Arresto Dezio: politica ed elezioni nel mirino

Alessandro Biancardi

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Arresto Dezio: politica ed elezioni nel mirino
PESCARA. Solo una settimana fa da queste pagine si parlava delle indagini che avevano al centro la vita politica della città. Ieri un segnale inequivocabile è arrivato dalla procura. Dietro il provvedimento di arresto del «segretario particolare del sindaco», nonchè dirigente del settore patrimonio e provveditorato del Comune ci sono i 2/3 degli uomini dell'inchiesta sulle tangenti di Montesilvano Ciclone: il pm Gennaro Varone ed il gip Luca De Ninis. (Nella foto Dezio è al centro dietro il comandante dei carabinieri Alaia, si vedono a sinistra il procuratore Trifuoggi e a destra D'Alfonso) IERI MATTINA LA NOTIZIA DELL’ARRESTO
Una nuova inchiesta, questa, che non ha nulla a che fare con le precedenti due che vedono pure al centro il dirigente Guido Dezio (concorso da dirigente al Comune; urbanistica e tangenti).
Una inchiesta che può beneficiare di una segnalazione importante su un fatto di poco conto ma che ha portato gli investigatori a "ragionare" sul perché quegli atti seguissero una procedura apparentemente irregolare e non conforme.
Le irregolarità riscontrate riguardavano l'emissione di certificati anagrafici rilasciati privi di diritti di segreteria. Pochi centesimi che però sono costati una fortuna al pupillo del sindaco.
Magari solo sfortunato lui, perchè per «pura casualità», andando a rovistare, gli inquirenti hanno trovato quello che non si aspettavano e che ha dato la stura ad una indagine che doveva andare diversamente.

DICEMBRE: LA SEGNALAZIONE E LA "MINUTA"

Qualcosa avviene verso la fine dell'anno passato.
E' il mese di dicembre. Probabilmente qualche soffiata arriva proprio alla polizia postale.
La segnalazione parla di qualcosa di irregolare che accade nel rilascio dei certificati anagrafici.
C'è chi invece parla di qualcuno che avrebbe notato piccole stranezze in alcuni di questi documenti.
Una questione che riguardava strettamente il sistema informatico del Comune: ecco perchè in un primo momento il caso che pareva "banale" è stato affidato alla polizia postale, specializzata in reati informatici e telematici.
Parallelamente partono le intercettazioni: ascolto accurato dei movimenti di Dezio. Probabilmente qualche frase poco chiara ha insospettito gli inquirenti che poi qualche settimana dopo nell'ambito di una perquisizione sono andati a colpo sicuro ed hanno trovato una "minuta".
Secondo quanto si è potuto apprendere si potrebbe trattare di una sorta di registro dove Dezio annotava le cifre da riscuotere dalle ditte.
Un elenco, alcune ditte. Quante? Impossibile saperlo al momento.
«Molteplici» assicurano fonti della procura.
Intanto pare confermato un tentativo di concussione andato a buon fine (dunque cifra incassata) di 10mila euro ed un tentativo di riscuoterne altri 20mila da una seconda ditta.
Imprese che già avevano vinto appalti e che avrebbero dovuto pagare -secondo quanto ipotizza la procura- per vedersi rinnovato il contratto.
Si potrebbe trattare di ditte di servizi che operano per conto del Comune e che riguardano diversi ambiti.
Non si esclude nemmeno che alcune persone abbiano vuotato il sacco e fornito preziosi elementi agli inquirenti.

PERQUISIZIONI E INTERCETTAZIONI

Una pila alta poco più di un metro. Faldoni di documenti, carte, verbali, contratti di appalti: tutti presi in una serie di sequestri operati negli ultimi due mesi a casa e nell'ufficio di Dezio.
E poi un paio di pc con tutti i file in esso contenuti e copie di file stipati in cinque dvd. Tutto materiale che la procura per mezzo di un perito dovrà analizzare e valutare.
Ci vorranno di sicuro alcune settimane, forse qualche mese per venirne a capo ed avere qualche certezza.
Per ora infatti le notizie rimangono poche e frammentarie. Le indagini sono comunque in fase iniziale.

«ALCUNE CENTINAIA DI CERTIFICATI ANAGRAFICI»

Forse 350, magari 400, non più di 500.
Tutto parte dai certificati anagrafici rilasciati con procedure anomale, qualcuno dice «con troppa facilità». Qualcosa non torna.
Qualcuno ci riflette su e cerca di andare a fondo.
E' solo per caso che si scopriranno le presunte dazioni di denaro da parte di ditte al dirigente comunale.
Una strada imboccata dopo un bivio che l'indagine principale non prevedeva.
La meta rimane però sempre cercare di capire perchè -secondo la procura- questi certificati erano emessi senza far pagare il corrispettivo di segreteria. A meno di quattro mesi dalle elezioni.
A che servivano?

