Entrate:«dati su Internet segno di trasparenza». Garante:«Illegittimo»

Alessandro Biancardi

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REDDITI ON LINE. L'Agenzia delle Entrate ha fornito al Garante della Privacy i chiarimenti sulla pubblicazione on line degli elenchi dei contribuenti. Alla base della decisione l'applicazione della normativa sulla predisposizione e pubblicazione degli elenchi e di quella del codice dell'amministrazione digitale.


REDDITI ON LINE. L'Agenzia delle Entrate ha fornito al Garante della Privacy i chiarimenti sulla pubblicazione on line degli elenchi dei contribuenti. Alla base della decisione l'applicazione della normativa sulla predisposizione e pubblicazione degli elenchi e di quella del codice dell'amministrazione digitale. «Un insieme di disposizioni che disegnano un quadro di trasparenza fiscale al quale l'Agenzia ha inteso attenersi», spiegano.
Il documento ripercorre l'evoluzione delle norme che hanno regolato la pubblicità degli elenchi, a partire dal Dpr n. 645 del 1958 fino all'articolo 69 del Dpr n. 600 del 1973 nella versione attualmente in vigore introdotta nel 1991.
La norma, nell'attuale assetto dell'amministrazione finanziaria, attribuisce al direttore dell'Agenzia la fissazione dei termini e delle modalità per la formazione e la pubblicazione degli elenchi.
Si tratta, dunque, di una valutazione amministrativa assunta dall'Agenzia delle Entrate nell'ambito della sua autonomia.
«La scelta di Internet quale mezzo di comunicazione», hanno spiegato i responsabili, «è stata fatta per adeguare i comportamenti dell'Agenzia a quanto stabilito dal Codice dell'amministrazione digitale varato nel 2005, che impone alla Pubblica Amministrazione di utilizzare come strumento ordinario di fruibilità delle informazioni la modalità digitale».
Il Codice, tra l'altro, impone alla PA l'uso delle nuove tecnologie per promuovere una maggiore partecipazione dei cittadini al processo democratico e per facilitare l'esercizio dei diritti politici e civili, sia individuali che collettivi, tra i quali si può inquadrare il diritto alla consultazione degli elenchi dei contribuenti.
Si è ritenuto, così, che le norme in materia di trattamento dei dati personali non precludano la diffusione dei dati reddituali tramite Internet, «posto che la libera conoscibilità di essi da parte di chiunque è del tutto pacifica, come più volte affermato dallo stesso Garant»e.
La novità rispetto al passato è rappresentata proprio dal mezzo: Internet.
Ma si tratta di una novità relativa «in quanto», sottolinea l'Agenzia delle Entrate, «occorre considerare come gli articoli abitualmente pubblicati dai giornali che riportano i dati reddituali dei contribuenti sono per lungo tempo liberamente consultabili sulla rete. In definitiva, la diffusione dei dati reddituali con modalità telematiche da parte dell'autorità pubblica costituisce un elemento di garanzia, trasparenza e affidabilità dell'informazione».
L'Agenzia esprime piena fiducia nelle valutazioni del Garante della Privacy e della magistratura in relazione alle azioni intraprese a seguito della pubblicazione degli elenchi dei contribuenti on line.
Piena collaborazione è stata assicurata alla polizia postale che ha acquisito la documentazione relativa alla decisione dell'Agenzia di rendere consultabili gli elenchi tramite Internet.

E SU EBAY TUTTO IL PACCHETTO REDDITI IN VENDITA

Nel sito di aste on line Ebay è stata messa in vendita nei giorni scorsi la ''dichiarazione redditi 2005 di tutto il popolo italiano'' a 38,50 sterline, ovvero 49,29 euro.
L'utente, che ha offerto la lista con la formula ''compralo subito'', si chiama ''brazo78'' e sostiene che il cd-rom con i nomi dei contribuenti si trovi a San Marino.
L'oggetto puo' essere pagato tramite Paypal, banca online di Ebay, o con carta di credito.
Telefono Antiplagio, pur essendo favorevole alla trasparenza di tutti gli atti amministrativi, ha contestato il commercio di quelli riguardanti i redditi dei cittadini: «è disdicevole e illecito, soprattutto dopo l'interessamento della Procura della Repubblica di Roma e l'intervento del Garante per la Privacy».
L'associazione ha chiesto così, «a tutela di 38 milioni di contribuenti», la verifica delle informazioni ed un eventuale intervento nei confronti dell'utente ma anche del sito Ebay che intascherebbe una provvigione sulla vendita.
Proprio il sito, però, comunica che «il venditore ha chiuso l'inserzione prima del dovuto perché l'oggetto non è più disponibile per la vendita».
La chiusura è avvenuta il 5 maggio alle 23.31. Magari un ripensamento improvviso o magari una decisione dettata dallo spavento dopo la notizia dell'arresto immediato per chi commercializza i dati.

