Prostituta torturata, preso il presunto responsabile

Alessandro Biancardi

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Prostituta torturata, preso il presunto responsabile
MONTESILVANO. Un dramma della clandestinità, una storia di vessazioni e prepotenza quella subita dalla giovane prostituta romena di 20 anni torturata nei giorni scorsi. Lei non voleva lavorare in strada e così sono partite le violenze. STRANIERI: CONTROLLI A TAPPETO DEI CARABINIERI IN TUTTA LA REGIONE
Solo nel tardo pomeriggio di ieri è stato arrestato il presunto responsabile: si tratta di Daniel Raducan, romeno di 29enne senza fissa dimora, accusato di induzione e sfruttamento della prostituzione, riduzione in schiavitù e lesioni personali.
La ragazza è stata salvata casualmente dai carabinieri, nella notte tra domenica e lunedì in una delle retate predisposte dal comando provinciale lungo la riviera tra Pescara e Montesilvano per arginare il fenomeno della prostituzione.
Proprio quella operazione ha consentito di liberare la giovane vittima che, nonostante le ferite, le contusioni e il trauma psicologico, continuava a battere.
Nel corso della maxi retata i militari hanno portato in caserma alcune straniere: solo una volta giunti negli uffici, nel momento di verbalizzare i dati delle donne, i militari hanno fatto l'incredibile scoperta.
Tra le prostitute ve ne era una, romena, giovanissima, appena 20 anni, con ferite e lesioni in varie parti del corpo.
I carabinieri l'hanno portata immediatamente all'ospedale di Pescara dove è stata medicata.
I medici le hanno riscontrato diverse fratture alle costole, una frattura al dito della mano destra, escoriazioni multiple, trauma cranico, evidenti ferite all'occhio destro e sinistro: una situazione clinica complessa, giudicata guaribile in 40 giorni.
Subito è iniziato l'interrogatorio alla giovane vittima.
I carabinieri hanno faticato molto per guadagnarsi la sua fiducia. La ragazza, infatti, in chiaro stato di shock aveva qualche reticenza a parlare.

IL RACCONTO DELLA VITTIMA

Ma con delicatezza è stata spronata dai militari che le hanno fatto capire l'importanza della sua testimonianza. Così, superati i dubbi, ha cominciato a raccontare tutto.
E' stata un fiume in piena e forse in quegli attimi ha capito che era diventata una donna libera.
La ragazza ha raccontato di abitare a Montesilvano e che contro la sua volontà era costretta a prostituirsi.
L'imposizione arrivava da alcuni connazionali ai quali consegnava tutti i guadagni percepiti.
A lei non restava nemmeno un euro.
I suoi sfruttatori avevano cominciato a picchiarla e maltrattarla perché lei non voleva fare la vita.
Probabilmente era arrivata in Italia con altre aspettative e quando ha capito il suo vero mestiere ha tentato di ribellarsi. Ma la ribellione le è costata cara.
Calci e pugni arrivavano ad ogni suo no: ha raccontato di essere stata calpestata, picchiata, torturata e maltrattata per diversi giorni.
Le hanno strappato i capelli, le hanno bruciato la schiena, tutto perché non stava agli ordini.
La sua testa è stata sbattuta contro il muro e con un paio di tronchesi le hanno tagliato i lobi delle orecchie.
Per non far sentire le urla ai vicini di casa le hanno tappato la bocca con il nastro adesivo.
Non veniva usata pietà: doveva obbedire e basta.
Grazie ai racconti della giovane i militari sono riusciti a risalire esattamente all'appartamento di Montesilvano, in via Adda 4, dove avvenivano le torture: è stata sempre lei a consegnargli le chiavi di casa.
Lì dentro sono entrati ieri pomeriggio i militari: dopo una attenta perquisizione sono stati ritrovati anche i tronchesi, con tracce di sangue, usati probabilmente per seviziarla.
Hanno aspettato l'aguzzino che come previsto è finito in trappola, incredulo davanti ai militari riusciti ad entrare in casa.
Per lui le manette ed accuse pesantissime da cui sarà molto difficile difendersi.
Ma le indagini dei carabinieri in queste ore stanno andando avanti. Bisogna capire se la ventenne fosse l'unica a vivere in quelle condizioni e se il protettore facesse parte di una ben più ampia organizzazione criminale.
I militari cercheranno inoltre di risalire alla data esatta dell'arrivo della giovane e scoprire come sia arrivata in Italia.

UNA FINTA PROMESSA DI MATRIMONIO PER PORTARLA IN ITALIA

Quando e' arrivata in caserma la donna era affamata: non mangiava da due giorni, hanno raccontato i carabinieri, ed ha divorato le merendine che le sono state offerte dai militari.
Le sue colleghe sono state solidali con lei: alcune di loro le hanno perfino offerto il guadagno della serata e si sono augurate fino all'ultimo che l'aguzzino cadesse nella trappola.
La "lucciola" romena, che appartiene ad una famiglia di contadini, e' arrivata piena di speranze e i suoi genitori, poverissimi, l'hanno lasciata andare credendo alle promesse di matrimonio di Raducan. Ora e' affidata ad una associazione.
Raducan, che e' un rom, ha precedenti per estorsione, lesioni e minacce. Senza avere pieta' per la ragazza, le aveva chiesto anche di avere rapporti non protetti e dopo il controllo dei carabinieri era pronto a rimandarla in strada.

a.b. 20/05/2008 11.03

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STRANIERI: CONTROLLI A TAPPETO DEI CARABINIERI IN TUTTA LA REGIONE
ABRUZZO. Ieri è scattata una vasta operazione di controllo del territorio regionale svolto dai vari comandi provinciali dei carabinieri. L'obiettivo è la sicurezza ed il controllo degli stranieri e di tutte le attività eventualmente illecite svolte da clandestini.
Il comando provinciale di Chieti ha controllato sul territorio della provincia 110 stranieri, 3 sono stati denunciati perché irregolari, 2 denunciati per porto abusivo di coltello.
Sono stati controllati 3 esercizi pubblici, sequestrati 3 coltelli.
All'operazione hanno preso parte 53 militari, 27 automezzi ed un elicottero.
Il comando provinciale di Teramo, invece, ha battuto la costa ed i comuni della Val Vibrata, Vomano, Val Tordino e della Val Sinello.
In questo caso sono stati tratti in arresto 3 cinesi per violazione della legge Bossi-Fini, posto sotto sequestro un laboratorio artigianale del valore di 350mila euro gestito sempre da un cittadino cinese e denunciato per impiego di manodopera clandestina, ben 7 lavoratori non regolari.

20/05/2008 8.16