Sgominata banda di albanesi: provati 42 colpi in tre mesi in Abruzzo

Alessandro Biancardi

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Sgominata banda di albanesi: provati 42 colpi in tre mesi in Abruzzo
PESCARA. Sono ritenuti responsabili di 42 furti messi a segno tra le province di Pescara, Chieti, L'Aquila e Ascoli Piceno. Per questo otto albanesi, componenti di un'associazione a delinquere, sono stati arrestati dai carabinieri della compagnia di Popoli (Pescara) nell'ambito dell'operazione chiamata Ninja. SPARATORIA DOPO FURTO: UN LADRO ED UN CARABINIERE FERITI. STANNO BENE
I furti addebitati a questo gruppo hanno riguardato autovetture di grossa cilindrata e appartamenti.
Gli arresti sono avvenuti a Caivano in Campania dove l'associazione a delinquere aveva la sua base.I furti però avvenivano nelle quattro province abruzzesi, soprattutto a Chieti.
La loro tecnica era ormai consolidata: riuscivano ad introdursi nelle abitazioni mentre i proprietari dormivano praticando fori nelle finestre e riuscendo a portar via monili e chiavi delle auto.
Altri dettagli saranno resi noti nella tarda mattinata.

"LAVORO" E VIAGGI

PESCARA. Lo consideravano un vero e proprio «lavoro». Peraltro piuttosto faticoso. Da espletare in turni di notte ma che alla fine rendeva molto bene. Tanto bene da poter ritornare in patria e vantarsi di fare la bella vita, non disdegnando neppure costosi viaggi.
Erano professionisti, esperti dalla lunga militanza, gli otto componenti della banda arrestata questa mattina. Tutti di origine albanese.
L'operazione dei carabinieri denominata "Ninja" era partita alla fine del 2007 e si è dimostrata molto difficile e laboriosa per una serie di difficoltà legate al territorio e al modo di agire del gruppo che aveva la base a Caivano (Na).
Gli arrestati sono tutti giovani dai 24 ai 36 anni, tutti clandestini tranne due; tra questi anche quello che la procura di Pescara crede possa essere il basista, Hida Klodian di 24 anni, muratore di giorno, ladro esperto di notte.

IL FURTO NELLA CANTINA ZACCAGNINI

Le indagini partono dopo la denuncia da parte del titolare della cantina Zaccagnini di Bolognano.
I carabinieri hanno esaminato le immagini dell'impianto video a circuito chiuso installate al di fuori dei locali, immagini sfocate che hanno permesso di individuare però l'auto ed alcuni volti.
Un furto perpetrato da persone esperte che erano riuscite ad introdursi con tanto di calzamaglia nera, piedi nudi, senza torcia persino nella camera da letto dell'imprenditore vitivinicolo per sfilare il portafoglio custodito all'interno della tasca del pantalone adagiato sulla cyclette.
I proprietari a pochi metri non si sono accorti di nulla mentre i banditi depredavano l'intera abitazione riuscendo a trovare anche le chiavi dell'auto di grossa cilindrata. Un colpo che supera probabilmente i 100mila euro.
Partendo dalle immagini del circuito e comparandole con quelle del casello autostradale, dalle tracce del telepas è stato possibile per i militari ricostruire tutto il tragitto di ritorno passando, via autostrada, per Avezzano e uscendo poi a Caserta per arrivare fino alla loro base nel napoletano.

42 FURTI ACCERTATI, MOLTI ALTRI SCONOSCIUTI

Pare certo che il sodalizio criminale fosse molto esperto, sia per i metodi che utilizzava per colpire andando sicuro alla meta, sia per alcuni escamotage che utilizzava per depistare gli inquirenti.
Le indagini stanno cercando di appurare anche la vita precedente della banda e, dunque, il curriculum completo delle scorribande notturne in Abruzzo e forse anche nelle regioni limitrofe.
Di sicuro gli inquirenti sono riusciti a documentare e provare ben 42 furti in appartamenti nelle province di Pescara (7) Chieti (30) e L'Aquila (1). 4 quelli messi a segno ad Ascoli Piceno.
Le mete erano scelte accuratamente attraverso appostamenti e ricognizioni di giorno per individuare quelle ville che potevano nascondere veri e propri tesori.
Ad Atessa, per esempio, sono stati compiuti in quattro mesi sei furti documentati, 5 a Villamagna, 4 a Miglianico e a Montalto, 3 a Ripa Teatina, Fossacesia e Vasto.
Ma sono stati registrati furti anche a Lanciano, Torrevecchia, San Valentino, Pescosansonesco, Manoppello, Montesilvano, Spoltore.
Colpi che hanno destato un certo scalpore e un allarmismo sociale soprattutto perché molti di questi paesi non conoscono realtà delinquenziali simili e vivono tranquillamente.
Forse era proprio la tranquillità la condizione fondamentale per la banda di «lavorare» in tutta sicurezza.

