L’Abruzzo partorisce il premio al "vero giornalismo" dedicato a Enzo Biagi

Alessandro Biancardi

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2002

ABRUZZO. Il Consiglio Regionale d’Abruzzo e l’associazione Società Civile Abruzzo onlus organizzano a Pescara, nei giorni 8, 9 e 10 maggio 2008, la prima edizione del Premio per il giornalismo “Enzo Biagi”. Il comitato promotore è presieduto dalle figlie del grande giornalista scomparso Bice e Carla Biagi.

ABRUZZO. Il Consiglio Regionale d'Abruzzo e l'associazione Società Civile Abruzzo onlus organizzano a Pescara, nei giorni 8, 9 e 10 maggio 2008, la prima edizione del Premio per il giornalismo “Enzo Biagi”. Il comitato promotore è presieduto dalle figlie del grande giornalista scomparso Bice e Carla Biagi. Il comitato organizzativo è presieduto dal giornalista e capostruttura Rai, Loris Mazzetti, principale collaboratore di Biagi.
Il Premio “Enzo Biagi” intitolato ad uno tra i più famosi giornalisti del nostro secolo, avrà come obiettivo quello di accendere e suscitare nei giovani, attraverso incontri con personalità di rilievo, dibattiti con testimoni del nostro tempo, borse di studio per studenti universitari e spettacoli di denuncia, quell'interesse critico e quella curiosità che hanno sempre contraddistinto il lavoro di Enzo Biagi, che oggi è e resta un punto di riferimento che va indicato, promosso, valorizzato.
Il riconoscimento è stato consegnato al direttore di Raitre Paolo Ruffini, andrà - in una cerimonia che svolgerà sabato a Pescara - al programma Annozero (Michele Santoro e Sandro Ruotolo), ai
giornalisti Roberto Saviano, Marco Travaglio, Rosaria Capacchione, Lirio Abbate, Peter Gomez. Riconoscimenti 'Impegno per la legalita' ' a Pierpaolo Bruni, procuratore Dda (Direzione
distrettuale antimafia) di Catanzaro, Raffaele Cantone, giudice di Cassazione; Nicola Gratteri, procuratore Dda di Reggio Calabria. Un premio anche al documentario 'In fabbricà di
Francesca Comencini, all'Associazione Articolo 21 e al suo portavoce Giuseppe Giulietti, al libro 'Toghe rotte' di Bruno Tinti.
«Il Premio», è stato spiegato, «vuole essere un omaggio a quanti svolgono la professione di giornalista con indipendenza, coraggio e libertà; con impegno e senso etico non comuni; con animo sereno di chi vuol informare, spirito di verità e di umanità; di chi vuol rendere un importante servizio al cittadino e al Paese. Per aumentare il grado di consapevolezza e stimolare il dibattito sui temi della libertà di informazione, sottolineare il ruolo e la funzione che il cronista svolge nel lavoro quotidiano a contatto con i cittadini, i riconoscimenti saranno assegnati ogni anno a quanti si sono particolarmente distinti per impegno professionale, sociale e umano, come modelli di un giornalismo vero, fatto con coraggio, scrupolo e dignità».
I vincitori del premio dovranno rispondere agli ideali che hanno animato il lavoro di Enzo Biagi e che hanno ispirato la nascita della nostra associazione, perché gli obiettivi e le finalità del Premio si coniugano con lo spirito che ha animato questi nostri primi sedici anni di attività.
«Il Premio», hanno spiegato ancora gli organizzatori, «vuol essere anche un momento di denuncia di quanti svolgono il ruolo di giornalista nelle periferie dell'informazione strisciando per non inciampare. Il Premio mira ad essere un palcoscenico importante per discutere e riflettere sullo stato dell'informazione, gli effetti collaterali del giornalismo televisivo e la libertà di stampa, ma anche uno dei riconoscimenti più ambiti e prestigiosi nel panorama nazionale dell'informazione. Per arrivare a capire, di più e meglio, la complessità degli eventi e dei mondi che ci circondano. Per sostenere la necessità di una informazione intelligente, capace di guardare in profondità e riflettere sugli eventi. Per cercare, infine, di svelare e raccontare sempre, ogni possibile verità».
Il premio “Enzo Biagi” mira, dunque, a essere un prestigioso riconoscimento per quel giornalismo vero che in Italia esiste ancora; vuole essere un segno tangibile per quanti manifestano una sensibilità particolare verso le nuove vicende dei popoli, curiosità e capacità di approfondimento tali da far sentire sempre forte «il bisogno di essere là dove gli eventi accadono e dove il cambiamento preme per modificare ordini costituiti, spesso violenti e repressivi del nuovo».
Anche segnalando le migliori esperienze di Tv interattiva come nuovo modello di servizio al cittadino, sfruttando le potenzialità associate del web e del video.
“Quello che non si doveva dire” libro emblema della libertà di stampa e della ricerca della verità, sarà il filo conduttore della I° edizione del Premio “Enzo Biagi” .
«Il Premio Enzo Biagi – ha detto il Presidente del Consiglio regionale Marino Roselli - è stato concepito per divenire un evento permanente e vitale, ovvero per essere capace di continuare l'eredità umana e l'idealità sociale e civile di Enzo Biagi, una delle personalità più nitide della cultura italiana del nostro secolo, che si è sempre battuto per un giornalismo libero e foriero di verità. Il largo consenso che il Premio ha raccolto fin dal primo annuncio, ma anche l'adesione personale di esponenti di primo piano, dimostrano come sia stato recepito il nostro messaggio. Un richiamo che abbiamo volutamente rivolto anche alle Istituzioni - ha proseguito Roselli - per sollecitare quel senso di responsabilità per la cultura e la memoria, per la libertà e la democrazia, per la tutela dei valori e delle tradizioni del miglior giornalismo italiano, ovvero di quei principi che soggiacciono alla società umana, e che sono accomunati da un senso di “urgenza collettiva”. Il giornalismo non dovrebbe mai allontanarsi dalla società cui si riferisce: il suo senso di responsabilità muove senz'altro dalla parte più lodevole del nostro passato e passa proprio per la sua presenza e la sua capacità di evocare una parte del futuro di questa nostra Italia. ‘Cara Italia, perché giusto o sbagliato che sia questo è il nostro Paese'».
Questa mattina la presentazione ufficiale a Roma. Oltre a Roselli sono intervenuti alla cerimonia anche le figlie del giornalista,Carla e Bice, il Vice Presidente dell'Amministrazione provinciale di Pescara Antonello Linari, sindaco di Pineto Luciano Monticelli, il sindaco di Spoltore Franco Ranghelli, il Presidente dell'Associazione 'Società Civile' Leonardo Nodari.
05/05/2008 15.14