Tenta di violentare una ragazza nei bagni del Megalò

Alessandro Biancardi

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Tenta di violentare una ragazza nei bagni del Megalò
CHIETI. Una aggressione in piena regola, forse colto da un raptus, senza un apparente motivo. Una tentata violenza sessuale che solo per una serie di coincidenze fortuite non si è consumata. La scena dell'agguato è uno dei bagni del centro commerciale Megalò.
L'aggressore poi immediatamente arrestato dalla polizia di Chieti è Pierpaolo Petrucciani, 36 anni, di Ancona, rappresentante di commercio. Le accuse per lui sono di tentata violenza sessuale e detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Tutto si è svolto in un attimo verso le 18 di ieri nell'affollato centro commerciale.
Probabilmente l'uomo aveva incrociato poco prima la sua vittima e l'ha seguita fin dentro i bagni dove la giovane universitaria era chiusa a chiave.
L'uomo ha tentato di scardinare la porta e di introdursi nella toilette, poi ha atteso con calma.
Pochi minuti e la ragazza è uscita incuriosita dai rumori e deve aver pensato che probabilmente qualcun altro aveva bisogno del bagno.
Petrucciani invece si era nascosto in un angolo in attesa. Appena la ragazza si è accorta dell'uomo ha capito le reali intenzioni del balordo, palesemente fuori di sè e con i pantaloni abbassati.
Urla, un abbraccio come una morsa, parole oscene sussurrate e una lotta che per fortuna ha visto prevalere la ragazza che è riuscita a divincolarsi e a correre via a chiedere aiuto.
A pochi metri di distanza una guardia del centro commerciale ha capito immediatamente la gravità della situazione ed ha bloccato l'uomo proprio mentre usciva dal bagno e tentava di dileguarsi.
La guardia ha allertato il poliziotto di quartiere e poi la Squadra Mobile diretta da Paolo Monnanni.
Gli agenti hanno perquisito a fondo l'aggressore trovandogli nelle tasche dei pantaloni anche 10 grammi di cocaina purissima.
Pochi minuti dopo e Petrucciani era già in manette trasferito al carcere di Chieti.
«L'aggressore ha precedenti specifici», ha spiegato Monnanni, «per reati sessuali. L'ultima aggressione risale a meno di un anno fa ed ha procedimenti in corso anche se le sentenze non sono ancora passate in giudicato. La ragazza è stata molto forte ed è comprensibile il suo shock ma sta bene e si sono per fortuna evitate conseguenze peggiori grazie alla prontezza del vigilantes e del poliziotto di quartiere che era in zona. Questo perchè consideriamo il Megalò un obiettivo sensibile che presidiamo continuamente con servizi anche in borghese».
Gli inquirenti assicurano che non vi fosse alcun rapporto tra la vittima ed il suo aggressore. Non si sarebbero mai parlati né visti prima. Dunque una scelta casuale che fa protendere per il raptus.

24/04/2008 10.47