Chieti, secondo arresto per le tangenti nel commercio

Alessandro Biancardi

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Chieti, secondo arresto per le tangenti nel commercio
CHIETI. «Proprio ieri è rientrata una licenza. Se la vuoi ancora, te la possiamo volturare. Ma devi pagare». Scattava così il piano per riscuotere la tangente per le licenze commerciali «con corsia preferenziale» a Chieti che ha portato questa mattina al secondo arresto. (Nella foto il capo della Mobile Monnanni e l'ispettore Finore)  IL COMUNE AVVIA UNA INDAGINE AMMINISTRATIVA
L'ordine di custodia cautelare in carcere è scattato per Luciano Cerritelli, del 1950, funzionario in servizio all'Ufficio commercio e polizia amministrativa del Comune, che raggiunge a Madonna del freddo la collega Filomena Pellegrino, arrestata per gli stessi reati il 20 marzo scorso ed ancora in carcere.
L'ipotesi di reato è concussione consumata e tentata in concorso con altri ed è stata vagliata dal pm Rosangela Di Stefano e dal Gip Marco Flamini, della Procura di Chieti.
L'operazione condotta dagli uomini della Squadra Mobile di Chieti diretta dal dirigente Paolo Monnanni, è stata portata a termine dall'Ispettore Ivan Finore, che alle 13,30 circa ha fermato Cerritelli per strada e lo ha dichiarato in arresto.
Il funzionario comunale non ha mostrato segni di sorpresa ed una successiva perquisizione nella sua abitazione ha fatto rinvenire fogli di giornale in cui si parlava diffusamente dell'operazione che aveva portato in carcere la collega d'ufficio.
L'arresto è il primo risultato della mole di lavoro investigativo che la Squadra Mobile sta portando avanti dopo il sequestro di centinaia di pratiche per le licenze commerciali.
Il meccanismo delle tangenti secondo la procura funzionava così: quando un cittadino si presentava a chiedere una licenza per i settori merceologici A-B-C-D (ristoranti, pub, somministrazione di bevande) gli veniva comunicato che non c'era la possibilità di ottenerla, in quanto il numero era contingentato e quindi non c'era spazio.
Questo naturalmente era falso perché il decreto Bersani ha liberalizzato i settori, ma giocando sull'ignoranza dei richiedenti, i due dipendenti comunali riuscivano a rendere difficile una pratica che invece era facile, senza dimenticare però di farsi lasciare il telefono dell'interessato.
La trappola scattava il giorno stesso o il giorno dopo: «proprio adesso è rientrata una licenza, se la vuoi ancora possiamo fare la voltura» gli comunicavano (la telefonista di solito era la Pellegrino).
Il “favore” o la corsia preferenziale costava però 5.000 euro contanti, che venivano intascati da Cerritelli (la mente del sistema) e dalla collega, i quali per essere ancora più convincenti minacciavano di dare la stessa licenza “rientrata” ad un altro richiedente.
In alcuni casi la somma era anche più alta, (fino a 6.500 euro) se i due scoprivano che il richiedente era anche proprietario delle mura del negozio, ma poteva essere anche scontata a 4.000 o dilazionata sempre in contanti, se le condizioni economiche del futuro commerciante erano più modeste.
Le rate venivano poi riscosse in negozio, nella classiche bustarelle, dopo una serie di telefonate di sollecito.
Tra l'altro, il sistema era quasi infallibile sia perché chi pagava comunque otteneva la licenza sia perché Cerritelli, dirigendo anche la Polizia amministrativa, aveva tutti gli strumenti (controlli, verifiche ecc.) per ottenere quello che voleva.
La squadra mobile è arrivata alla ricostruzione del sistema, ascoltando molti commercianti e con la collaborazione dell'amministrazione comunale e delle associazioni di categoria, come la Confcommercio e la Confesercenti.
Ma, come ha detto Monnanni in conferenza stampa, è stata scalfita solo la superficie del problema: per il momento è stato accertato che le tangenti si trascinavano da anni, almeno 4 quelli setacciati, con una decina di casi scoperti.
«I soldi pagati ingiustamente – ha detto il Capo della Squadra Mobile – potranno essere restituiti se ci si costituirà parte civile. Comunque la licenza ottenuta non sarà ritirata, in quanto è un diritto averla comunque».
Lo «scenario tangentaro» (così è stato definito), con tutte le pratiche connesse (bustarelle, telefonate, visite in negozio), si va delineando anche in altri settori, come quello dell'Ortofrutta e del commercio al minuto, dove le licenze sono libere da anni.
Facendo sempre però leva sull'ignoranza o sul costume condiviso e mai denunciato che “se paghi ottieni”, il sodalizio criminoso sfruttava il timore del potere pubblico burocratico che soffoca i diritti dei cittadini.
Di qui i freni alle pratiche, i rinvii ad arte, la richiesta di altri documenti, insomma lo “stancheggio” che convinceva anche i riottosi e li costringeva a pagare per sveltire le autorizzazioni.
«Per il momento – ha detto ancora Monnanni – non ci sono altri indagati, anche se le indagini continuano per scovare altre eventuali responsabilità, ma anche per scagionare gli impiegati onesti che pure ci sono e che non debbono essere coinvolti in questa brutta storia».
La custodia cautelare in carcere però è scattata per il pericolo di inquinamento delle prove, per prevenire una possibile fuga e per evitare una reiterazione del reato. Nei prossimi giorni saranno ascoltati altri commercianti.

Sebastiano Calella 12/04/2008 19.02
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IL COMUNE AVVIA UNA INDAGINE AMMINISTRATIVA

CHIETI. Oggi il Comune di Chieti ha fatto sapere di aver avviato una indagine amministrativa interna «per chiarire ed accertare anche le eventuali responsabilità disciplinari». L'Assessore alle attività produttive e Commercio del Comune di Chieti, Cristiano D'Intino, ha spiegato che si tratta di un atto necessario «per ricondurre alla normalizzazione le attività» e condotto «in un ottica di trasparenza e maggiore efficienza ed efficacia».
Oltre alla indagine interna, ha spiegato ancora D'Intino, il Comune ha avviato anche un processo di riorganizzazione dell'intero servizio «sia sotto il profilo organizzativo/strutturale, che funzionale».
«Già da qualche mese», ha precisato l'assessore, «tutte le procedure di settore sono state sottoposte ad una profonda ricognizione con l'utilizzo, peraltro, di mezzi informatici per rendere più snello e trasparente il dialogo con l'utenza».
Il Servizio Commercio nella nuova sede di Palazzo de Pasquale (via Vicoli 17) e' infatti stato dotato di un front office a disposizione dei cittadini «per tutte le informazioni relative alle procedure burocratiche necessarie per poter aprire e/o cessare/modificare una attività commerciale e/o artigianale di competenza comunale, nonché per richiedere ogni informazione sullo stato della propria pratica».
12/04/2008 19.38