Camera di Commercio, «Chieti è la provincia più forte nell'economia abruzzese»

Alessandro Biancardi

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CHIETI AL MICROSCOPIO. La Camera di Commercio di Chieti, nell'ambito della sesta edizione della "Giornata dell'Economia", ha presentato ieri mattina il "Rapporto sull'economia della provincia di Chieti". Ecco cosa è saltato fuori.



CHIETI AL MICROSCOPIO. La Camera di Commercio di Chieti, nell'ambito della sesta edizione della "Giornata dell'Economia", ha presentato ieri mattina il "Rapporto sull'economia della provincia di Chieti". Ecco cosa è saltato fuori. Un dato certamente positivo e che qualifica il territorio chietino come «la provincia che contribuisce maggiormente all'economia dell'Abruzzo» è quello relativo alla ricchezza prodotta nel 2007 con un Pil nominale di 9 miliari di euro, mentre le altre province abruzzesi non sono andate oltre a 6-6,5 miliardi di euro.
La bontà di questa performance economica, secondo la relazione della Camera di Commercio, risulta evidente anche confrontandola con quella dell'Italia, visto che Chieti ha mostrato nel periodo 2003-2007 una dinamica di crescita (+15,4%) superiore a quella dell'Italia (+14,9%), anche se non va trascurato il fatto che nel 2007 si è registrato un dato inferiore, anche se di poco, a quello medio italiano (+3,5% Chieti; +4,0% Italia).
Lo sviluppo economico della provincia non sembra, quindi, essere stato influenzato più di tanto dalla ridotta crescita - in termini quantitativi - del tessuto imprenditoriale negli ultimi anni (+2,2% nel periodo 2001 - 2007), ma anzi l'evoluzione negativa del numero di imprese nel 2007 (-1,5%) non ha impedito al Pil di crescere con un tasso del 3,5%.

IL COMMERCIO INTERNAZIONALE

Uno degli aspetti senz'altro più rassicuranti è quello legato al commercio internazionale. L'economia della provincia di Chieti, infatti, presenta un elevato tasso di apertura, tanto che la somma di esportazioni ed importazioni rappresenta l'80% del Pil della provincia, una percentuale doppia di quella media regionale (41,8%), e più alta di quella media nazionale (47,4%).
Il 2007 conferma il trend positivo, visto che il tasso di crescita annuale è stato del 18,7%, un dato ancora più elevato rispetto a quello medio dell'Abruzzo (11,8%) e a quello nazionale (8%).
L'ottima performance sui mercati esteri è attribuibile in larga parte al comparto dei "mezzi di trasporto", che da solo rappresenta la metà dell'export della provincia di Chieti (2,5 miliardi di euro su un totale di 4,8) e che, in un solo anno, è cresciuto del 31,6%, un tasso quasi doppio rispetto all'aumento medio dell'export (18,7%).
«Oltre a quanto contenuto nel Rapporto – ha commentato il presidente della Camera di Commercio di Chieti Dino Di Vincenzo – vanno sottolineati due elementi. Da un lato l'evidente rallentamento delle costruzioni, dall'altro, il grande potenziale non ancora completamente sfruttato del comparto turistico che ritengo in grado di generare benefici diretti ed indiretti distribuiti sia a breve sia a lungo termine».

MA IL TENORE DELLA VITA NON E' COSI' SODDISFACENTE

Se il sistema delle imprese ha chiuso il 2007 con un bilancio tutto sommato favorevole, non si può dire lo stesso per quanto attiene al tenore di vita registrato a livello provinciale.
I dati relativi al Pil pro-capite e al patrimonio disponibile, indicatori del tenore di vita, infatti, si collocano al di sotto della media nazionale.
In particolare, il Pil pro-capite di Chieti, se da una parte è decisamente maggiore rispetto a quello medio del Mezzogiorno (quasi 5.500 euro in più l'anno), dall'altra è ancora lontano da quello della media nazionale, per circa 3 mila euro l'anno.
La minore ricchezza prodotta e disponibile ha ovviamente influito nella formazione del valore del patrimonio medio familiare: 263,5 mila euro detenuti in media per famiglia a fronte dei 362,4 mila dell'Italia.

LA PRODUZIONE DI RICCHEZZA

Crescita più alta rispetto alle altre province abruzzesi, ma in linea con quella nazionale
Chieti è dal punto di vista economico la provincia più importante dell'Abruzzo. Infatti, in termini di Pil nominale la provincia teatina ha contribuito al Pil italiano nel 2007 per quasi 9 miliardi di euro, mentre le altre province abruzzesi non sono andate oltre a 6-6,5 miliardi di euro. La preminenza di Chieti è stabile negli ultimi anni; anzi è proporzionalmente cresciuta visto che fra il 2003 e il 2007 il Pil nominale di Chieti è cresciuto del 15,4%, a fronte di una crescita media del Pil abruzzese dell'11,2%. In sostanza il divario tra Chieti e le altre province abruzzesi è cresciuto.
La bontà della performance economica di Chieti risulta evidente anche confrontando la stessa con quella dell'Italia, visto che Chieti ha mostrato nel periodo 2003-2007 una dinamica di crescita (15,4%) superiore a quella dell'Italia (14,9%), anche se non va trascurato il fatto che nel 2007 si è registrato un dato inferiore a quello medio italiano (3,5% Chieti; 4,0% Italia).


