Emergenza personale, incontro Asl Chieti-Regione Abruzzo

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Il prossimo 8 maggio la Direzione generale dell'Azienda sanitaria locale di Chieti sarà ricevuta a L'Aquila dal Tavolo di monitoraggio della Giunta regionale, cui sottoporrà il problema della carenza di personale che rende sempre più difficile per la Asl garantire i servizi attualmente erogati ai cittadini.
«Abbiamo l'esigenza di rimodulare il tetto di spesa sul personale, fermo restando il rispetto del budget complessivo a disposizione della Regione, come fissato dal Piano di risanamento concordato con il Governo – spiega il direttore generale della Asl di Chieti, Mario Maresca –. Per assicurare agli utenti le prestazioni sanitarie la Asl ha necessità di procedere alla stabilizzazione di circa 70 figure professionali, tra medici, infermieri e tecnici già in servizio a tempo determinato. L'ultima legge Finanziaria nazionale preclude, infatti, salvo poche eccezioni, il ricorso ai contratti a tempo determinato. L'alternativa sarebbe la sospensione di numerose attività».
La carenza endemica di personale ha radici antiche.
Il «peccato originale» che la Asl di Chieti si ritrova a scontare oggi è, infatti, la mancata stabilizzazione di centinaia di figure professionali negli anni precedenti al 2006, quando questa opportunità era consentita dalle leggi.
Dal giorno del suo insediamento la Direzione generale dell'Azienda ha avviato il lavoro di riorganizzazione e accorpamento dei reparti, di eliminazione degli sprechi («si pensi solo al costo del fatiscente ospedale San Camillo de Lellis di Chieti, finalmente chiuso»), di razionalizzazione e riqualificazione del personale.
«Oggi – sottolinea l'Ingegner Maresca – l'Azienda ha un bacino di utenza rappresentato non solo dai residenti, ma da cittadini che si rivolgono a noi dalle altre Asl e dalle regioni limitrofe all'Abruzzo. Il costo del personale rapportato al numero dei ricoveri negli ospedali di Chieti, Guardiagrele e Ortona è il più basso tra le Asl abruzzesi».
L'Ingegner Maresca accoglie positivamente le segnalazioni del Tribunale del malato, che per Chieti e Ortona indica i disagi per gli utenti dovuti alle lungaggini delle liste di attesa: «E' una fotografia ben nota della situazione esistente – afferma il Direttore generale – le cui cause, comuni a gran parte d'Italia e dovute a svariati fattori, abbiamo già analizzato di recente. Le azioni che stiamo attuando, il faticoso cambiamento di antiquati sistemi di organizzazione del lavoro, la definizione di percorsi più semplici e integrati per i pazienti (assistiti dall'informatica e dalla telematica in stretto raccordo con i medici di medicina generale) stanno ponendo le basi per un miglioramento della situazione, i cui benefici saranno sempre più evidenti. Una maggiore elasticità sulla spesa per il personale favorirebbe non poco questo processo».
30/04/2008 16.30