Servizi innovativi, Confindustria: «Teramo seconda solo a Pescara»

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Dati lusinghieri emergono da una ricerca della sezione Terziario Avanzato di Confindustria Teramo (in Abruzzo il territorio teramano è secondo solo a quello di Pescara per produzione di servizi innovativi), che ora punta alla crescita dimensionale delle aziende e propone alle istituzioni un patto per la nascita di un distretto tecnologico
La sezione Terziario Avanzato di Confindustria Teramo presenta una ricerca, la prima a livello provinciale, sulla consistenza delle imprese appartenenti al settore dei servizi innovativi. Lo scopo dell'indagine è avere un quadro aggiornato e completo del comparto.
«Occorre migliorare l'attuale rappresentanza delle organizzazioni dei prestatori di servizi innovativi – ha spiegato il presidente della sezione, Cesare Zippilli - in un'economia che si connoterà sempre di più per essere basata sulla conoscenza e sugli aspetti immateriali. Le imprese del terziario avanzato producono innovazione tecnologica, professionale, manageriale ed organizzativa a vantaggio degli altri comparti produttivi ai quali erogano servizi».
La prima fase dell'indagine, realizzata sulla base delle informazioni presenti nel registro delle imprese ad Gennaio 2007, ha riguardato la definizione del perimetro di ricerca del terziario avanzato (TA), rappresentato dalle imprese che svolgono attività di consulenza, marketing e comunicazione, ingegneria, territorio e ambiente, information technology, prove, controlli, valutazione e certificazione, servizi integrati agli immobili e alle infrastrutture.
Le imprese del Terziario Avanzato attive in provincia di Teramo sono 1.104, corrispondenti al 26% del totale regionale. Solo la provincia di Pescara, che conferma la sua vocazione di polo di servizi, ha una densità superiore, con il 30% delle imprese .
Quanto alla forma giuridica, si tratta per la maggior parte di ditte individuali e società di persone, quindi micro e piccole imprese. In percentuale, le ditte individuali sono circa il 38%, le società di persone poco meno del 10% e le società in accomandita semplice circa il 15%. Consistente anche la presenza di società a responsabilità limitata (33%), mentre le società per azioni sono appena 5, cioè lo 0,5%.
Con riferimento all'attività esercitata, la macrocategoria più presente nella provincia è quella dei servizi integrati agli immobili e alle infrastrutture, con 384 imprese. Si tratta tipicamente delle attività di agenzie immobiliari, amministrazione di condomini, valorizzazione e promozione immobiliare.
Al secondo posto, troviamo le attività di comunicazione e marketing con 282 imprese: vi rientrano le attività delle agenzie pubblicitarie, studi di mercato e sondaggi di opinione, agenzie disbrigo pratiche, traduzione e interpretariato, design, pubbliche relazioni.
Molto nutrita è anche la macrocategoria dell'information technology, con 230 imprese attive (il 21% del totale provinciale). Anche in questa categoria di imprese, strategiche per l'innovazione organizzativa e la competitività, prevale la presenza di micro e piccole realtà. È auspicabile quindi un percorso di crescita dimensionale che assicuri un supporto di qualità alle imprese manifatturiere (è risalto che nell'IT "piccolo non è bello").
Le imprese di consulenza sono 155, con una netta prevalenza delle attività amministrativo-gestionale e pianificazione aziendale.
Un dato costante che esce fuori dall'analisi è la dimensione delle aziende e la bassa capitalizzazione delle aziende stesse, nella maggior parte dei casi piccole e piccolissime aziende (d'altronde il 98% delle imprese iscritte a Confindustria nazionale è costituito da aziende con meno di 10 dipendenti).
«Dallo studio – ha illustrato Cesare Zippilli - emerge che il terziario avanzato e i servizi innovativi in provincia di Teramo rappresentano per il nostro territorio un'occasione per alimentare la crescita della produttività, a vantaggio di tutto il sistema. Va ricercata una sinergia tra tutti gli attori del territorio: imprese, istituzioni private (associazioni di categorie), università e centri di ricerca, istituzioni pubbliche».
Per la sezione Terziario Avanzato Zippilli ha sostenuto che «bisogna puntare al superamento del "nanismo". Capitalizzare le aziende ed aggregarle per farle crescere dimensionalmente e fare sistema, promuovere un nuovo rapporto tra credito e servizi innovativi, integrare sempre di più il manifatturiero ed i servizi».

09/05/2008 9.00