Chiesto il processo per 70 vigili urbani di Pescara per aver falsificato multe

Alessandro Biancardi

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Chiesto il processo per 70 vigili urbani di Pescara per aver falsificato multe
PESCARA. Alla fine è arrivata anche la richiesta di rinvio a giudizio. Dopo oltre un anno di indagini e perizie il pm Paolo Pompa ha chiesto il processo per 70 vigili urbani in servizio a Pescara con l'accusa di aver falsificato i verbali . Lo scorso settembre arrivarono gli avvisi di garanzia per falso ideologico in atto pubblico continuato. Alcuni dovranno rispondere anche di truffa.
Le multe che la procura ritiene siano state falsificate riguardano solo gli anni che vanno dal 2004 al 2006. Oltre 8mila in totale i verbali analizzati da una squadra di due finanzieri che per mesi si è sistemata in una stanza del comando dei vigili per analizzare una per una le contravvenzioni.
Secondo l'accusa per almeno 238 non ci sarebbero dubbi sulla falsificazione che sarebbe stata fatta con metodi grossolani e pacchiani tanto da rendere evidente l'alterazione del documento amministrativo.
Oltre a cancellature, correzioni fatte spesso anche con penne diverse la procura avrebbe accertato come questa pratica fosse ormai diventata rituale e applicata anche con una certa leggerezza.
Chi ne aveva bisogno sapeva dove andare e cosa fare. Spesso l'urgenza era tale da doversi scomodare persino nei giorni di malattia o assenza dal lavoro dell'agente.
L'inchiesta ha preso il via da un esposto dell'attuale comandante Ernesto Grippo.
Tra i personaggi indagati che dovranno difendersi nel prossimo processo c'è anche l'ex comandante della Polizia municipale di Pescara, Gabriele Cespa, in carica tra il 2004 e il 2006.
Oltre a Cespa sono indagati anche l'ex vice comandante, Giuseppe Chingoli, e Italo Di Credico, ex dirigente dell'Ufficio gestione atti del comando di polizia municipale.
I reati sono falso in concorso e continuato e truffa aggravata.
Secondo il pm Paolo Pompa, che ha concluso le indagini, i tre non avrebbero impedito l'alterazione delle multe da parte dei vigili e avrebbero, anzi, consentito l'instaurarsi di una prassi che favoriva l'annullamento di molti verbali con modalita' illegittime e arbitrarie.


AMICIZIE E FAVORI

Questa ennesima inchiesta su palazzo di città getta nuove ombre sulla attività svolta negli anni passati dal Comune. Resta da capire come mai nessuno prima del comandante Grippo si sia mai accorto di tali e tante distorsioni e se le multe venivano modificate o annullate anche su commissione politica…
Bisognerà scoprire allora le reali esigenze sottese a questa consuetudine che ha portato negli anni soprattutto a minori incassi del Comune.
E non è un mistero –confermato più volte persino dallo stesso Grippo- che spesso l'attività della polizia urbana è stata "parziale". Si calcola in diverse centinaia di migliaia di euro i mancati introiti, per esempio, della tassa di occupazione del suolo pubblico di tutte quelle attività commerciali (specie del centro cittadino) che –grazie sempre al loro santo in paradiso- sono riuscite a risparmiare.
Questa inchiesta che ha una aderenza politica è finita più volte in consiglio e in interrogazioni comunali e parlamentari sempre senza risposte.
08/05/2008 15.15