Muore al pronto soccorso, la Procura apre un'inchiesta

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Un 56 enne è morto al pronto soccorso di Pescara domenica notte. Secondo i familiari, che hanno presentato una denuncia alla Procura, ci sarebbero stati ritardi nei soccorsi e anomalie nelle procedure attivate prima e dopo l'ingresso in ospedale. Questo quanto sarebbe riportato nella denuncia dei familiari.
Ospedale di Pescara di nuovo nella bufera. Dopo l'arresto del medico Marco Basile accusato di omicidio colposo, soppressione di atto pubblico e falso ideologico in atto pubblico, a seguito del decesso di una paziente alla quale era stato asportato un rene, una nuova inchiesta scuote il nosocomio pescarese.
Un uomo di 56 anni si è sentito male nella notte tra sabato e domenica, poco dopo l'1 nella sua abitazione.
Aveva violenti conati di vomito: i familiari hanno allertato il 118 che però, secondo la loro versione dei fatti, avrebbe impiegato parecchio tempo per arrivare.
L'ambulanza, infatti, sarebbe giunta solo alle 3.30 e durante l'attesa la figlia avrebbe anche telefonato ai carabinieri per sollecitare l'arrivo dei medici.
L'uomo, che secondo i familiari non aveva mai avuto problemi di salute, è morto poco dopo l'ingresso nel nosocomio, dinanzi agli agenti chiamati dai medici del pronto soccorso.
Ancora cosciente al suo arrivo, è deceduto dieci minuti dopo a causa di un arresto cardiocircolatorio.
Sull'episodio la Procura della Repubblica di Pescara ha avviato un'inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Filippo Guerra che ha già disposto l'acquisizione della cartella medica e procederà domani ad affidare l'autopsia e cercare di capire le cause del decesso e quanto possa aver influito il ritardo dei soccorsi.
Nella denuncia, si sostiene che il personale medico e paramedico intervenuto, sia per il primo soccorso, sia in ospedale, avrebbe sottovalutato la gravità dei sintomi, forse perché l'uomo era cosciente, mettendo in atto procedure ritenute anomale.
Infatti dai racconti che emergono ci sarebbe stata una animata discussione tra i familiari ed i medici, qualche urla e considerazioni forse dettate dalla situazione di emergenza tese a sottolineare una certa imperizia dei soccorritori. Ne sarebbe nata una controversia tanto violenta da indurre gli stessi medici a chiamare la polizia che è accorsa in pochi minuti e avrebbe assistito alla morte dell'uomo.
Secondo quanto denunciato, dalla figlia, la famiglia avrebbe dovuto chiamare più volte il "118" che sarebbe stato allertato due ore prima del ricovero del padre in ospedale.
Per il momento non è chiaro il motivo del presunto ritardo della ambulanza. Le indagini verificheranno le notizie di reato contenute nella querela.
05/05/2008 19.57