Morto il giornalista Gennaro De Stefano

Alessandro Biancardi

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MILANO. E' morto ieri a Portici, in provincia di Napoli, il giornalista Gennaro De Stefano, di 56 anni che per oltre 40 anni ha vissuto ad Avezzano. Era ammalato da tempo. Lo ha reso noto, in un comunicato, la casa editrice Aliberti per la quale il cronista aveva pubblicato alcuni libri. L'ultimo libro scritto era stato dedicato alla vicenda di Cogne: una lunga intervista con Anna Maria Franzoni, la mamma del piccolo Samuele Lorenzi ucciso nella villetta degli orrori.




MILANO. E' morto ieri a Portici, in provincia di Napoli, il giornalista Gennaro De Stefano,
di 56 anni che per oltre 40 anni ha vissuto ad Avezzano. Era ammalato da tempo. Lo ha reso noto, in un comunicato, la casa editrice Aliberti per la quale il cronista aveva pubblicato alcuni libri.
L'ultimo libro scritto era stato dedicato alla vicenda di Cogne: una lunga intervista con Anna Maria Franzoni, la mamma del piccolo Samuele Lorenzi ucciso nella villetta degli orrori.
Il libro (dal titolo "La Verità) è giunto alla quarta edizione vendendo quasi 100 mila copie.
De Stefano ha vissuto per 40 anni anni ad Avezzano che definiva «uno strano paese, di frontiera, abitato da pionieri e figli di gente avventurosa».
Dopo essere stato a lungo pubblicista era diventato professionista nel 2004 nell'Ordine dei giornalisti dell'Abruzzo.
Era stato inviato dei settimanali Visto, Oggi e Gente, da cui si era dimesso proprio a causa delle sue
condizioni di salute.
«Ho iniziato a fare il giornalista nel 1975 scrivendo su L'Unità», raccontava dei suoi esordi, «andando sempre a caccia di storie di cronaca, le uniche che mi facessero immediatamente salire la pressione e l'interesse».
Era stato autore di innumerevoli scoop su molti casi di 'nera' italiani, dal memoriale di Pietro Pacciani al mostro di Foligno.
«La carriera di De Stefano», commenta Miriam Zanetti di Aliberti editore, «incappò nel 1992 in un clamoroso caso di malagiustizia, quando si occupò del cosiddetto mostro di Balsorano Michele Perruzza: i suoi servizi al vetriolo apparsi su Visto, in difesa di quell'uomo che riteneva innocente, furono alla base della più ignominiosa delle trappole. Un poliziotto gli infilò infatti della cocaina in macchina e il cronista fu arrestato, e costretto così a lasciare le sue indagini. Soltanto un anno dopo la verità venne a galla e l'ispettore condannato definitivamente a sei anni e mezzo di reclusione».
Recentemente Aliberti aveva pubblicato la sua autobiografia, "Un giornalista scomodo", e un romanzo che raccontava una seconda verità su Cogne, dal titolo "L'uomo di Cogne", che De
Stefano non è però riuscito a veder stampato, essendo il libro in uscita solo in questi giorni.
La casa editrice, in omaggio al "grande reporter", pubblicherà il prossimo anno anche
'Delitti senza Castigo', libro che raccoglierà tutti i più grandi scoop di De Stefano sui delitti irrisolti nel nostro Paese.

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02/05/2008 14.16