Ancora problemi alla Sangritana: la Uil contro le proposte di riordino aziendale

Alessandro Biancardi

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LANCIANO. Problemi mai risolti, grande distrazione del gruppo dirigente, approssimazione e distrazione che possono costare care a tutti noi. Ancora sul piede di guerra la Uil Trasporti per la grave crisi che sta attraversando la Ferrovie Adriatiche Sangritane spa. Le proteste e le prese di posizione arrivano dopo l’ennesimo faccia a faccia.
Nei giorni scorsi l'azienda a partecipazione pubblica è stata attraversata da agitazioni e scioperi, una protesta che va avanti da mesi e che ha avuto spesso come obiettivo principale l'attuale dirigenza voluta dal governo regionale di centrosinistra.
Le proposte giunte dall'azienda sono state giudicate dalla Uil «un'offesa sia per la maggioranza dei dipendenti che per l'intera collettività perché implica esclusivamente la gestione di risorse pubbliche».
Proposte che cozzerebbero «con la reale situazione dell'azienda (segno questo della grande distrazione che caratterizza chi è oggi incaricato delle massime responsabilità aziendali Presidente e Dirigenti) e compromette lo stesso piano di riordino del settore in corso a livello regionale».
«Abbiamo di fronte un gruppo dirigente vuoto di idee e privo di una visione di insieme», ha detto il segretario provinciale Uil, Murinni, «si è confermata una grave certezza se la documentazione che l'azienda è riuscita a produrre dopo due anni di riunioni e studi, anche con l'ausilio di consulenti, è quella consegnata (tra l'altro con tre mesi di ritardo) rispetto agli impegni assunti con l'accordo sottoscritto in data 05-12-2007».
La Uilt apprezza «le grandi capacità di comunicazione della Presidente e del gruppo dirigente rispetto ai diversi proclami succedutisi nel tempo» ma avrebbe preferito invece «poter esprimere il proprio consenso rispetto ad una concreta svolta gestionale ed organizzativa che invece in due anni non si è voluta determinare».
La Uil dunque ritiene che l'attuale piano del personale non sia conforme alle leggi, non chiaro, non equilibrato.
«Per la parte relativa alle proposte di avanzamento di carriera di parte del personale», dice Murinni, «formulata in maniera inspiegabilmente discrezionale e distante dalle concrete professionalità dei dipendenti, si ritiene che la stessa costituisca una “fuga in avanti” per alcuni ed una vera e propria umiliazione per quella maggioranza che invece assicura le prestazioni richieste ben oltre il profilo professionale posseduto. Si denuncia tra l'altro il mancato reiterato rispetto dei criteri previsti nel vigente, ma ignorato, accordo in data 22-05-2003».
Viene poi contestata la proposta dell'azienda sui criteri di ripartizione del premio di risultato e la proposta dell'accordo sui Quadri.
«Permangono», aggiunge il sindacato, «nella totale indifferenza della dirigenza le tante situazioni di criticità sopportate dal personale dipendente. Infine si denuncia nuovamente che pur essendo note le enormi disparità di trattamento esistenti anche tra dipendenti aventi medesimo profilo professionale si assiste alla stupefacente impassibilità del management che assicura il mantenimento di caste e posizioni di comodo».
Se le differenze di vedute non porteranno ad un accordo condiviso il sindacato ha minacciato di adottare tutte le misure di lotta e le iniziative sul caso.


12/04/2008 13.38