Nomadi nullafacenti, sequestrato un immobile da 500 mila euro

Alessandro Biancardi

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MONTESILVANO. E' partita questa mattina la terza fase dell'operazione "leggenda metropolitana" condotta congiuntamente dalla polizia e guardia di finanza. IN OTTO NELLA VILLA E SENZA REDDITO
In applicazione della normativa inerente le misure di prevenzione, su proposta del questore di Pescara, il Tribunale ha emesso decreto di sequestro anticipato, (ai sensi della legge nr. 575 del 31 maggio 1965), di un fabbricato nel comune di Montesilvano e di un libretto postale del valore di € 3.500,00.
Le persone destinatarie sono una coppia di nomadi conviventi di 54 e 50 anni, nullafacenti, sconosciuti al fisco nei cui confronti, sia la polizia di stato che la guardia di finanza, hanno investigato sulle disponibilita' patrimoniali e sulle attività.
I due vengono definiti dagli inquirenti «socialmente pericolosi» in quanto svolgerebbero abitualmente attività illecite, anche in forma associativa: si parla di reati contro il patrimonio, usura ed estorsione.
L'immobile sequestrato, il cui valore e' di circa 500 mila euro, si aggiunge alle altre ville, terreni, contanti ed autovetture del valore di 5 milioni di euro sequestrati ad altri nomadi il 16 ottobre 2007 ed il 22 febbraio 2008.
Sono state inoltre richieste due misure di prevenzione della sorveglianza speciale per la durata di anni 5, che si aggiungono alle precedenti 50 gia' ottenute dal Tribunale.
I provvedimenti sono stati eseguiti nelle prime ore di questa mattina, da personale della polizia di stato e della guardia di finanza.
Ulteriori informazioni verranno date nel corso della mattinata.

VIVEVANO IN OTTO NELLA VILLA MA NON AVEVANO REDDITO

L'abitazione sequestrata ai coniugi Antonio e Sabia Spinelli, di 54 e 50 anni, si trova in via San Gottardo, a Montesilvano. Una villa a tre piani, ma solo due sono di proprietà della famiglia, oltre al giardino e un garage. Loro vivevano lì con 6 figli, il più piccolo dei quali ha 16 anni.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti i rom sarebbero riusciti ad appropriarsi dell'immobile, e andarci a vivere, costringendo i proprietari a vendere e a quanto pare stavano per attuare la stessa strategia anche sul proprietario del terzo piano.
Questa mattina in conferenza stampa gli investigatori hanno anche riassunto i precedenti della coppia: tutti e due nel passato avevano subito condanne per usura ed estorsione.
L'ultima denuncia risale al 2006, per tentativo di estorsione.
Inoltre non hanno mai presentato la dichiarazione dei redditi, quindi risultano sconosciuti al fisco. Per i due Spinelli e' stata chiesta la misura di prevenzione della sorveglianza speciale per cinque anni (il Tribunale ne ha già concesse 50, in passato).
«Questo caso - ha sottolineato il comandante provinciale della Guardia di Finanza Di Teodoro - e' un esempio scolastico del modo di comportarsi di queste persone, che non hanno mai lavorato».
Non e' semplice dimostrare che i beni vengono acquistati dopo la commissione di reati e neppure provare che queste persone vivono di malaffare, ma le forze dell'ordine hanno intenzione di seguire questa linea di azione anche in futuro su tutto il territorio del pescarese. La normativa di riferimento e' quella anti-mafia.

FORZA NUOVA SODDISFATTA: «IL COMUNE DEVE AGIRE»


«L'operazione congiunta di questa mattina della Polizia e Guardia di Finanza nei confronti di una famiglia rom ben nota a Montesilvano doveva davvero aver luogo in questi giorni?», chiede Marco Forconi, rappresentante cittadino di Forza Nuova.
«Non voglio nemmeno immaginare che ciò sia avvenuto a seguito dell'annuncio della mia iniziativa perché questo mi porterebbe a pensare che viviamo in una Repubblica delle Banane ove, per non vedersi negato un diritto ed avere un riscontro istituzionale, devi cospargerti di benzina in pubblica piazza. Ben vengano questi sequestri patrimoniali e contestuali misure preventive, ma non basta. Montesilvano, come Pescara, ha un virus, e deve essere debellato».
Forconi sostiene che il Comune di Montesilvano sia «correo rispetto a questi elementi e deve assolutamente rispondere con coraggio e fermezza. Sindaco Cordoma, lunedì 12 maggio si avvicina e io non ho ancora visto o sentito nulla che possa farmi cambiare idea. Se anche Lei si sente impotente di fronte a quest'orda lo dica, la inviterò a digiunare al mio fianco».

09/04/2008 15.26

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