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06/05/2008 9.37

GARANTE: «ILLEGITTIMA LA DIFFUSIONE DEI DATI»

L'Autorità Garante per la privacy ha concluso l'istruttoria avviata sulla diffusione, tramite il sito web dell'Agenzia delle entrate, dei dati relativi alle dichiarazioni dei redditi dei contribuenti italiani.
Il Collegio (composto da Francesco Pizzetti, Giuseppe Chiaravalloti, Mauro Paissan, Giuseppe Fortunato), nel ribadire quanto già sostenuto nel provvedimento con il quale aveva immediatamente invitato a sospendere la pubblicazione on line, ha stabilito che la modalità utilizzata dall'Agenzia è illegittima.
L'Agenzia delle entrate dovrà quindi «far cessare definitivamente l'indiscriminata consultabilità, tramite il sito, dei dati relativi alle dichiarazioni dei redditi per l'anno 2005».
La decisione dell'Agenzia contrasta –dice il Garante- «con la normativa in materia. In primo luogo, perché il Dpr n.600/1973 stabilisce che al direttore dell'Agenzia delle entrate spetta solo il compito di fissare annualmente le modalità di formazione degli elenchi delle dichiarazioni dei redditi, non le modalità della loro pubblicazione, che rimangono prerogativa del legislatore. Attualmente, per le dichiarazioni ai fini dell'imposta sui redditi, la legge prevede unicamente la distribuzione degli elenchi ai soli uffici territoriali dell'Agenzia e la loro trasmissione ai soli comuni interessati e sempre con riferimento ai contribuenti residenti nei singoli ambiti territoriali».
L'inserimento dei dati in Internet, inoltre, sempre secondo quanto deciso dal Garante «appare di per sé non proporzionato rispetto alla finalità della conoscibilità di questi dati».
«L'uso di uno strumento come Internet», ha aggiunto, «rende indispensabili rigorose garanzie a tutela dei cittadini. L'immissione in rete generalizzata e non protetta dei dati di tutti i contribuenti italiani (non sono stati previsti "filtri" per la consultazione on line) da parte dell'Agenzia delle entrate ha comportato una serie di conseguenze: la centralizzazione della consultazione a livello nazionale ha consentito, in poche ore, a numerosissimi utenti, non solo in Italia ma in ogni parte del mondo, di accedere a innumerevoli dati, di estrarne copia, di formare archivi, modificare ed elaborare i dati stessi, di creare liste di profilazione e immettere ulteriormente dati in circolazione, ponendo a rischio la loro stessa esattezza. Tale modalità ha, inoltre, dilatato senza limiti il periodo di conoscibilità di dati che la legge stabilisce invece in un anno».
L'Autorità ha poi rilevato che non è stato chiesto al Garante il parere preventivo prescritto per legge.
L'Autorità garante della privacy ha altresì specificato che va ritenuta illecita anche «l'eventuale ulteriore diffusione dei dati dei contribuenti da parte di chiunque li abbia acquisiti, anche indirettamente, dal sito Internet dell'Agenzia. Tale ulteriore diffusione può esporre a conseguenze di carattere civile e penale».

PER I VIP E' DIVERSO

Il Garante tuttavia conferma la tendenza di “diminuzione della privacy” nei confronti di persone note che, «per il ruolo svolto, sono o possono essere di sicuro interesse pubblico, purché tali dati vengano estratti secondo le modalità attualmente previste dalla legge».
L'Autorità garante sottolinea, sin d'ora, che, «qualora il Parlamento e il Governo intendessero porre mano ad una revisione della normativa alla luce del mutato scenario tecnologico, si porrà l'esigenza di individuare, sentita l'Autorità, soluzioni che consentano un giusto equilibrio tra forme proporzionate di conoscenza dei dati dei contribuenti e la tutela dei diritti degli interessati».
Il Garante ha stabilito, infine, di contestare all'Agenzia, con separato provvedimento, «l'assenza di un'idonea informativa ai contribuenti riguardo alla forma adottata per la diffusione dei loro dati, anche al fine di determinare la relativa sanzione amministrativa».
06/05/2008 19.19