Ospedale Chieti, i primari:«è emergenza personale»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Durante un incontro svoltosi nei giorni scorsi tra la Direzione sanitaria aziendale e i Direttori delle Unità operative del Presidio Ospedaliero "SS'Annunziata" di Chieti si è giunti a una valutazione condivisa su diversi punti.
Nel 2007,infatti, i risultati parlano di una riduzione del 21,5 % dei ricoveri ordinari impropri, del 12,2 % dei ricoveri diurni impropri e la stabilizzazione della mobilità attiva al 54 %. Queste cifre sarebbero l'espressione concreta dell'impegno che il personale sanitario di Chieti ha profuso per il raggiungimento degli obiettivi richiesti, dal Governo nazionale e regionale, secondo il Piano di risanamento economico del Servizio sanitario regionale.
«Tali obiettivi, infatti», è stato ricordato nella riunione, «sono stati raggiunti nonostante le 988 unità perse in passato nel Presidio di Chieti, a causa dell'errata certificazione della pianta organica – situazione mai sanata da interventi della precedente Direzione aziendale, del Governo regionale o nazionale – e nonostante il numero di personale operante a part-time (115 unità) o esonerato da alcune mansioni (turni di reparto) per ragioni di salute (450 unità). Nonostante questo, la Asl di Chieti ha conservato il più basso costo regionale del personale per unità di prestazione erogata».
«Purtroppo», dicono i primari, «i provvedimenti urgenti che l'Azienda si accinge ad adottare per fare fronte alla carenza di personale infermieristico e tecnico e le prescrizioni formulate dalla Giunta Regionale (con la delibera n. 170/2008) confermano la preoccupazione – già rilevata dall'Istituto di studi e analisi economica (ISAE) – che la correzione dei disavanzi economici del Sistema sanitario nazionale basati su meccanismi sanzionatori, se interpretati rigidamente, possono rendere irrealizzabili gli obiettivi di riorganizzazione dell'offerta ospedaliera e di miglioramento dell'assistenza ai cittadini previsti dall'accordo con il Ministero della Salute».
Secondo i primari appaiono contraddittori, da un lato, la richiesta di rispettare il Piano sanitario nazionale e regionale e, dall'altro, il costante depauperamento del personale sanitario realmente utilizzabile nell'ordinaria attività dei reparti di degenza e terapia.
«Sollecitiamo dunque», dicono i primari, «il livello politico e amministrativo regionale a valutare l'opportunità di raggruppare, in un unico capitolo di spesa regionale, il costo del personale con limiti di produttività o di servizio, determinando nel Presidio ospedaliero di Chieti un parziale reintegro delle figure professionali indispensabili per garantire un'attività sanitaria senza interruzioni e con una normale efficienza dei reparti specialistici disponibili».

20/05/2008 8.57