MERCATO DEL LAVORO

Disoccupazione in calo e trend analoghi a quelli medi italiani.
Solo il 5,8% dei 163.000 cittadini che costituiscono la forza lavoro della provincia di Chieti si trovano in stato di disoccupazione, un tasso leggermente inferiore rispetto al tasso di disoccupazione nazionale (6,1%). Inoltre, deve suscitare soddisfazione la circostanza che il tasso di occupazione, che mette in relazione gli occupati con la popolazione in età lavorativa (15-64 anni), è a Chieti più alto (59,1%) che in media in Italia (58,7%).
Il giudizio positivo si rafforza poi se si considera che il tasso di disoccupazione è sensibilmente diminuito negli ultimi anni: basti pensare che nel 2005 era pari al 8,8%. Quindi che un tasso più elevato rispetto a quello medio nazionale (2005: 8,8% a Chieti, 7,7% in Italia), si è passati ad uno più basso (2007: 5,8% a Chieti, 6,1% in Italia).


DINAMICA IMPRENDITORIALE

Stabile complessivamente il numero di imprese, con crescita delle imprese di costruzioni e riduzione di quelle agricole
Dati meno positivi vengono invece dalle dinamiche di impresa, che evidenziano una certa stazionarietà nel numero di imprese da un punto di vista quantitativo, anche se si assiste ad un processo di irrobustimento del tessuto produttivo con aumento del peso sul totale delle società di capitale (da 5% del 2001 ad 8,9% del 2007) e delle società di persone (da 9,5% nel 2001 al 10,4% del 2007) ed una relativa riduzione delle ditte individuali (dall'84,1% del 2001 al 79,0% del 2007).
Mettendo però in relazione il trend delle imprese ("più qualità e meno quantità") con quello di crescita del Pil della provincia di Chieti, si constata come ciò ha influenzato positivamente lo sviluppo economico teatino
Analizzando l'articolazione delle imprese attive nella provincia di Chieti per settore economico, si scopre che il gruppo più numeroso opera in agricoltura, dove vi sono più di un terzo (circa 16.500) di tutte le imprese di Chieti (43 mila). Poco più di 9 mila imprese sono invece impegnate nel commercio, ed altre 5.000 nelle costruzioni. Le attività manifatturiere sono invece svolte da oltre 4 mila imprese.

L'IMPRENDITORIA FEMMINILE

Un ulteriore utile strumento che si ricava dall'archivio di dati della rete camerale, è fornito dall'Osservatorio sull'imprenditoria femminile.
A fine dicembre 2007 le imprese femminili attive della provincia di Chieti sono 13.043, rappresentando ben il 30,2% del totale delle imprese, valore che risulta superiore rispetto a quanto riscontrato a livello regionale (28,5%) e nazionale (24%).
Il settore di attività più "femminilizzato" risulta essere quello degli altri servizi pubblici, sociali e personali (rientrano in questo comparto ad es. le attività di cura della persona, attività ricreative), dove quasi sei imprese su dieci sono femminili, seguito da quello che raggruppa le attività afferenti alla sanità e altri servizi sociali (43,7% del totale) e quello delle attività legate all'istruzione (38,8% del totale).
Anche per i comparti numericamente più rilevanti, agricoltura e commercio, i valori sono significativi: oltre il 31% delle imprese commerciali è rappresentato da imprese femminili mentre, per l'agricoltura, la percentuale sale al 36,2%.

INFRASTRUTTURE

Trasporti punto di forza, crescita generalizzata delle dotazioni, ma ancora non pari al livello medio nazionale
I dati sulla dotazione infrastrutturale nel 2007 della provincia di Chieti evidenziano una situazione abbastanza positiva rispetto alla media italiana sul fronte della rete stradale (130,9) e ferroviaria (154,7), e delle infrastrutture portuali (155,2). Per quanto riguarda le strutture per servizi pubblici, solo quelle relative all'istruzione presentano un livello superiore (107,9) a quello medio nazionale, mentre risulta meno soddisfacente la dotazione di quelle sanitarie (88,9). Più modeste rispetto alla media nazionale sono anche le infrastrutture delle telecomunicazioni (71,0), energetiche (81,2) e bancarie (79,6). Il dato più negativo proviene, infine, dalle strutture culturali (49,1).

SCENARIO PREVISIONALE

Lo scenario previsionale (realizzato dal Centro Studi Unioncamere) permette di fornire alcune indicazioni sull'andamento più probabile dei principali aggregati a livello provinciale.
L'evoluzione attesa per la provincia di Chieti appare caratterizzata da un tasso di crescita del valore aggiunto del +1% medio annuo per il periodo 2008-2011, contro il +1,1% previsto per l'Abruzzo e il +1,3% per l'Italia.
Sul fronte del mercato del lavoro le previsioni non indicano particolari recuperi. L'occupazione, infatti, dovrebbe crescere ad un tasso medio annuo del +0,7% così come previsto per l'Abruzzo e per l'Italia.
09/05/2008 17.07