ALL'ARREMBAGGIO

La banda -secondo la procura- aveva pianificato al meglio i colpi da eseguire e in più casi avevano la connotazione di un vero e proprio saccheggio.
Dalla base operativa partivano alla volta delle altre province percorrendo per ogni notte anche 800 km.
Entrati nelle abitazioni andavano a colpo sicuro per arraffare gioielli e oggetti di valore con una particolare attenzione alle chiavi delle auto. Solo al mattino i proprietari avevano l'amara sorpresa di vedere la loro casa depredata.
Ma era una banda che riusciva a lavorare anche in serie.
Per avere un'idea basta pensare alla notte del 23 febbraio 2008 durante la quale sono stati eseguiti ben cinque furti in appartamenti muovendosi tra l'Aquila e Atessa. Il 29 febbraio, 3 furti in una notte tutti a Fossacesia, e il 7 marzo 5 furti tra Ripa teatina e Torrevecchia.

Secondo il comandante provinciale dell'Arma, Giovanni Esposito Alaia, il comandante dei carabinieri di Popoli, Cosimo La Musta, e il magistrato che ha seguito il caso, Paolo Pompa, la banda è riuscita ad inserirsi e a legare molto bene con la criminalità organizzata campana alla quale si appoggiava per riciclare in maniera pronta e veloce tutta la refurtiva.
Spesso gli oggetti finivano all'estero; di sicuro le auto venivano trasportate camuffate e smontate per essere vendute al mercato estero. Spesso in Albania ma gli inquirenti hanno trovato tracce anche in Grecia.
Le auto avevano libretti di circolazione contraffatti e targhe false, venivano fatte imbarcare dal porto di Bari alla volta di Durazzo.

Oltre agli 8 arrestati, altre 4 persone sono state denunciate a piede libero e recuperate 9 autovetture ed una refurtiva per un valore di € 340.000 anche se il danno complessivo è stato stimato dei carabinieri in almeno € 1.150.000.

21/04/2008 13.22



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SPARATORIA A PESCARA

In un'altra operazione, pare distinta, si sarebbe verificata pochi minuti fa una sparatoria alle porte di Pescara. Un gruppo di stranieri, sembra albanesi e rumeni, e' stato bloccato dai carabinieri tra Santa Teresa di Spoltore e Villanova, nei pressi del capoluogo adriatico.
Sono stati esplosi dei colpi di arma da fuoco, e un albanese e' rimasto ferito a una gamba, in modo non grave. E' stato soccorso dal 118 e portato all'ospedale di civile di Pescara.
E' rimasto ferito anche un carabiniere.
Per il momento non vi sono altri dettagli.

21/04/2008 9.00


«HANNO TENTATO DI INVESTIRE IL CARABINIERE»


Il carabiniere rimasto ferito è il maresciallo della compagnia di Macerata che è intervenuta sul posto per fermare i malviventi.
«La sparatoria è avvenuta in seguito ad un furto», ha spiegato il comandante provinciale dei carabinieri di Pescara Giovanni Esposito Alaia.
«I responsabili sono tre albanesi che sono entrati in azione in un bar di Cepagatti. Il gruppetto e' entrato nel locale, ha scassinato delle slot machine, ha preso i soldi ed e' fuggito».
All'uscita i tre albanesi hanno trovato ad attenderli i carabinieri di Macerata, che li stavano seguendo e che poi sono stati supportati dai colleghi dell'Arma di Pescara.
I militari hanno intimato l'alt, ma uno degli albanesi ha tentato di investire con l'automobile
un maresciallo, il quale ha esploso dei colpi di pistola, colpendo alla gamba uno dei malviventi e ferendolo.
Il carabiniere ha riportato una forte contusione. La fuga dei ladri e' proseguita, grazie all'aiuto di un italiano che li ha caricati in macchina, ma i carabinieri sono riusciti a bloccare i malviventi in autostrada, arrestandoli.
I due feriti, il carabiniere marchigiano e l'albanese, sono stati condotti in ospedale, e non sono feriti gravemente.
21/04/2008 9.56

I DUE FERITI STANNO BENE

Stanno bene e guariranno in 25 giorni.
Potevano essere ben più gravi le conseguenze della sparatoria che ha coinvolto un carabiniere di Macerata e un rapinatore albanese.
I 2 sarebbero stati già dimessi dall'ospedale di Pescara dopo gli accertamenti e le medicazioni del pronto soccorso.
Il militare colpito alla gamba dall'auto dei malviventi in fuga si chiama Cesare Proietti.
Era in servizio nella nostra regione mentre pedinava la banda di malviventi albanesi che si era introdotta nel bar Villanova per scassinare dei videopoker.
All'uscita però i ladri hanno trovato i militari ad attenderli.
È nato un inseguimento è poi al momento della fuga i rapinatori hanno colpito alla gamba il militare che però è stato pronto a rispondere esplodendo alcuni colpi di arma da fuoco e raggiungendo un rapinatore.
Anche l'albanese ferito è stato medicato ed ora si trova ancora nella caserma dei carabinieri di Rancitelli dove stanno espletando le pratiche per l'arresto.
In totale le persone in manette sono quattro.
Oltre ai tre albanesi c'è anche un italiano di origine napoletana, l'autista della banda ed il protagonista del lungo inseguimento.
Infatti l'auto a grande velocità ha imboccato l'autostrada in direzione di Roma inseguita dalla volante dei carabinieri che dopo diversi chilometri è riuscita a raggiungere i fuggitivi e a bloccarli proprio sulla A25.

21/04/2008 12.49