L'interrogatorio, Dezio sereno respinge ogni addebito

Alessandro Biancardi

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 L'interrogatorio, Dezio sereno respinge ogni addebito
PESCARA. E' arrivato in Tribunale con molto anticipo, accompagnato dai suoi due difensori, Guido Dezio, dirigente del Comune di Pescara agli arresti domiciliari da martedì scorso. Questa mattina per lui l'udienza di convalida dell'arresto. Il braccio destro del sindaco ha risposto alle domande e dunque ha preferito non avvalersi della facoltà di non rispondere.
Un interrogatorio di garanzia durato circa un'ora e quaranta minuti: domande a raffica da parte del giudice per le indagini preliminari Luca De Ninis. Presente nell'aula, per gran parte del tempo, anche il pm Gennaro Varone. Dezio ha respinto ogni accusa e addebito mossogli dalla Procura negando di aver mai preso tangenti e dunque respingendo le accuse di concussione continuata e tentata concussione.
Alla fine i legali di Dezio hanno chiesto la scarcerazione immediata del loro cliente mentre il pm si opporrà e chiederà che venga mantenuta la misura cautelare degli arresti.

DEZIO TRANQUILLO E SORRIDENTE

Dieci minuti prima delle 11 Dezio è arrivato in Tribunale. Al primo piano dove di solito si tengono le udienze preliminari era lì, volto sereno e sorridente, vestito grigio scuro con camicia chiara e cravatta ha salutato con un sorriso i giornalisti presenti e si è intrattenuto qualche minuto a parlare con i suoi avvocati mentre stabilivano gli ultimi dettagli della linea difensiva e sfogliavano documenti.
Una tranquillità discreta senza mai sottrarsi ai flash dei fotografi e alle telecamere.
Alle 11 sono saliti al terzo piano per l'inizio dell'interrogatorio di garanzia che si è tenuto all'interno della procura, blindata e off limits per i giornalisti per espressi ordini.
Dezio per la prima volta ha raccontato la sua versione dei fatti.
Da martedì è agli arresti domiciliari il dirigente del settore Appalti e Demanio e deve difendersi dall'accusa di aver preso una tangente di 10mila euro dalla società di vigilanza Aquila per il prolungamento dell'appalto vinto in precedenza.
Un altro tentativo di concussione secondo l'accusa sarebbe stato messo in atto verso la ditta che avrebbe preso in gestione il bar del tribunale. La procura contesta a Dezio la richiesta di denaro per 20mila euro.
«Oggi l'interrogatorio era incentrato a capire se ricorrono le circostanze ed i presupposti delle misure cautelari», ha detto l'avvocato Pilotti Aielli, accompagnato dal collega Marco Spagnuolo, «in questo caso per noi non ricorrono assolutamente, per questo chiederemo la cessazione immediata degli arresti domiciliari. Ci riserviamo di dimostrare carte alla mano tutto quanto sostenuto finora in un interrogatorio che scenderà nel merito dei fatti contestati».
Il pm Varone che aveva chiesto al gip la misura della custodia cautelare in carcere probabilmente si opporrà alla richiesta di scarcerazione perché potrebbero ancora ricorrere i pericoli di inquinamento probatorio.
Sarà il gip De Ninis ora a prendere una decisione che è attesa nelle prossime ore.

20/05/2008 13.32