione allora chiede agli enti preposti che si accertasse che le reti fognarie non scarichino più i liquami direttamente nel fiume e che i controlli fossero più serrati.
E poi un pungolo per tutti gli enti:«il grave danno di immagine derivato dalla mancata assegnazione della bandiera blu deve servire per fare meglio e pretendere che si lavori per ottenerlo un giorno»
20/05/2008 14.46

[url=http://www.primadanoi.it/search.php?query=diga+foranea&andor=exact&mids%5B%5D=6&mids%5B%5D=11&mids%5B%5D=13&mids%5B%5D=2&mids%5B%5D=7&mids%5B%5D=5&submit=Cerca&action=results&id=c2d1a9e0c2e554fb2229b9c1f59db343]TUTTI I NOSTRI APPROFONDIMENTI SULLO SCANDALO DEL PORTO DI PESCARA[/url]