NUOVE RESIDENZE, NUOVI VOTANTI

Che le cose siano appena all'inizio è chiaro anche se sono trascorsi cinque mesi, tempo utile per capire e conoscere il fenomeno ed i fatti.
Ma dai documenti sequestrati negli ultimi giorni, a casa e in ufficio, potrebbero emergere nuovi scenari perchè le prove inconfutabili dovranno venir fuori dalle carte, così come accaduto per il Ciclone.
Ed anche questa inchiesta dovrà chiarire perchè e secondo quali schemi si ipotizza una dazione di denaro da parte delle ditte, se insomma era un sistema o uno scivolone imprudente isolato.
Gli inquirenti, però, avrebbero già almeno due, forse tre filoni che starebbero seguendo perchè ascoltando ascoltando di cose se ne apprendono...
Non si esclude nemmeno un risvolto diretto sulle passate elezioni perchè i nuovi residenti che non pagavano nulla potrebbero aver dato in cambio qualcosa, magari un voto.
E pare sia questa la pista che la procura stia seguendo, voti che a conti fatti -se le ipotesi degli inquirenti dovessero risultare fondate- potrebbero pesare ancora una volta sulla politica.
La vittoria al primo turno di D'Alfonso è stata schiacciante ed ha mosso migliaia di persone anche se l'ha spuntata al primo turno per soli 279 voti.
Ma questa forse è un'altra storia. Forse.

INDAGINI ALLA POLIZIA POSTALE

La cosa che è apparsa quantomeno insolita -non solo ai giornalisti- ma addirittura agli stessi inquirenti è stato l'incarico affidato dalla procura alla polizia postale.
Se è vero che l'inizio non prometteva certi risvolti, è vero che c'è stato un momento cruciale nel quale un piccolo drappello è stato chiamato a rapporto per lavorare in gran segreto senza raccontare nulla nemmeno ai colleghi di scrivania.
Perché questa volta è stata scelta la polizia postale non la squadra Mobile con più mezzi, uomini ed esperienza in materia?
Impossibile dirlo ma visto il totale riserbo c'è qualcuno che si è ricordato delle talpe che hanno "lavorato" sia nelle inchieste di Montesilvano che in quelle pescaresi sulle tangenti per cui non si esclude che possa essere stata una scelta dettata dalla necessità di acquisire -in maniera indiretta- qualche informazione utile sulla fuga di notizie.
Un gran lavoro svolto non senza difficoltà dalla polizia postale, coordinata della dirigente Monaco, che ha dovuto fronteggiare problemi di organico e di metodo poichè il gruppo è abituato a lavorare su altri fronti. Ma il lavoro ha avuto i suoi frutti e dell'altro attende...


TANTI RIGUARDI PER L'ARRESTATO ECCELLENTE

Quello di ieri è stato un arresto speciale sia per modalità che per il rituale seguito.
Ma non sono deduzioni quanto valutazioni su fatti peraltro confermate in più occasioni direttamente dagli stessi inquirenti.
Un vero e proprio trattamento particolare, quasi con i guanti, per «l'arrestato eccellente», che è «persona in vista», «importante»,.
Un riguardo che di solito non si ha per esempio per i rom arrestati per droga o per delinquenti di strada per i quali si fanno conferenze stampa e foto di rito.
Persino verificare la notizia dell'arresto è stato complicato quando di solito vengono diramati comunicati stampa e convocate conferenze. Nel caso di ieri il comunicato è arrivato solo dopo le 13.
L'indagato è arrivato in tutta fretta nella sede della polpost.
Ai giornalisti che piantonavano il quarto piano dell'ex palazzo delle poste è stato cortesemente chiesto di scendere e di uscire dall'edificio mentre Dezio veniva tenuto in un piano intermedio per evitare che venisse fotografato.
Poi nel pomeriggio alcuni uomini della polizia fanno filtrare la notizia (falsa) della secretazione degli atti, un modo nemmeno troppo velato di far capire che nulla verrà detto per «il carattere delicato dell'indagine che investe la politica».
C'è poi un altro episodio molto strano.
Nella tarda mattinata di ieri, quando la notizia era già stata pubblicata da PrimaDaNoi.it, alcune persone giurano di aver visto aggirarsi -apparentemente da solo- Guido Dezio all'interno del Comune, pare accompagnato a distanza dai poliziotti per non dare nell'occhio e creare scalpore.
«Non ci piace la spettacolarizzazione» spiega qualche poliziotto.
E dopo sette ore di attesa, terminate tutte le formalità del caso e la verbalizzazione dell'intero inventario di documenti sequestrati, ai giornalisti che stazionavano ancora nell'androne del palazzo è stato cortesemente rivolto l'invito di allontanarsi per evitare di fotografare l'indagato all'uscita che è apparso sorridente e apparentemente tranquillo.

a.b. 14/05/2008 8.30